Beatles – Michelle

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Nella famosa lista delle “500 più grandi canzoni di tutti i tempi” della rivista Rolling Stones ci sono ben 23 canzoni dei Beatles, ma non compare “Michelle“, nonostante sia indiscutibilmente una delle canzoni più famose e amate della band, abbia vinto il Grammy Award per la canzone dell’anno nel 1967 e alla sua uscita sia stata osannata da gran parte della critica musicale. Ma a noi della lista di Rolling Stones importa poco, e allora ecco la storia dell’unica canzone in francese dei Fab Four.
Nell’autunno del 1965 i Beatles stanno preparando le canzoni per il loro sesto album, “Rubber Soul“, e come spesso accade sono a corto di materiale, in quanto in questo periodo un disco deve contenere almeno 14 canzoni. A John Lennon torna in mente un abbozzo di canzone che Paul McCartney aveva composto molti anni prima in circostanze piuttosto curiose. E qui, come in un film, facciamo un flashback:
1959, Liverpool. Da un paio d’anni Paul McCartney si è unito ai Quarrymen, il gruppo di un ragazzo di un paio d’anni più vecchio, John Lennon, che lo invita anche ogni tanto a delle feste esclusive che organizza un suo tutor alla scuola d’arte, Austin Mitchell. «Avresti forse potuto rimorchiare delle ragazze – ha raccontato lo stesso Macca – che era l’obiettivo principale; e comunque potevi prendere da bere, che era un altro motivo per andarci». Paul è solitamente più giovane degli altri partecipanti a queste feste – all’epoca ha solo 17 anni – e per di più si sente in imbarazzo per la sua aria quasi da bambino; non riuscendo a entrare nel gruppo un po’ esclusivo dei frequentatori abituali di queste feste, per apparire più interessante si veste di nero, con un maglione a collo alto, si siede in un angolo della sala e con la chitarra improvvisa delle canzoni in un francese maccheronico, visto che è una lingua che non conosce affatto. «Fingevo di saper parlare francese perché tutti volevano essere come Sacha Distel – ha confessato anni dopo McCartney – Farfugliavo cose senza senso… “jou jou jou” tanto nessuno se ne accorgeva. Cercavo di essere enigmatico per far pensare alle ragazze, “Chi è quel ragazzo francese molto interessante nell’angolo?”» Questi ingenui piani di abbordaggio delle ragazze presenti probabilmente erano destinati a fallire, ma porteranno anni dopo a una delle più belle canzoni dei Beatles, “Michelle“. Arriviamo così al 1965, e alle registrazioni dell’album “Rubber Soul“. McCartney ricorda: «John mi disse: “Ti ricordi quella cosa francese che facevi alle feste di Mitchell?” Ho detto di sì e lui ha detto: “Beh, quella è una buona melodia. Dovresti farne una vera canzone». Ovviamente però i Beatles non possono pubblicare una canzone con un francese inventato, così Paul telefona a Ivan Vaughan, l’amico d’infanzia che lo aveva presentato a Lennon nel 1957, la cui moglie, Jan, è insegnante di francese. «Mi ha chiesto se mi veniva in mente il nome di una ragazza francese, con due sillabe, al che ho suggerito “Michelle” che a lui piaceva molto, e una frase riferita a lei che facesse rima – ricorda Jan Vaughan – Mi ha suonato il ritmo con la sua chitarra ed è stato allora che ho pensato a “Michelle, ma belle”, che in realtà non era così difficile da inventare! Penso che sia stato qualche giorno dopo che mi ha telefonato e mi ha chiesto se potevo tradurre la frase “These are words that go together well” (“queste sono parole che stanno bene insieme”) e gli ho detto che sarebbe stato più o meno “sont les mots qui vont tres bien ensemble”». Paul si fa spiegare l’esatta pronuncia e completa il testo, e quando la canzone sarà pubblicata, con estrema correttezza, invierà a Jan un assegno. «Pensavo fosse meglio perché lei è virtualmente una co-autrice di questo. Da lì ho solo messo insieme i versi» ha raccontato lui stesso. A questo punto interviene Lennon, che toglie l’amico dall’impaccio di non riuscire ad andare avanti dopo la strofa, suggerendo la parte “I love you, I love you, I love you…” e completando la canzone come la conosciamo oggi. Come sono soliti fare, i Beatles in pratica realizzano gli arrangiamenti delle canzoni in studio, e così fanno per “Michelle“, in cui Paul, oltre a cantare la parte solista, suona almeno un paio di parti di chitarra acustica e naturalmente il basso, mentre l’apporto di John si limita alla chitarra acustica e soprattutto alle armonie vocali. L’assolo di George Harrison che si sente a metà della canzone, viene in realtà composto dal produttore George Martin, che in studio accompagna il chitarrista al piano, non microfonato e che quindi non si sente nella registrazione finale. L’album “Rubber Soul” esce il 3 dicembre 1965 e “Michelle” viene pubblicata come singolo in Francia, Belgio, Norvegia, Olanda, Nuova Zelanda e Italia, arrivando al primo posto nelle classifiche (per 8 settimane in Italia), ed entrando nella Top 10 in Austria, Germania, ma stranamente non uscirà come 45 giri né in Inghilterra né negli Stati Uniti. La popolarità della canzone sarà tale – anche grazie alla cover “in tempo reale” del duo David & Jonathan – che la Capitol farà apporre un bell’adesivo giallo sulle copie del disco destinate al mercato americano, per far sapere agli acquirenti che questo è l’unico modo di possedere una copia della canzone cantata da Paul McCartney. La canzone è la 42esima più eseguita del XX secolo, e ha avuto anche alcune versioni italiane: la prima è quella di Augusto Righetti e Charly’s Team nel 1966, in Italiano, e ricordiamo una versione a cappella di Mango del 2002, ma la più famosa è forse quella di Mina del 1976. Per questa sua interpretazione lo stesso McCartney le inviò un telegramma nel quale si congratulava con lei, dicendo che era la più bella versione che avesse sentito. La cantante, dopo aver letto il telegramma, disse: «Oh, ma che carino» e lo gettò via. Quando Paul McCartney nel 2010 ha ricevuto da Barak Obama il Premio Gershwin della Biblioteca del Congresso per la canzone popolare, durante una cerimonia alla Casa Bianca, ha fatto qualcosa che in seguito ha detto che non vedeva l’ora di fare da un pezzo: cantare “Michelle” alla First Lady. McCartney ha scherzato: «Potrei essere il primo ragazzo a essere preso a pugni da un presidente». Secondo quanto riferito, Michelle Obama in seguito disse ad altri che non avrebbe mai potuto immaginare, crescendo come una ragazza afroamericana nel South Side di Chicago, che un giorno uno dei Beatles avrebbe cantato “Michelle” per lei.
Probabilmente neanche Paul McCartney avrebbe potuto immaginare quanta notorietà avrebbe avuto una canzone nata per cercare di rimorchiare le ragazze…

Autori: Lennon / McCartney
Anno di pubblicazione: 1966

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