Frankie Goes to Hollywood – Relax

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Non c’è dubbio che il pop elettronico e ballabile degli anni ’80 sia quanto di più lontano dal progressive rock degli anni ’70. Si potrebbe dire agli antipodi. Eppure, quando nel 1979 Rick Wakeman e Jon Anderson, tastierista e cantante storici degli Yes – uno dei protagonisti del prog rock del decennio insieme a Genesis ed EL&P – decidono di lasciare la band, con una mossa a sorpresa, che spiazza critica e pubblico, il loro posto viene preso da Geoff Downes e Trevor Horn, in pratica i Buggles, gli artefici del grande successo “Video killed the radio stars“. La formazione con Downes e Horn produce un solo album, “Drama“, che esce nel 1980, e dopo lo scioglimento del gruppo, per Trevor Horn inizia una proficua carriera come produttore, che lo porterà a collaborare, tra gli altri, con Paul McCartney, Grace Jones, Pet Shop Boys e Rod Stewart. La collaborazione tra Horn e gli Yes tuttavia prosegue e nel 1983, durante la produzione del fortunato album della band “90125“, è proprio Chris Squire, bassista degli Yes, a segnalare a Horn un gruppo che ha visto esibirsi nel programma Tv “The Tube“, una band dal bizzarro nome di Frankie Goes to Hollywood. Horn, che ha appena fondato la casa discografica ZTT (nome ispirato alla poesia “Zang Tumb Tumb” del futurista Filippo Tommaso Marinetti) non resta molto colpito dal gruppo, finché qualche mese dopo non li ascolta di nuovo nel programma radiofonico di BBC Radio 1 del DJ David Jensen, e decide di contattarli. Il gruppo però è sull’orlo dello scioglimento, dopo un fallimentare tentativo di incidere con la Arista e il successivo rifiuto della Phonogram, im ambedue i casi la causa del mancato contratto è la natura ambigua del testo del brano “Relax“. La canzone è accreditata al cantante Holly Johnson, al bassista Mark O’Toole e al batterista Peter Gill, ma il contributo come produttore/arrangiatore di Trevor Horn sarà decisamente fondamentale per il risultato finale. Lui stesso ha affermato che la versione originale di “Relax” sembrava «Più un jingle che una canzone», condizione che il produttore preferisce, così può “sistemare” la canzone secondo il suo stile. Il testo, coi suoi riferimenti piuttosto espliciti a pratiche sessuali e all’orgasmo, è stato composto dal cantante Holly Johnson, come lui stesso ha raccontato: «“Relax” era scritta nella mia testa, la cantavo ad alta voce tra me e me camminando lungo Princes Avenue a Liverpool mentre andavo alle prove e non avevo il biglietto dell’autobus. Mi sembravano parole divertenti… voglio dire, non stavo certo pensando, “Canterò queste parole e questo disco sarà vietato ecc.”». Horn porta quindi il gruppo ai Manor Studios per iniziare le registrazioni ma si rende conto subito che i musicisti – che nel frattempo sono cambiati quasi totalmente da quelli che aveva sentito per radio – con tutta la buona volontà sono inadeguati a una registrazione professionale, a maggior ragione per lui che è un maniaco della perfezione. Allora chiama in studio i Blockheads, band di supporto del cantante Ian Dury (quello, per intenderci, di “Sex & Drugs & Rock’nRoll“), ma anche questa versione non lo convince, ritendendola non abbastanza moderna. Nel frattempo la band se ne sta con le mani in mano, intimidita dalla reputazione di Horn. «Qualunque cosa dicesse, eravamo d’accordo» ha scritto Johnson nella sua autobiografia. Horn allora registra una terza versione molto elettronica, con il produttore/ingegnere Steve Lipson, il tastierista Andy Richards e il programmatore di sintetizzatori Fairlight JJ Jeczalik, degli Art of Noise. Il gruppo nel frattempo è tornato a Liverpool, e qui vengono avvisati da Horn che anche questa versione non gli piace e che intende ricominciare da capo. Quando