Police – Walking on the Moon

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Anche se emersi nel pieno dell’esplosione punk appare chiaro subito a tutti che i Police col movimento musicale che vede i Sex Pistols come principali esponenti, hanno in realtà ben poco a che fare. In primo luogo appartengono a un’altra generazione: quando il fenomeno punk sale alla ribalta Sting e Stewart Copeland hanno più o meno 25 anni e il chitarrista Andy Summers addirittura 34, mentre i componenti della maggior parte delle punk-band inglesi hanno al massimo 20 anni. Inoltre i tre sono dei fior di musicisti, orgogliosi della loro abilità musicale, quando nella scena punk la mancanza di esperienza musicale è considerata una virtù. Abilità musicale che li porta a collaborare, agli inizi della loro carriera, col compositore d’avanguardia tedesco Eberhard Schoener, anche perché prima della pubblicazione del loro primo album “Outlandos d’Amour“, nel 1978, la band non naviga certo nell’oro e accetta volentieri la possibilità di guadagnare qualche soldo accompagnando il musicista tedesco in studio e anche in alcuni concerti. Dopo la pubblicazione di “Outlandos d’Amour“, che li impone prepotentemente all’attenzione di pubblico e critica, i tre componenti dei Police mantengono comunque i rapporti con Schoener, e agli inizi del 1979 Sting si reca a Monaco per fare visita all’amico. Una sera i due vanno in un locale a farsi una bella bevuta di grappa, e al ritorno in albergo Sting è completamente ubriaco e crolla sul letto, quando gli viene in mente il riff di una canzone. A fatica si alza e comincia a girare per la stanza per cercare di schiarirsi le idee, canticchiando “Walking round the room… ye ye… Walking round the room” (“Camminando per la stanza”). Alla mattina i fumi dell’alcool sono svaniti, ma per fortuna non quel riff, così decide di metterlo nero su bianco prima di scordarsene. «Nella fresca luce del mattino mi sono ricordato cosa era successo e ho scritto il riff – ha raccontanto lo stesso Sting – Ma “Walking Round the Room” era un titolo stupido, quindi ho pensato a qualcosa di ancora più stupido: “Walking on the Moon”». Nella sua autobiografia uscita nel 2003 il cantante suggerisce che la canzone sia stata parzialmente ispirata da una delle sue prime fidanzate: «Deborah Anderson è stata la mia prima vera ragazza… Tornare dalla casa di Deborah in quei primi giorni sarebbe in seguito diventata una canzone, perché essere innamorati è liberarsi dalla forza di gravità». La prima versione della canzone è rock, ma viene rielaborata fino a trasformarla in un brano reggae, uno dei generi musicali preferiti dal batterista Stewart Copeland, e che caratterizza parte della prima produzione dei Police. Per ottenere il sound “spaziale” della canzone, Copeland e Summers utilizzano un particolare effetto ottenuto con un’unità Roland RE-201 Space Echo, un “giocattolino” acquistato a New York coi primi soldi guadagnati grazie al successo di “Roxanne“. “Walking on the moon” viene pubblicata il 4 novembre 1979, come secondo singolo dall’album “Reggatta De Blanc” (il primo era stato “Message in a bottle“), accompagnato da un video girato al Kennedy Space Center in Florida, in cui le immagini dei membri della band sono intervallati da filmati della NASA. Nel video sia Sting che Andy Summers suonano la chitarra (non il basso), e Stewart Copeland suona le sue bacchette su un razzo Saturn V. Il singolo raggiunge la vetta delle classifiche inglesi nel dicembre dello stesso anno ed entra nella Top 10 di diversi paesi, arrivando al N° 1 della classifica dei singoli anche in Italia, mentre negli Stati Uniti non entra neanche nella Top 100. Sting, riconoscendo l’influenza del reggae nella canzone, la eseguirà ai Grammy Awards del 2013 in un tributo a Bob Marley che comprendeva anche Bruno Mars, Rihanna, Damian Marley e Ziggy Marley.

Autore: Sting
Anno di pubblicazione: 1979

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