Mariah Carey – All I Want for Christmas Is You

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Ci sono stipendi buoni e stipendi ottimi, ma che ne direste di incassare, ogni dicembre, dai 500.000 ai 700.000 euro di royalties per una sola canzone? Non male eh? Vi basta scrivere una canzone come “All I Want for Christmas Is You” come ha fatto Mariah Carey nel 1994, e aspettare che ogni anno sia la canzone più ascoltata nel periodo natalizio, negli Stati Uniti come in Italia, parola di Spotify. E visto che la canzone è uscita 27 anni fa, è stato calcolato che il guadagno totale si aggiri intorno ai 19 milioni di euro. Solo per una canzone. Ma non è sempre stato rose e fiori per Mariah Carey. Nata da madre irlandese e padre nero e afro-venezuelano, che hanno divorziato presto, da bambina Mariah ha conosciuto la povertà e ha lottato con la sua identità razziale. Ha raccontato nel 2018: «Mia madre ha scelto di vivere in quartieri prevalentemente bianchi, dove le persone avevano più soldi di noi, e io non ci stavo bene. O in un quartiere tutto nero quando i miei genitori erano insieme; come coppia mista, lì hanno avuto dei problemi… sembrava quindi che non fosse il posto giusto per me». La piccola Mariah fin da piccola sogna di avere il Natale perfetto. «Ho iniziato a pensare, “Quali sono tutte le cose a cui penso a Natale?” Luci, regali, calze, caminetti – ha raccontato lei stessa – Ho sempre amato così tanto il Natale per tutta la mia vita, ma sono cresciuta senza molti soldi, non potendo quindi viverlo come facevano gli altri bambini». È partendo da questi presupposti che Mariah Carey, nel 1994, decide di incidere un album di canzoni natalizie all’interno del quale, oltre ad alcuni classici, inserire anche qualche brano originale. In realtà la casa discografica non sembra entusiasta della scelta della cantante, perché tali album, in questo periodo, vengono in genere pubblicati quando le carriere degli artisti stanno calando, ma Tommy Mottola, allora marito di Mariah, nonché capo dell’etichetta madre della Columbia, Sony Music Entertainment, fa decisamente pendere l’ago della bilancia. Così in un afoso agosto Mariah e il suo co-autore di fiducia Walter Afanasieff si chiudono in studio per creare qualcosa che, inaspettatamente, diventerà un classico delle feste natalizie. La cantante ama la musica soul degli anni ’60 ed è in quello stile che vorrebbe fare la “sua” canzone natalizia. «Scrivevamo le canzoni sempre nello stesso modo – ha raccontato Afanasieff – Prima componevamo il nucleo della canzone, la musica della melodia, e poi alcune delle parole erano già lì mentre finivamo di scriverla. Ho iniziato a suonare un rock ‘n’ roll al pianoforte, facendo un boogie woogie con la mano sinistra, e questo ha ispirato Mariah a inventare la melodia». I due completano la canzone in soli 15 minuti, almeno per quanto riguarda melodia e testo, ma il pianista ritiene che sia un po’ troppo semplice così inserisce molti accordi nell’armonia, anche se alla fine non si sentono molto ma rendono la canzone un po’ più speciale. «Non è sicuramente “Il Lago dei cigni” – ha detto – Ma è per questo che è così popolare, perché è così semplice e orecchiabile e non ti si toglie dalla testa». Inizialmente si cerca di registrare la canzone in California con una band dal vivo, ma Afanasieff non è soddisfatto del risultato finale, così decide di fare tutto da solo, programmando ogni aspetto della canzone con le tastiere: basso, batteria ed effetti sonori festivi assortiti, come il tintinnio delle campane. Dann Huff ha aggiunto la chitarra e Mariah è stata accompagnata alla voce da Melanie Daniels e dalle sorelle Kelly e Shanrae Price, tutte con un background gospel.  Il risultato finale è esattamente quello che la cantante vuole: «È un Natale molto tradizionale e vecchio stile – ha detto lei stessa – È molto retrò, un po’ anni ’60. Ma è la sensazione che volevo che la canzone catturasse. Ci sono una dolcezza, una chiarezza e una purezza in questo». Dal punto di vista del testo, la canzone dice che la cantante che non si preoccupa del consueto aspetto materiale delle festività natalizie come luci ornamentali, alberi, neve e regali, ma che tutto ciò che vuole per Natale è stare con chi ama. “All I Want for Christmas Is You” viene pubblicata come primo singolo dall’album “Merry Christmas” in Giappone il 29 ottobre 1994 e nel resto del mondo il mese successivo, raggiungendo il primo posto delle classifiche in vari paesi tra cui Gran Bretagna, Australia, Francia, Germania, Danimarca, Ungheria, Grecia, Portogallo e Italia. Stranamente la canzone non viene immediatamente pubblicata come singolo negli Stati Uniti, se non come disco promozionale, ma il suo successo sarà comunque enorme, mettendo per una volta d’accordo pubblico e critica, e diventando la canzone di Natale più venduta di un’artista donna e uno dei singoli più venduti di tutti i tempi, vendendo oltre 16 milioni di copie in tutto il mondo. La canzone è stata certificata Disco di Diamante negli Stati Uniti, prima canzone natalizia a raggiungere questo obiettivo. È anche il singolo più venduto di Mariah Carey nel Regno Unito, dove è stato certificato sei volte disco di platino. Come detto, dalla sua prima uscita “All I Want for Christmas Is You” torna regolarmente in classifica ogni anno durante le feste natalizie, e il il 24 dicembre 2018 stabilisce il record di un solo giorno per il maggior numero di stream su Spotify, con quasi 11 milioni di ascolti. Nel corso degli anni la canzone è stata eseguita da tantissimi artisti, da Justin Bieber a Jon Bon Jovi, da Michael Bublè a Shania Twain, da Miley Cirus a Tony Hadley fino alle nostrane Giorgia e Cristina D’Avena. E se volete una ulteriore prova della forza di questa canzone, nel 2010 un contadino inglese di nome Angus Wielkopolski ha scoperto che le capre producono più latte ascoltando questa melodia più di qualsiasi altra canzone. La scoperta è stata fatta nella fattoria di St. Helen’s vicino a York, dove il personale ascolta musica durante la mungitura, scoprendo che le capre producono 250 ml in più di latte quando “All I Want for Christmas Is You” viene suonata in loop.

Autori: Mariah Carey / Walter Afanasieff
Anno di pubblicazione: 1994

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