il perfezionismo rasenta la paranoia, si potrebbe dire… Horn torna in studio, e su una base creata con una Drum Machine aggiunge una linea di basso programmata, su cui Lipson e Richards aggiungono parti di chitarra e tastiere, mentre Jeczalik, nelle parole del produttore emette «rumori divertenti» col sintetizzatore Fairlight. Ecco finalmente il sound che Horn sta cercando da settimane. Alla fine Holly Johnson è l’unico membro del gruppo a partecipare a quasi tutte le sessioni di registrazione, ma Trevor Horn ha dichiarato: «Non avrei mai potuto fare questo disco da solo. Non c’era una vera esibizione della band, ma l’intera sensazione è venuta dalla band». Il singolo viene pubblicato il 24 ottobre 1983, ma non riscuote immediato successo: entra al numero 77 il 12 novembre 1983 salendo fino al numero 35 dopo l’esibizione dei Frankie Goes To Hollywood a Top Of The Pops il 5 gennaio 1984. Tre settimane dopo arriva alla posizione numero 1, scalzando dalla vetta “Pipes of peace” di Paul McCartney, e restando nella Top 40 delle classifiche inglesi per 37 settimane consecutive, vendendo due milioni di copie solo nel Regno Unito e classificandosi tra i dieci singoli più venduti di sempre. Gran parte del successo della canzone si deve senz’altro anche all’aura di “proibito” che gli si crea subito intorno.  L’11 gennaio 1984 il DJ di Radio 1 della BBC Mike Read annuncia in diretta che si rifiuta di mandare in onda “Relax” a causa dei testi della canzone, e subito dopo è la BBC stessa a “bandire” il disco dalle sue trasmissioni. Ovviamente si scatena la caccia al disco per scoprire perché è stato vietato, i negozi non riescono a stare dietro alle richieste e alcune radio private in Inghilterra lo trasmettono spesso durante la giornata, vantandosi di suonare “la canzone che la BBC ha bandito”. Alla fine la questione diventa imbarazzante per la BBC che nel dicembre del 1984 revoca il divieto in modo che la band possa esibirsi nell’edizione natalizia di Top of the Pops. Per accompagnare la canzone vengono realizzati tre video musicali. Il primo, diretto da Bernard Rose, mostra la band in una fantasia sadomaso dell’Impero Romano ambientata in una discoteca gay, Paul Rutherford col sedere nudo e un gruppo di feticisti del bondage incatenati a un’impalcatura, video che viene bandito sia da MTV che dalla BBC. Viene allora commissionato un secondo video alla coppia di produttori Godley & Creme (già leader dei 10cc), con il gruppo che si esibisce in un finto live con l’aiuto di raggi laser verdi. Il terzo video, girato da David Mallett, trasmesso principalmente negli Stati Uniti, mostra la band in un’esibizione dal vivo (rigorosamente in playback) mentre viene baciata e abbracciata da spettatori adoranti. Il singolo arriva al primo posto, oltre che in Inghilterra, in Francia, Spagna, Germania, Finlandia, Grecia, Svizzera, Thailandia, Israele ed entra nella Top 10 nel resto d’Europa e in vari paesi del mondo; in Italia sale fino alla seconda posizione e sarà alla fine il 10° singolo più venduto del 1984. Il gruppo appare anche nel film “Delitto a luci rosse” di Brian De Palma del 1984, mentre esegue “Relax” sul set di un film porno. Il cantante Holly Johnson una volta ha raccontato che il presentatore di Top Of The Pops Paul Gambaccini «è rimasto stupito che il disco fosse suonato. Ha detto che nessuno era riuscito a cavarsela con allusioni sessuali così esplicite dopo “Walk On The Wild Side” di Lou Reed». “Relax” verrà poi inserita nel primo album della band, “Welcome to the Pleasuredome“, uscito nell’ottobre del 1984, che contiene altri due successi della band: “Two Tribes” e la delicata “The power of love“.

Autori: Peter Gill / Holly Johnson / Brian Nash / Mark O’Toole
Anno di pubblicazione: 1983

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