Elton John – Candle in the wind

Fai sapere che ti piace!

«Solzhenitsyn aveva scritto un libro intitolato “Candle in the Wind” (Candela nel vento) . Il magnate dell’industria discografica Clive Davis aveva usato le stesse parole per descrivere Janis Joplin e, per qualche motivo, continuavo a sentire questo termine. Ho pensato che fosse un bel modo di descrivere la vita di qualcuno». Chi ha pronunciato queste parole è Bernie Taupin, autore dei testi delle più belle canzoni di Elton John, tra cui appunto Candle in the wind, forse l’unico caso di canzone composta per ricordare due donne ben diverse e morte a distanza di oltre 35 anni.
Gennaio 1972: Elton John sta preparando il nuovo album, “Goodbye Yellow Brick Road“. Grazie a singoli come “Daniel”, “Crocodile Rock” e “Rocket Man” è ormai una star in tutto il mondo, ma per registrare il nuovo disco pensa di scappare dall’umido e freddo inverno inglese e di andare in Giamaica, come già avevano fatto i Rolling Stones per l’album Goat’s Head Soup. Ma Elton e il suo entourage si trovano davanti a una situazione molto diversa da quella che avevano immaginato. Lungi dall’essere un paradiso tropicale, Kingston si rivela una città pericolosa, in fermento per lo storico incontro di boxe fra Joe Frazier e George Foreman – avvenuto il giorno prima dell’arrivo del cantante – e con attrezzature tecniche vecchie e scadenti. Bernie Taupin ricorda: «Lo studio era circondato dal filo spinato e c’erano individui che imbracciavano dei fucili mitragliatori». Aggiunge lo stesso Elton: «Avevo paura di uscire dalla stanza dell’hotel, perché Kingston in centro era abbastanza paurosa». Così il gruppo fa armi e bagagli e si trasferisce al famoso Chateau d’Hérouville, un castello del XVIII secolo a una trentina di chilometri da Parigi riadattato a studio di registrazione. È in questa atmosfera decisamente più rilassata che nasce Candle in the Wind, la cui composizione segue il solito modo di lavorare dei due: Bernie scrive un testo, lo passa a Elton che solitamente in brevissimo tempo – a volte nel giro di mezz’ora, se il testo lo ispira – compone la musica. Come si è detto l’idea del titolo viene a Taupin da una citazione su Janis Joplin, anche se la canzone, come è noto, prende spunto dalla vicenda di Marylin Monroe. La frase di apertura della canzone “Goodbye, Norma Jean” si riferisce al vero nome della Monroe, Norma Jean Baker. Ma sarebbe riduttivo pensare solo a una canzone “su Marylin Monroe”, come ha spiegato lo stesso Bernie: «Penso che il più grande malinteso su “Candle In The Wind” sia che io fossi un fanatico di Marilyn Monroe, il che non potrebbe essere più lontano dalla verità. Non è che non avessi rispetto per lei. È solo che la canzone avrebbe potuto facilmente riguardare James Dean, Jim Morrison o  Sylvia Plath o Virginia Woolf. Voglio dire, fondamentalmente, chiunque, qualsiasi scrittore, attore, attrice o musicista che è morto giovane ed è diventato una specie di immagine iconica alla Dorian Gray, quella cosa per cui hanno semplicemente smesso di invecchiare. In un certo senso, sono affascinato da quel concetto. Quindi in realtà la canzone parla di come la fama influenza l’uomo o la donna per strada, tutta quella cosa dell’adulazione e il fanatismo dei fan. È piuttosto strano come le persone credano davvero che queste persone siano in qualche modo diverse da noi. È un tema che ha un posto preminente in molte delle nostre canzoni e penso che probabilmente continuerà a farlo». Quando Elton John riceve il testo ne rimane subito colpito: comprende benissimo lo stress causato dalla costante attenzione dei media e quanto Marylin Monroe dovesse aver sofferto terribilmente per tutta la sua vita. Nella grande sala da pranzo del castello c’è un pianoforte, ed è qui che Elton, durante la colazione, compone molte delle canzoni dell’album, tra cui anche “Candle in the wind“. I membri della band – Davey Johnstone (chitarra), Dee Murray (basso) e Nigel Olsson (batteria) – assistono così in diretta alla nascita della canzone, dopodiché entrano nello studio e registrano la base. «Era tutto piuttosto magico» ricorda ancora Taupin. “Candle in the wind” entra nel doppio album “Goodbye Yellow Brick Road” che esce il 5 ottobre 1973, ma viene pubblicata come singolo solo nel febbraio del 1974, arrivando alla posizione n. 11 della classifica inglese dei singoli. Questa versione è stata è stata classificata al n. 356 nel famoso elenco delle “500 migliori canzoni di tutti i tempi” della rivista Rolling Stone. Per qualche strano motivi negli Stati Uniti non viene pubblicata come singolo fino al 1987, quando esce in una versione live tratta dall’album “Live In Australia“, registrato con la Melbourne Symphony Orchestra. Questa versione arriva alla sesta posizione negli Stati Uniti ed entra ancora in classifica in Inghilterra, arrivando stavolta fino alla quinta posizione. Ma “Candle in the wind” è destinata ad avere una seconda vita.

