Marco Ferradini – Teorema

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«Proposizione che, a partire da condizioni iniziali arbitrariamente stabilite, trae delle conclusioni, dandone una dimostrazione». Così Wikipedia definisce “Teorema“, ma per noi italiani la stessa parola non può inevitabilmente che ricordare l’immortale successo di Marco Ferradini. Nel 1981, quando esce la canzone che lo impone al grosso pubblico e che diventerà un po’ il suo marchio di fabbrica (a volte forse anche un po’ ingombrante), il cantautore lombardo non è più un ragazzino. Dopo gli studi di canto, armonia a chitarra, a metà anni 60 ha suonato con diversi gruppi del nascente rock italiano, tra cui I Balordi, ha fatto poi parte del famoso gruppo vocale de I 4+4 di Nora Orlandi e ha prestato la sua particolare vocalità a diversi jingle pubblicitari radiofonici e spot televisivi. Ma ovviamente la sua aspirazione, visto che è anche autore, è di tentare la strada della canzone come solista; l’occasione gli viene dall’incontro col produttore Alessandro Colombini, così nel 1978 partecipa nella categoria Esordienti al Festival di Sanremo del 1978 con “Quando Teresa verrà“. Ma un incontro che sarà determinante per Ferradini è quello alla fine degli anni ’70 con Herbert Pagani (morto di leucemia del 1988 a soli 44 anni), cantante, poeta, pittore e autore di testi, che già vanta collaborazioni con Giorgio Gaber, Dalida, Françoise Hardy. «Considero il mio incontro con Herbert come fondamentale per la mia carriera – ha raccontato Ferradini –  A lui devo buona parte del mio successo. Ci siamo conosciuti alla fine degli anni ’70 quando io avevo bisogno di testi per le mie musiche e lui di musiche per i suoi testi. Capimmo subito che insieme funzionavamo perché c’era stima e rispetto reciproco. Sandro Colombini era il nostro produttore all’epoca, fu lui che ci fece incontrare». 1981: Ferradini è reduce da una cocente delusione amorosa, e per superare il dolore insieme all’amico Herbert lascia la calda estate cittadina, per passare un weekend in montagna, a Macugnaga, un paesino ai piedi della maestosa parete Est del Monte Rosa, ed è qui che nasce “Teorema“. Come ha raccontato a storiedicanzoni lo stesso Ferradini: «Siamo andati in montagna insieme e avevamo alcune musiche mie su cui mettere i testi. Gli ho raccontato me stesso, le mie esperienze a quel momento, e lui, che era grande in questo, ha colto dei fatti salienti ed è riuscito a descrivere esattamente il mio mondo di quel momento». Quando la canzone viene pubblicata come singolo riscuote subito un grande successo, anche per via del testo decisamente controcorrente e anche, si direbbe oggi, “politicamente scorretto”, soprattutto per certe frasi come “Prendi una donna / trattala male / lascia che ti aspetti per ore“. «Non è una canzone scritta a tavolino – ha raccontato Ferradini a storiedicanzoni – ma basata su esperienze personali, dirette, quindi parla di sentimenti, di esperienze che a un certo punto ti portano a delle conclusioni, e cioè che spesso in un rapporto tra due persone se tu dai troppo di te stesso vieni considerato meno, se invece ti ritrai, fai il prezioso, allora qualcuno ti insegue. La canzone nasce dalla constatazione che quando tu dai troppo amore a una persona, questa in un certo senso ti dà per scontato e se ne approfitta, pensa che tu sia una specie di zerbino, sempre pronto a dare amore, ad esserci sempre». “Teorema” viene pubblicata sul Q-Disc (un disco contenente 4 canzoni) “Schiavo senza catene” con la partecipazione del meglio dei musicisti dell’epoca tra cui Flavio Premoli (tastierista della PFM) e Lucio Dalla. Il disco è una specie di mini concept album, come ci ha spiegato lo stesso Ferradini: «Il disco racconta la storia di un ragazzo che si innamora pazzamente di una donna, litiga con lei, rimane in agosto da solo in città e di notte, per sfogarsi, prende in mano la chitarra e suona per tutta la notte. Finalmente trova un amico con cui fare un weekend in montagna, per scappare lontano da Milano. Vanno in montagna e qui nasce “Un weekend in montagna” che è una canzone del disco. Qui i due teorizzano sui rapporti affettivi, quindi le 4 canzoni contenute nel mini-album sono da ascoltarsi una dietro l’altra perché rappresentano una storia vera, e nei concerti le eseguivo, e lo faccio ancora adesso, tutte di seguito». A molti non sfuggirà che l’inizio della canzone è in pratica identico all’inizio di “Sailing“, grande successo del cantautore americano Christopher Cross, uscito nel 1980. A una nostra pecisa domanda Ferradini a risposto molto sinceramente: «Nel 1980 ero in crisi, così sono andato negli Stati Uniti, e li ho attraversati da costa a costa, sempre con questa canzone, che era appena uscita, nelle radio. Quando sono tornato ho voluto inserirne l’inizio per ricordare il mio viaggio, per fare come un flashback. Non è quindi una cosa casuale, o una scopiazzatura, ma è una citazione che ho voluto mettere proprio per ricordare quel mio viaggio, non solo fisico ma anche psicologico, intellettuale ed emozionale». Nel 1993 “Teorema” ha l’onore di essere cantata da Mina nel suo album “Lochness“, e nel 2000 viene citata spesso nel film di Aldo, Giovanni e GiacomoChiedimi se sono felice” in cui Ferradini viene definito “il guru dell’amore”.

Autori: Herbert Pagani / Marco Ferradini
Anno di pubblicazione: 1981

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