Rick Astley – Never Gonna Give You Up

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Ci sono canzoni che, anni dopo la loro uscita, tornano di attualità perché vengono inserite nella colonna sonora di un film, o perché vengono utilizzate in uno spot pubblicitario, ma poche, credo, perché sono diventate… dei meme.
Intendiamoci, a “Never Gonna Give You Up” di Rick Astley non mancò certo il successo quando uscì nel 1987: al primo posto delle classifiche di venticinque paesi differenti, in vetta per 5 settimane di seguito nelle classifiche inglesi, dove è stato il singolo più venduto di quell’anno, ha vinto il premio come “Miglior singolo britannico” ai Brit Awards del 1988. Credenziali di tutto rispetto dunque, ma nessuno avrebbe potuto immaginare, il rosso Rick per primo, cosa sarebbe successo 20 anni dopo.
Ma andiamo per ordine, e torniamo al 1985, quando il 19enne Richard Paul Astley suona la batteria in un gruppo soul, gli FBI, che si esibisce nei pub della provincia inglese. Quando il cantante del gruppo se ne va, il giovane Rick passa alla voce solista ed è durante un concerto al Monks Social Club di Warrington che viene notato dal produttore e compositore Pete Waterman, che insieme a Matt Aitken e Mike Stock sta monopolizzando la scena pop inglese, con artisti come Nick Kershaw, Bananarama, Dead or Alive e Kylie Minogue. «Mi sono presentato al Club con una Ferrari d’argento – ha raccontato Waterman – Non credo che nessuno a Warrington avesse visto una Ferrari prima, per non parlare di una argento. Ero malato di influenza, così ho detto al ragazzo alla porta: “Starò giusto 20 minuti”, e invece mi sono fermato a guardare tutto il concerto. Pensavo che la voce di Rick fosse eccezionale, mi ricordava Van Morrison. E si muoveva anche in modo strano». Il produttore resta colpito dal contrasto tra l’aria da ragazzino di Rick e la sua profonda voce baritonale, così va dal manager della band e gli dice senza mezzi termini: «Non mi piace la band e non mi piace la canzone. Metterò sotto contratto solo il cantante». Firmato il contratto, Rick si trasferisce a Londra nell’appartamento di Waterman, e inizia a lavorare nello studio del trio Stock-Aitken-Waterman. Per un paio d’anni le sue mansioni sono quelle di fare panini, preparare il tè, azionare registratori, ma intanto osserva con attenzione al lavoro gli artisti della scuderia come Bananarama, Mel & Kim o Dead or Alive. L’ingegnere del suono Mark McGuire ha raccontato a Sound on Sound: «Rick era l’artista più gentile con cui ho lavorato. Era estremamente semplice, ma anche incredibilmente timido, e sebbene Pete Waterman lo avesse messo sotto contratto e volesse fargli registrare qualcosa, temeva che Rick sarebbe stato troppo timido in studio per fare qualcosa di buono. Così gli ha chiesto di lavorare lì per un po’, incontrare tutti, uscire con loro e familiarizzare con lo studio, in modo da non farsi intimidire quando sarebbe venuto il momento di registrare. Era, quindi, impiegato come “assistente”, ma non per lavorare davvero come assistente. Era solo un modo per introdurlo nello studio». La timidezza di Rick non è il solo motivo per cui per molto tempo non viene utilizzato come cantante: «La sua voce era così forte che trovare una canzone per lui che funzionasse è stato difficile – ha raccontato Waterman – In un certo senso, era davvero troppo bravo». Un giorno dell’ottobre 1986 Rick assiste a una telefonata di quasi tre ore di Waterman con Gaynor, una ragazza con cui il produttore ha una relazione conflittuale da ormai tre anni. Lui vorrebbe lasciarla ma non ne ha il coraggio. Alla fine della telefonata Rick gli dice: «You’re never gonna give her up (“non la lascerai mai”)». Quelle parole continuano a girare nella testa di Waterman che va in studio e dice a Matt Aitken e Mike Stock: «Ho un titolo e un’idea per una canzone per Rick». I due musicisti si mettono al lavoro, scrivono la melodia e realizzano la base della