Il 31 agosto 1997 Diana Frances Spencer, conosciuta anche come Lady Diana, a 36 anni rimane vittima di un incidente automobilistico sotto il tunnel del Pont de l’Alma a Parigi, insieme con il suo compagno Dodi Al-Fayed. La notizia scuote profondamente Elton John, che era molto amico di Diana. La sua morte, unita a quella avvenuta poche settimane prima di Gianni Versace, anche lui un suo buon amico, provocano nel cantante una profonda depressione. Addirittura in un primo momento pensa di non recarsi al funerale di Diana, per lo shock subito. In seguito cambia idea, grazie anche al sostegno di alcuni amici e decide di dare un proprio contributo alla memoria della Principessa, su espressa richiesta della famiglia di Diana. Contatta quindi Bernie Taupin ma i due non si capiscono: Elton chiede a Bernie di scrivere un testo sulla falsariga di quello di “Candle in the Wind“, ma Taupin capisce invece che l’amico gli sta chiedendo di riscrivere il testo proprio di quel brano per la circostanza. Elton esegue la canzone al funerale della principessa Diana il 6 settembre 1997 all’abbazia di Westminster, col testo in parte riscritto, in particolare la prima riga cambiata da “Goodbye Norma Jeane” a “Goodbye England’s Rose“. La nuova versione della canzone, prodotta da George Martin – il celebre produttore dei Beatles – viene pubblicata come singolo il 13 settembre col titolo “Candle In The Wind ’97“, i cui proventi andranno interamente al Princess of Wales Memorial Fund, una fondazione istituita nel settembre 1997, per continuare l’opera umanitaria di lady Diana in tutto il mondo. Nel giro di un mese il singolo arriva al numero 1 nel Regno Unito, dove rimane in testa alle classifiche per cinque settimane.  Anche in America arriva al numero 1, rimanendoci per ben 14 settimane. Con circa 40 milioni di copie vendute si stima che sia il secondo singolo più venduto della storia, dopo “White Christmas” di Bing Crosby. Dopo aver eseguito la canzone al funerale di Diana, Elton non la canterà mai più con quel testo, e una volta uscita dalle classifiche, anche la maggior parte delle stazioni radio è tornata a trasmettere la versione originale. Non sono mancate le polemiche da chi ha riteneva che “Candle in the Wind” avrebbe dovuto rimanere un tributo a Marilyn Monroe, polemiche a cui Taupin ha risposto: «Non so perché questa cosa ha fatto arrabbiare certa gente, è piuttosto strano, se si considerano poi i risultati. Dopotutto ha raccolto, credo, qualcosa come 14 milioni di dollari per il  Princess Fund, e inoltre dalla vendita all’asta del mio manoscritto originale dei testi è arrivato un altro mezzo milione circa, devoluto al Los Angeles Children’s Hospital. Quindi direi proprio che la mia coscienza è pulita». Per “Candle In The Wind ’97” Elton John ha vinto il Grammy Award nel 1997 per la migliore performance vocale pop maschile .

Autori: Elton John / Bernie Taupin
Anno di pubblicazione: 1973 / 1997

TI È PIACIUTA QUESTA STORIA? Se sei arrivato fin qui vuol dire che l’hai trovata interessante. Scrivere e condividere questa passione mi piace, ma ha dei costi (hosting, rinnovo dominio, programmatore ecc.). Considera l’idea di fare una donazione (qualsiasi cifra è ben accetta) per contribuire ad aiutarmi a mantenere il sito e renderlo sempre più ricco di contenuti.




Be the first to comment

Leave a Reply

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*