Harry Nilsson – Without you

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Ci sono canzoni che nascono spontaneamente dall’ispirazione di un autore, e poi ce ne sono alcune con delle storie contorte e complicate alle spalle. “Without you” – successo planerario degli anni ’70 che ha avuto qualcosa come 180 versioni incise da diversi artisti – è una di queste, e nasconde anche una sorta di maledizione.
Ma andiamo per ordine e partiamo dall’inizio, esattamente dal 1970 quando i Badfinger, una band di Liverpool, sono alle prese con la registrazione del loro secondo album “No Dice“, dopo avere firmato niente meno che con la Apple – l’etichetta fondata dai Beatles – e avere ottenuto lusinghieri commenti positivi sia da Paul McCartney che da John Lennon. Come dire: d’ora in poi la strada non può che essere in discesa… La band è quindi in studio, hanno 11 canzoni pronte ma ne manca una per completare l’album. I due autori del gruppo, Pete Ham e Tom Evans, hanno in effetti degli abbozzi di canzone, ma nessuna delle due sembra funzionare. Ham ha composto una canzone che si intitola “If It’s Love“, a cui però manca un ritornello incisivo; dal canto suo Evans ha composto una canzone dopo che è stato lasciato dalla fidanzata Marianne (che per inciso, in seguito diventerà la moglie del musicista), che si intitola “I Can’t Live” e contiene lo struggente ritornello “I can’t live if living is without you” (“Non posso vivere se vivere è senza di te”), ma è poco convinto delle strofe. Messe le due canzoni nella stessa tonalità gli autori si rendono conto che si incastrano alla perfezione: è nata “Without you“. La band però non ritiene che la canzone abbia il potenziale per diventare un singolo, è nata giusto come riempimento per l’album, così ne registrano una semplice versione basata sulle chitarre (ambedue sono cantanti e chitarristi) e la piazzano come ultimo brano del disco, preferendo scegliere come singolo “No Matter What“, che comunque arriva alla posizione n.8 della classifica americana di “Billboard”. L’album arriva alla posizione n. 28 e viene elogiato dalla rivista “Rolling Stones” che si spinge ad affermare che la musica dei Badfinger rappresenta forse la musica che avrebbero fatto i Beatles se avessero mantenuto la loro formula iniziale. Comunque, anche se “Withou you” resta relegata all’interno dei solchi dell’album, lo stesso McCartney la descriverà come “la canzone assassina di tutti i tempi“. A questo punto della nostra storia entra in scena Harry Nilsson, una strana figura di cantautore: infatti, pur avendo scritto la maggior parte delle sue canzoni e avere anche scritto brani di successo per altri artisti, paradossalmente ha raggiunto il successo solo con due cover: la celebre “Everybody’s talking” – dalla colonna sonora del film “Un uomo da marciapiede” (1969) – e appunto “Without you“. Inoltre Nilsson è anche un bel tipetto dal brutto carattere e dai frequenti eccessi alcoolici. Il cantautore sente per caso la canzone a una festa, e in un primo tempo pensa che sia in effetti un brano dei Beatles. Del resto il cantautore ha rapporti stretti con John Lennon: l’ex-Beatle aveva contribuito a lanciare la sua carriera, e i due erano stati insieme per il cosiddetto “lost weekend”, un “fine settimana” in effetti piuttosto lungo – circa 15 mesi – trascorso da Lennon e alcuni amici (tra cui Nilsson appunto) in California ad ammazzarsi di sbronze e suonare. Dopo aver realizzato che non si tratta di una canzone dei Beatles, Harry pensa di realizzarne una cover per il suo album del 1971 “Nilsson Schmilsson“, ovviamente a modo suo. La prima versione che Nilsson incide, però, molto lenta e cupa e accompagnata solo dal pianoforte, non convince il produttore Richard Perry, che deve faticare sette camicie per convincere il cantautore ad alleggerire