Bee Gees – How deep is your love

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Dopo avere ultimato il mixaggio del loro primo album live “Here at Last … Bee Gees … Live” (che per inciso venderà quasi 5 milioni di copie), i fratelli Gibb si ritrovano agli Château d’Hérouville Studios, nei pressi di Parigi, per preparare il nuovo album. Hanno già composto un paio di canzoni – tra cui  “More than a woman” – quando ricevono una telefonata dal loro produttore Robert Stigwood: stop al nuovo album, il produttore li informa che ha bisogno di alcune canzoni per la colonna sonora di un film a basso budget, ancora senza titolo, basato sull’articolo “Tribal Rites Of The New Saturday Night” (“Riti tribali delle nuove notti del sabato“) scritto dal giornalista britannico Nik Cohn. La band  obbedisce e contribuirà alla colonna sonora con cinque canzoni, una delle quali è “How Deep Is Your Love“. Il film ovviamente diventerà “La febbre del sabato sera“. In effetti, in mezzo alla massiccia dose di musica disco presente nel film, una ballata d’amore ci sta bene, deve avere pensato Stigwood. “How deep is your love” è accreditata a Barry, Robin e Maurice Gibb, ma la sua genesi in effetti vede la presenza importante, anche se non riconosciuta ufficialmente, del tastierista  Blue Weaver. Lo stesso Weaver ha raccontato come è nata la canzone: «Una notte, credo che fossero le 3 o le 4 del mattino, eravamo solo io e Barry in studio. Mi ha detto, “Suona l’accordo più bello che conosci”‘, e io ho suonato, così siamo andati avanti per un po’… gli davo degli accordi e lui diceva “No, non così”, oppure “Sì, questo è carino”. A volte seguivo la linea melodica che Barry canticchiava, a volte ero io invece a portarlo da un’altra parte. A un certo punto sono entrati Robin e Albhy (Galuten, il co-produttore, Ndr) e hanno suggerito alcuni cambiamenti, ma fondamentalmente quando sono arrivati loro la canzone era più o meno fatta». Visto il successo enorme della canzone viene da chiedersi quanto si sia mangiato il fegato, nei decenni seguenti, Weaver per non comparire nei crediti della canzone. Che il suo contributo sia stato fondamentale del resto lo ha confermato anche Galuten: «Una canzone in cui Blue (Weaver, Ndr) ha dato un enorme contributo. C’erano molte cose dalla sua personalità. Il suo apporto è stato significativo, anche se non nel senso della scrittura di una canzone, perché quando suoni il piano, è quasi come scrivere la canzone». Con la demo registrato in Francia, la band si trasferisce ai Criteria Studios di Miami, dove però la base della canzone resta fondamentalmente la stessa, tranne l’aggiunta del piano elettrico, che caratterizzerà maggiormente la canzone, ad opera del solito Weaver. Per ammissione dei fratellini Gibb il testo non è ispirato a nessuna storia d’amore in particolare: «In quanto al titolo, “How Deep Is Your Love“, abbiamo pensato fosse perfetto per tutte le connotazioni implicite in quella frase, tutto qui», ha detto Barry Gibb. A questo punto la canzone è pronta e i Bee Gees decidono di affidarla alla voce di Yvonne Elliman (l’indimenticabile Maria Maddalena di “Jesus Christ Superstar“), ma l’onnipresente Robert Stigwood li convince a eseguirla loro per la colonna sonora del film. La Elliman sarà comunque “risarcita” con “If I Can’t Have You“, anch’essa inclusa nel film, che arriverà al numero 1 delle classifiche. Barry si occupa quindi – col suo insonfondibile falsetto – del canto solista e anche di parte dei cori, tanto che le voci di Robin e Maurice si sentono a malapena nel mixaggio finale. “How deep is your love” viene pubblicata come singolo nel settembre del 1977, tre mesi prima l’uscita del film, e arriva al numero 1 della classifica americana una settimana dopo il debutto del film, restando in vetta per 3 settimane, rimanendo poi nella Top 10 per altre 17 settimane. Sarà la prima di quattro canzoni della colonna sonora di Saturday Night Fever a raggiungere la vetta della classifica degli US Hot 100. Quando arriva alla posizione n. 3 della classifica inglese Barry dichiara: «Non avete idea di quanto sia emozionante avere un singolo nella Top Five in Inghilterra. Con tutta la new wave e il punk rock , avrei pensato che qualcosa come “How Deep Is Your Love” non avrebbe avuto alcuna possibilità. Abbiamo sempre continuato ad andare avanti e siamo diventati più forti ogni giorno». Ovviamente il singolo entra nella Top 10 delle classifiche di tutto il mondo, e anche in Italia arriva fino alla seconda posizione della Hit Parade. La canzone vince il Grammy Award 1977 per la migliore performance pop di un gruppo, e riceve una nomination per la migliore canzone originale ai 35esimi Golden Globe Awards del 1978. Per molti critici, compreso l’autorevole “Billboard“, e per ammissione dello stesso Barry Gibb, “How deep is your love” è una delle migliori canzoni dei Bee Gees, ed è stata inserita al 375° posto nella lista delle “500 migliori canzoni di tutti i tempi” stilata dalla rivista Rolling Stone. “How deep is your love” detiene anche un altro primato: ha contribuito a cambiare per sempre le leggi sul copyright della musica. Capita infatti che nel 1983 un cantautore/antiquario dell’Illinois di nome Ronald Selle fa causa ai Bee Gees, accusandoli di aver copiato una sua canzone scritta nel 1975 intitolata “Let It End“. Al processo i fratelli Gibb affermano di non aver mai ascoltato la canzone, né che ci siano prove che potessero averlo fatto, poiché la canzone non è mai stata pubblicata, esistendo solo una registrazione casalinga che Selle aveva inviato ad alcuni editori musicali, nessuno dei quali oltre tutto in rapporti d’affari coi Bee Gees. Fatto sta che un esperto chiamato da Selle – il musicologo Arrand Parsons – riesce a convincere la giuria che i Bee Gees hanno plagiato la canzone, ma inaspettatamente il Giudice annulla il verdetto della giuria. Selle non si arrende, ma anche il suo ricorso viene nuovamente respinto. Il caso ha messo in evidenza il problema delle giurie che esprimono giudizi sulla musica, e ha portato a una sentenza storica secondo cui “somiglianze sorprendenti” tra canzoni non sono sufficienti per dimostrare il plagio. Da quel momento un autore deve dimostrare che l’artista accusato di plagio abbia effettivamente ascoltato la canzone prima che il caso possa andare avanti. Questo è uno dei motivi per cui gli editori musicali e gli autori di canzoni si rifiutano di ascoltare la maggior parte del materiale non richiesto.
Tra le tante cover della canzone ricordiamo quella di successo dei Take That del 1996, pubblicata come loro ultimo singolo prima dello scioglimento, che arriverà al primo posto delle classifiche di mezzo mondo, Italia compresa, battendo così l’originale dei Bee Gees che si era invece fermata alla seconda posizione.

Autori: Barry Gibb / Robin Gibb / Maurice Gibb
Anno di pubblicazione: 1977

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