Frankie Valli – Grease

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«Penso che se Barry avesse saputo la grandezza di quella canzone e che successo avrebbe avuto, probabilmente non l’avrei mai ottenuta» Chi ha pronunciato queste parole è Frankie Valli, tra i protagonisti degli anni 60 coi Four Seasons e che abbiamo già incontrato nella storia del grande successo “Can’t take my eyes off you“, e Barry ovviamente è Barry Gibb, uno dei tre Bee Gees. La canzone di cui parla è “Grease“, tema del film omonimo, una pellicola per cui il termine “cult” è forse riduttivo. Ma la storia di “Grease” inizia ben prima dell’uscita del film con John Travolta e Olivia Newton-John, ed esattamente nel 1972, quando il musical scritto da Jim Jacobs e Warren Casey, dopo gli esordi a Chicago l’anno prima, debutta a Broadway diventando in breve uno degli show di maggior successo della storia. Quando nel 1977 si decide di produrre un film tratto dal musical, il produttore Robert Stigwood pensa di aggiungere quattro canzoni a quelle del musical, tra cui una per i titoli di testa intitolata proprio “Grease“. Stigwood chiama il suo amico Barry Gibb, che coi Bee Gees ha appena realizzato la colonna sonora de “La febbre del sabato sera” da lui prodotto. Ricorda Barry Gibb: «Mi ha chiamato Bob e mi ha detto: “Ti verrebbe in mente una canzone chiamata Grease (brillantina)?” Gli ho risposto “Come si fa a scrivere una canzone intitolata Grease?” E Bob mi ha detto: “Solo Grease duh-duh-duh-duh-duh, Grease duh-duh-duh-duh-duh”. Quindi non è stato molto d’aiuto». Il cantante va a fare una passeggiata sul molo e ci pensa su. «Grease era il simbolo di quel periodo, con i Greasers, le moto, i giubbotti di pelle e tutto il resto – ha raccontato – E la fine degli anni ’50 è davvero il mio periodo preferito. E così all’improvviso mi è venuto in mente di scrivere di “Grease” come di una parola che rappresentava un tempo preciso». Il ritornello della canzone “La parola giusta è brillantina / Ha divertimento, ha un significato / Brillantina è il tempo, il luogo, il movimento / Brillantina è il modo in cui ci sentiamo” è certamente insolito, ma ha contribuito a sottolineare uno dei temi principali del film: la nostalgia degli anni ’50. Parte di ciò che ha reso il film così di successo è infatti anche la sua combinazione di elementi vecchio stile (l’ambientazione degli anni ’50 e le melodie retrò) con elementi moderni (il cast di star degli anni ’70 e una canzone scritta dal cantante dei Bee Gees). Il produttore però non vuole che a cantarla siano i Bee Gees, che nell’immaginario del pubblico sono troppo legati alla “Febbre del sabato sera“, così Gibb pensa a Frankie Valli. Inoltre Valli non se la passa molto bene in questo periodo: il suo ultimo vero successo risale a 3 anni prima (“My eyes adored you“), non ha un contratto discografico e inoltre soffre di una grave forma di otosclerosi con conseguente parziale perdita dell’udito. Gibb conosce bene Valli, era il suo cantante preferito degli anni 60 e in passato avevano già parlato di una possibile collaborazione; inoltre ha un’estensione vocale simile alla sua ed essendo un cantante legato direttamente al periodo narrato nel film potrebbe essere una scelta indovinata per introdurre la vicenda. Ha raccontato Valli nel 2013 alla rivista Billboard: «Barry Gibb mi ha chiamato e mi ha detto: “Ho scritto una canzone. Penso che sarebbe perfetta per te. Sarà la canzone del titolo di questo film”». Quando Valli ascolta la canzone ha davanti a sé una scelta: il  suo manager Alan Carr, socio di Stigwood nella produzione di “Grease“, gli propone in alternativa di apparire nel film. «Alan mi chiamò e disse: “Cosa vuoi fare? Vuoi essere nel film o cantare la canzone del titolo?” – ha raccontato Valli –Beh, avevo già sentito la canzone del titolo e mi era piaciuta. Ho chiamato Don Costa (famoso arrangiatore, ndr) e gli ho detto di venire subito a sentire questa canzone. Dopo averla ascoltata ha detto: “Se non registri questa canzone, sei pazzo”. Così ho chiesto, “Qual è la canzone che canterei se decidessi di apparire nel film?” E mi hanno detto “Beauty School Dropout”. È stata cantata da Frankie Avalon (un altro cantante degli anni 60 famoso per “Venus“, ndr), ma non è mai diventata un successo». Nella canzone la chitarra solista è suonata da Peter Frampton, un chitarrista che negli anni ’70 è sulla cresta dell’onda; giusto per capirci: il suo doppio album dal vivo “Frampton comes alive!” del 1976 è a tutt’oggi l’album live più venduto di sempre. Terminata la registrazione la canzone viene posta come colonna sonora dei titoli di testa del film, contro il parere dello stesso regista Randall Kleiser, che ritiene che “Grease“, con la sua strumentazione moderna e il suo ritmo da discoteca, non si adatti allo spirito del film, ambientato alla fine degli anni ’50.  Ma evidentemente neanche il pubblico pare preoccuparsi troppo di questo anacronismo: pubblicata il 6 maggio 1978 come secondo singolo tratto dalla colonna sonora (il primo sarà “You’re The One That I Want“, pubblicata però prima dell’uscita del film nelle sale), “Grease” scala rapidamente le classifiche e arriva al Numero 1 della chart di Billboard il 26 agosto. Entra nella Top 10 in quasi tutto il mondo, in Italia arriverà fino alla seconda posizione della Hit Parade risultando il 7° singolo più venduto del 1978. I Bee Gees non hanno mai registrato una versione in studio della canzone, ma l’hanno inclusa nel loro tour One Night Only dal 1997 al 1999, diventato un disco nel 1998 in cui alle loro voci si aggiunge la voce registrata di Frankie Valli, che entra per la seconda strofa. Una ultima curiosità: in Messico il film uscì col titolo “Vaselina“… per fortuna in Italia manterrà il titolo originale!

Autore: Barry Gibb
Anno di pubblicazione: 1978

 

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