l’atmosfera e a trasformare la canzone in una ballata ariosa. Ha raccontato Perry che persino durante la registrazione Nilsson continuava a dire ai musicisti: «Questa canzone è orribile». Al momento di registrare la parte vocale Nilsson si scontra duramente col produttore. Nel documentario “Who Is Harry Nilsson (And Why Is Everybody Talkin ‘About Him)?” , Perry ha raccontato: «Circa a metà dell’album abbiamo avuto una divergenza di opinioni che non si riusciva a risolvere, quindi come due veri gentiluomini abbiamo deciso di incontrarci al bar del Dorchester Hotel per discutere sul da farsi. Gli ho detto: “Harry, ricordi quando sei venuto da me e mi hai chiesto di produrti, e la mia unica condizione era che avrei avuto il controllo creativo?”. Mi ha guardato fisso in faccia e mi ha detto: “Beh, ho mentito”». Un bel caratterino, non c’è che dire. A quel punto i due si rendono conto di essere in ritardo per la sessione stabilita per registrare la voce di “Without You“, così senza dirsi niente saltano su un taxi, corrono in studio, Nilsson infila la cuffia e canta, e questa è l’interpretazione che si sente nel disco. Interpretazione che nel 1973 è stata premiata con il Grammy Award come migliore performance vocale pop maschile. Il singolo di “Without you” viene pubblicato l’11 ottobre 1971, e nei primi mesi del 1972 arriva al primo posto negli Stati Uniti dove resta in vetta per 4 settimane, e in vari paesi del mondo tra cui Inghilterra (dove è al primo posto per 5 settimane), Australia, Canada, Irlanda, Nuova Zelanda, arrivando in Italia fino alla terza posizione della Hit Parade. Un successo mondiale, uno di quelli con cui un autore si sistema per tutta la vita e può permettersi di vivere di rendita. O no? Purtroppo no, per i due autori Ham ed Evans non sarà così. Nel 1973 la Apple, l’etichetta dei Beatles con cui i Badfinger sono sotto contratto, chiude e i due autori di “Without you” si trovano in breve impantanati in cause legali senza fine legate ai diritti d’autore. Due parole occorre spenderle sul loro manager, Stanley Polley, coinvolto in innumerevoli cause legali e persino in associazioni con la criminalità organizzata, come intermediario tra figure criminali anonime e un giudice della Corte Suprema di New York. La palude legale paralizza finanziariamente la band e Pete Ham si impicca il 24 aprile 1975, lasciando un biglietto in cui accusa Polley per la sua rovina finanziaria. Il co-autore di “Without you“, Tom Evans, farà lo stesso il 19 novembre 1983. Sembra davvero che questa bellissima canzone abbia una maledizione. Lo stesso Nilsson non riesce a capitalizzare il successo, ha grossi problemi con l’alcool e la sua carriera entra in una spirale discendente che non risalirà mai più. Nel 1994 Mariah Carey include una versione di “Without you“, ricalcata su quella di Nilsson, nel suo album “Music Box“, e il singolo viene pubblicato il 24 gennaio, ma il cantautore non riuscirà ad avere la soddisfazione di vedere la “sua” canzone ancora in classifica, perché muore per insufficienza cardiaca una settimana prima dell’uscita del disco, il 15 gennaio 1994, a 53 anni. Canzone “maledetta” o no, nella versione della Carey torna al primo posto nelle classifiche di mezzo mondo, arrivando alla posizione n.3 nella classifica USA di Billboard, e rappresenta tutt’ora il più grande successo della cantante in tutta Europa. Nel corso degli anni “Without you” ha avuto, come già detto, tantissime versioni discografiche, e anche una fortunata versione italiana, “Per chi“, con testo di Daniele Pace piuttosto fedele all’originale, interpretata dai Gens, che sarà il 36° singolo più venduto in Italia nel 1972.

Autori: Pete Ham / Tom Evans
Anno di pubblicazione: 1970 (Badfinger) – 1972 (Harry Nilsson)

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