Earth, Wind & Fire – Boogie Wonderland

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Non sempre una canzone è quello che sembra, l’abbiamo visto varie volte. Ecco: “Boogie Wonderland“, enorme sucesso degli Earth, Wind & Fire, nonostante il titolo e il ritmo da discoteca, è una delle canzoni più fraintese dell’era disco, perché in effetti non è una canzone che parla di gioia e spensieratezza, anzi. “Boogie Wonderland” è stata scritta da Jon Lind e da Alle Willis, ambedue bianchi ma innamorati della musica soul e funky. In particolare la Willis ha già scritto per la band il grande successo del 1978  “September“, anche se non senza qualche problema col leader Maurice White. Un giorno, siamo nel 1979, Allie vede il film “In cerca di Mr. Goodbar“, uscito un paio di anni prima e interpretato da Diane Keaton nei panni di un’insegnante insoddisfatta, che si droga, esce a ballare ogni sera e porta a casa ogni notte un ragazzo diverso. Una notte, porta a casa un veterano del Vietnam sessualmente confuso che la picchia, la violenta e la uccide. Una pellicola molto drammatica che mette in luce anche il talento di un giovane attore destinato a una carriera lunga e luminosa, Richard Gere. Alle Willis resta molto colpita dal film, come ha detto lei stessa: «Quando l’ho visto sono rimasta colpita dalle persone che andavano nei club ogni sera. La loro vita stava andando in pezzi, ma vivevano per la vita notturna. Quindi se guardi davvero il testo di “Boogie Wonderland“, a differenza di “September, non è affatto una canzone felice. Si tratta davvero di qualcuno sull’orlo dell’autodistruzione che va in questi club per cercare di trovarne di più, ma è almeno consapevole del fatto che se c’è qualcosa come il vero amore, è qualcosa che potrebbe trascinarti fuori dall’abisso». Gli autori vorrebbero dare alla canzone come titolo il nome di una discoteca, così si mettono a cercare negli elenchi del telefono. ma nessun nome li soddisfa. Il titolo provvisorio è “Come to Johnny’s Casino Lounge“, che in effetti non pare un granché né alla Willis né a Lind. Finché arriva la parola “boogie”… «Era il 1978 e ogni canzone aveva “boogie” nel titolo – ha raccontato la stessa Willis – E io sono sempre stata una persona che voleva davvero essere diversa. Ero una laureanda in giornalismo al college e non mi piacevano i testi delle canzoni che non reggevano se letti senza la musica. E la serie di canzoni con “boogie” che avevo sentito, liricamente mi sembravano particolarmente stupide, anche se amavo e amo ancora la musica da discoteca. Quindi volevo davvero scrivere una canzone da discoteca, ma volevo che dal punto di vista dei testi fosse quasi in un genere diverso da quello che era lo standard». Alla fine arriva “Dance, Boogie Wonderland“, ed è subito chiaro che funziona alla grande. La canzone è fatta. Gli autori la portano a Maurice White che però ha un’idea diversa e decide di darla a un gruppo che sta producendo, Curtis The Brothers. La Willis e Lind sono delusi: avevano immaginato la canzone cantata da White e sentirla cantata da un altro li avvilisce. Ricorda la Willis: «Jon ed io eravamo fuori di noi, perché Earth, Wind & Fire erano così fighi, e questo altro gruppo era un gruppo sconosciuto, che ha fatto un buon lavoro, ma sapevamo come sarebbe stata la canzone cantata da Maurice White. Quindi abbiamo trascorso alcune settimane snervanti pregandolo di tenere la canzone per sé. E alla fine, per fortuna, l’ha fatto». Per rendere la canzone ancora più particolare e diversa dalla solita musica da discoteca che si ascolta nei club, i due autori propongono una cosa radicale: togliere il charleston, elemento chiave di tutti i brani di disco-music. Ma si scontrano col batterista della band, Fred White, fratellastro di Maurice, che non riesce a eseguire il ritmo senza il charleston. Alle Willis è bianca, è giovane e soprattutto è una donna, per cui ogni volta che prova a dirgli di smettere di usarlo si prende un bel “Fanculo”. Così interviene il co-autore Jon Lind, che è anch’egli bianco ma è un ragazzo grande e grosso. Entra nello studio e sotto gli occhi allibiti di White e del resto della band solleva il charleston e lo getta fuori dalla porta. Problema risolto. La registrazione della canzone richiede circa un paio di settimane, ma la base viene registrata in poche ore, perché si svolge di sabato e, come ha raccontato il bassista Verdine White «Era un sabato sera: volevamo solo uscire di lì e andare a spassarcela». Il resto del tempo sarà occupato per la registrazione dei fiati, degli archi e della voce, che viene incisa per ultima. Ciliegina sulla torta: le Emotions, un trio musicale femminile scoperto da Maurice White, che forniscono le voci femminili del ritornello. Sempre Verdine ricorda anche il colorato e scatenato video realizzato per la canzone: «Fare il video è stato un vero divertimento. Gli anni ’70 hanno una cattiva reputazione quando si tratta di vestiti, ma i nostri abiti erano disegnati dal compianto Bill Whitten ed erano squisiti. Non abbiamo mai detto no a niente: gilet rosa, stivali bianchi, lustrini e pailettes. Erano gli anni ’70, amico!». La canzone viene pubblicata nell’aprile del 1979, come quinto singolo dall’album “I am” e pur non arrivando alla vetta delle classifiche americane (ma arriva al secondo posto nella classifica Hot R&B/Hip-Hop di Billboard) è considerata un classico della musica da discoteca. Entra nella Top 10 in Inghilterra, Stati Uniti, Olanda, Australia, Belgio, Nuova Zelanda e otterrà il disco d’oro sia negli Stati Uniti che in Inghilterra. Viene inserita nella colonna sonora di diversi film tra cui “Quasi amici“, “Madagascar“, “L’amore ha due facce“, “Happy Feet” e “The Nice Guys“. «Non avevamo idea che “Boogie Wonderland” sarebbe stato un così grande successo – ha raccontato Verdine White – Non è facile da suonare ma ha un sound irresistibile. Quando attacchiamo le persone impazziscono».

Autori: Allee Willis / Jon Lind
Anno di pubblicazione: 1979
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