canzone. «Ho preparato il tè mentre il loro programmatore, Ian Curnow, ha fatto la traccia di base – racconta lo stesso Rick – Mike mi ha cantato la melodia letteralmente nell’orecchio e io sono entrato in studio e l’ho cantata. Era un produttore difficile, ma doveva esserlo. Dopo tutto ero un ragazzino che cantava nei pub e nei club». Registrata la canzone, i produttori – presi da altri progetti – letteralmente se ne dimenticano. Passa qualche mese e il giorno di Capodanno Waterman, che è a casa ad annoiarsi, decide di andare in studio insieme agli amici/collaboratori, dove tirano fuori la prima registrazione di “Never Gonna Give You Up” e ne fanno una nuova versione, ma anche questa finisce in un cassetto. Ha raccontato Waterman: «Poi un giorno qualcuno l’ha suonata durante una riunione e tutti hanno detto: “Cos’è questo?” E il resto è storia». Quando il team porta la demo della canzone alla RCA, un dirigente si rifiuta di credere che la profonda e calda voce baritonale sul nastro provenga da un ragazzo bianco e magro di Manchester. Astley ha detto a Billboard: «Così lo hanno portato nello studio di registrazione, ho cantato per lui… e si è convinto». Corredata da un video promozionale piuttosto semplice – «Tutti i vestiti nel video sono miei. Non c’erano stilisti, ho infilato alcune cose in una borsa e via» ricorda Rick – “Never Gonna Give You Up” viene pubblicata come singolo il 27 luglio 1987 arrivando velocemente al numero 1 della classifica inglese, dove resterà per 5 settimane. Arriva alla prima posizione in 25 paesi, compresi gli Stati Uniti nel marzo del 1988, mentre in Italia si ferma a un rispettabilissimo 3° posto. Con una modestia encomiabile Astley ha commentato così il successo della canzone: «Mi piaceva davvero. Ricordo di aver pensato: “La ballerei se la sentissi in una discoteca a Warrington”. Ho subito pensato che suonava come un successo e all’improvviso lo è diventato. Un giorno stavo preparando il tè, e il giorno dopo ero al n. 1». Nonostante le apparenze sarebbe però sbagliato considerare Rick Astley come un prodotto confezionato a tavolino, infatti 4 delle 10 canzoni del suo primo album “Whenever You Need Somebody” sono state composte da lui. A proposito del fatto che “Never Gonna Give You Up” è stata invece composta dal trio Stock/Aitken/Waterman ha affermato che «Se non scrivi una canzone non vuol dire che non sia la tua canzone. Anche alcuni dei grandi, come Whitney Houston o Frank Sinatra, non hanno scritto e prodotto la loro musica. Quindi, quando canto “Never Gonna Give You Up” non mi interessa chi l’ha scritta o chi l’ha prodotta, è la mia canzone». Il successo per Rick Astley non dura molto, e tramontati i tempi d’oro, inciderà un paio di album distribuiti a malapena al di fuori della natia Inghilterra.

Nel 2007 però accade qualcosa che riporterà a sorpresa prepotentemente Astley all’attenzione di tutti: il cosiddetto “rickrolling“. In pratica una sorta di scherzo e di meme che si basa su un meccanismo “ad esca”: un utente di internet pubblica su un forum o una chat un link facendo credere che si tratti di un contenuto particolarmente interessante; il collegamento rimanda in realtà al video della canzone di Rick Astley, invece di portare a ciò che ci si aspettava di trovare. Verrebbe da chiedersi: perché proprio questa canzone? Come per il vasto mondo di internet ovviamente non c’è una risposta, fatto sta che il “rickrolling” si diffonde sul web in maniera incredibile, e nel 2020 il videoclip del brano sul canale YouTube ufficiale dell’artista ha superato 800 milioni di visualizzazioni. Lo stesso cantante ha dichiarato al Los Angeles Time: «Mi fa ridere, e sono sicuro che infastidisce molta gente. È una di quelle cose strane della rete: qualcuno trova qualcosa, la diffonde e la gente gli va dietro. Questo è il bello di Internet».

Autori: Stock / Aitken / Waterman
Anno di pubblicazione: 1987

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