Doors – Hello, I love you

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Passeggiare sul lungomare di Venice, nella parte ovest di Los Angeles, soprattutto all’ora del tramonto, col sole che cala sul mare e le palme che allungano le ombre, è decisamente un’esperienza. Ed è anche fonte di ispirazione per quella comunità di giovani, musicisti, poeti e artisti un po’ hippy, che nei primi anni ’60 hanno eletto a domicilio il quartiere, attirati dall’aspetto così “europeo” dell’area, caratterizzata da villette dei primi del ‘900 e costruzioni in legno, anche se ormai sono spariti i canali – completi di gondole – che facevano parte del progetto di Abbot Kinney, che fondò la cittadina nel 1905, sul modello della nostrana Venezia. John Densmore e James Douglas Morrison – ma tutti lo chiamano Jim – stanno passeggiando sul lungomare un pomeriggio di tarda estate del 1965, hanno poco più di vent’anni, e insieme all’amico Ray Manzarek, e ai fratelli di quest’ultimo Rick e Jim, fanno parte di una band, Rick & The Ravens, uno dei tanti gruppi che tentano la fortuna in quella lunga estate californiana in cui sembra che tutto possa accadere. John è un batterista, mentre in realtà Jim non è un musicista, non sa suonare nessuno strumento e non ha mai nemmeno cantato, però scrive poesie, versi strani e pieni di simbolismi, a volte difficili ma certamente efficaci e originali. E quella splendida ragazza di colore che incrociano sul lungomare colpisce l’immaginazione di Jim – probabilmente non solo dal punto di vista poetico – che la descrive come un “gioiello scuro” e scriverà che “i marciapiedi si inchinano ai suoi piedi / come un cane che implora qualcosa di dolce“. «È una lirica pazzesca» dice John, che lo convince a buttare giù un testo completo, cosa che Jim fa quella notte, inventando anche una melodia per ricordare meglio le parole. Nel settembre del 1965 Rick & The Ravens si recano ai World Pacific Studios jazz per registrare i demo di sei canzoni, tra cui anche “Hello, I love you” col produttore Paul Rothchild. Così racconta quell’esprienza John Densmore: «Abbiamo registrato un demo grezzo con Ray Manzarek alle tastiere ei suoi due fratelli che suonavano le chitarre. Ma i fratelli erano preoccupati per Jim. Era pazzo e non aveva mai cantato prima. Sembrava timido e si nascose in un angolo del garage. Ho pensato: “Questo non sarà il prossimo Mick Jagger”. Ma ha trovato il suo modo unico, dimenandosi con il cavo del microfono come un serpente. Non mi piacciono i ragazzi, ma ho notato che sembrava il David di Michelangelo». Quando i due fratelli di Ray Manzarek abbandonano il gruppo, John invita un suo vecchio amico, Robby Krieger, a entrare nella band come chitarrista, ed è così che nascono ufficialmente i Doors, nome che Jim Morrison prende dall’opera “The Doors of Perception” (“Le porte della percezione“) di Aldous Huxley. Coi demo di quelle sei canzoni i Doors collezionano una serie di rifiuti da parte di varie case discografiche, come racconta Krieger: «I demo di Rick & the Ravens contenevano canzoni classiche ma erano piuttosto rozzi e sono stati rifiutati da tutti». Così le canzoni vengono accantonate, mentre il gruppo finalmente trova un contratto, incide il primo album ed velocemente entra nella storia del rock dalla porta principale. Arriviamo così al 1968: i Doors stanno preparando il terzo album, “Waiting for the sun“, ma l’ispirazione sembra un po’ in calo e hanno bisogno di altro materiale per riempire il disco, oltre alle canzoni già pronte, così vanno a ripescare quei vecchi demo e ritrovano “Hello, I love you“. «Abbiamo pensato che fosse un po’ troppo commerciale, una canzone pop semplice e non profonda come gli altri nostri brani» ha raccontato Krieger.Tuttavia elaborano un nuovo arrangiamento basato su un particolare uso della batteria da parte di John Densmore, mututato dal classico “Sunshine of your love” dei Cream (alla batteria Ginger Baker), e su una chitarra distorta col fuzzbox per tutta la durata della canzone. La scelta di pubblicare finalmente, dopo tre anni di limbo, “Hello, I love you” si rivela comunque vincente: pubblicata come secondo singolo dell’album nel giugno del 1968, arriva alla posizione numero 1 della classifica di Billboard vincendo anche un disco d’oro; arriva al primo posto anche in Canada, mentre in Inghilterra sale fino alla 15esima posizione, regalando alla band il primo singolo di successo in Europa. Ma nella vecchia Inghilterra qualcuno aguzza le orecchie: quel ritmo, quella melodia, il riff… tutto molto, troppo simile a “All Day and All of the Night” dei Kinks, pubblicata nel 1964 (quindi un anno prima della nascita della canzone dei Doors). Ray Davies, leader dei Kinks e autore della canzone, da vero gentleman prende la cosa con filosofia, e afferma «Jim Morrison lo ha ammesso, e per me è stata la cosa più importante», ma il suo editore non è così generoso e minaccia un’azione legale. Risultato: le royalties delle vendite del disco in Inghilterra andranno ai Kinks. Tra gli artisti che hanno realizzato una cover di “Hello, I love you” ricordiamo i Cure, Neil Young, Adam Ant, gli Eurythmics e i Simple Minds. È stata inoltre inserita nella colonna sonora di ben tre film ambientati (in tutto o in parte) durante la guerra del Vietnam: “Platoon“, “Vittime di guerra” e “Forrest Gump“.

Autori: Morrison / Krieger / Densmore / Manzarek
Anno di pubblicazione: 1968

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