Queen – We are che champions

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Non c’è tempo per i perdenti / perché noi siamo i campioni del mondo“… alla faccia della modestia, verrebbe da dire, soprattutto se consideriamo che i Queen nel 1977, all’epoca della pubblicazione di “We are the champions“, sono regolarmente stroncati dai giornalisti musicali a ogni loro uscita. “Is this man a prat?” “Quest’uomo è un idiota?” è il titolo con cui il New Musical Express del 18 giugno 1977, riporta un’intervista rilasciata da Freddie Mercury al giornalista Tony Stewart. Tanto per capire l’aria che tira intorno a una band che è ancora lungi dal diventare oggetto di culto. L’idea della canzone nasce insieme a quella di “We will rock you“, quando il 29 maggio 1977, durante un concerto alla New Bingley House di Stafford, una cittadina a nord di Londra, in attesa del bis il pubblico comincia a cantare “You’ll never walk alone“, l’inno dei tifosi del Liverpool. Alla band si drizzano le orecchie e cominciano a interrogarsi su come coinvolgere ancora di più il pubblico. Brian May compone quindi la celeberrima “We will rock you” e Freddie, dallo spirito molto più teatrale ed enfatico del collega, compone “We are the champions“, che parte come una dolce ballata al pianoforte – suonato da Mercury – per poi sfociare in un maestoso crescendo corale tipicamente Queen-style. «We are the champions” è la canzone più egocentrica e presuntuosa che abbia mai scritto – ha raccontato lo stesso Freddie – Pensavo al calcio quando l’ho scritta. Volevo una canzone con cui i fans potessero sentirsi partecipi. Naturalmente, le ho dato più raffinatezza teatrale rispetto a un normale inno calcistico. Suppongo che potrebbe anche essere interpretata come la mia versione di “I Did It My Way”». Mercury propone la canzone ai membri della band durante le prime sedute di registrazione dell’album “News of the world“,  agli Shepperton Studios nell’estate del 1977, lasciandoli interdetti. Come abbiamo detto sono tempi in cui tra il gruppo e la stampa non sono proprio rose e fiori, e a May sembra un po’ arrogante e forse controproducente l’autoproclamarsi “campioni del mondo”. Ma Freddie gli spiega la sua idea della canzone: «Fred non voleva dire che i Queen erano i campioni – ha raccontato il chitarrista – ma che noi, tutti noi, siamo i campioni, pubblico compreso. Magari può sembrare sdolcinato ma Freddie poteva permettersi cose che la maggior parte di noi non avrebbe mai avuto il coraggio di tentare». Superate le prime perplessità, i Queen decidono di “testare” la nuova canzone direttamente sul campo, per vedere la risposta del pubblico, prima di includerla nel nuovo album. Il 6 ottobre 1977, al New London Theatre di Drury Lane, a Londra, vengono convocati circa 800 membri del fan club, che non hanno idea di cosa sta per succedere, finché il gruppo non sale sul palco e attacca “We are the champions“. «I fans non l’avevano mai sentita prima – ha raccontato Brian May – Dopo che l’abbiamo suonata la prima volta, tutti immediatamente la memorizzarono e capirono come utilizzarla, rendendola un vero e proprio slogan. Ci hanno fatto venire le lacrime agli occhi. Fu una sensazione straordinaria». Nell’occasione viene anche girato il videoclip promozionale diretto da Derek Burbridge, e le riprese sono state definite «estenuanti» da Roger Taylor: «Credo che la rifacemmo almeno una cinquantina di volte», così alla fine, per ringraziare la pazienza e il calore dei fans, la band si esibisce in un mini-concerto fuori programma. Superato il test del pubblico «alla grandissima», come ha commentato Freddie Mercury, “We are the champions” viene pubblicato come singolo con doppio Lato A accoppiato a “We will rock you“, qualche settimana prima dell’album “News of the world“, e raggiunge la seconda posizione della classifica inglese e la quarta nella classifica americana di Billboard. Sull’album le due canzoni sono una di seguito all’altra, prima “We will rock you” e poi “We are the champions“, cosa che ha spinto solitamente i deejay radiofonici a trasmetterle entrambe. Inutile dire che – come la “gemella” “We will rock you” – questo inno ai vincitori è diventata quasi immediatamente una delle canzoni più suonate negli stadi e delle manifestazioni sportive di tutto il mondo. A inaugurare tale usanza furono i tifosi dei New York Yankees nel 1978, quando la squadra vinse le World Series di baseball, che intonarono in coro “Siamo i campioni del mondo” dalle tribune dello Yankee Stadium. «È diventato un inno internazionale per tutto, per ogni tipo di sport e per molte altre cose, come la politica per dirne una» ha commentato Brian May. E difatti Donald Trump userà questa canzone durante i raduni della campagna per la nomination repubblicana nel 2016. L’8 giugno, Brian May ha pubblicato un messaggio sul suo sito Web, affermando: «Posso confermare che il permesso di usare la canzone non è stato né richiesto né dato. Stiamo valutando quali passi possiamo fare per garantire che questo uso non continui. Indipendentemente dalle nostre opinioni sulla piattaforma di Mr. Trump, è sempre stato contro la nostra politica permettere che la musica dei Queen venisse usata come strumento di campagna politica. incarna i nostri sogni e le nostre convinzioni, ma è per tutti coloro che hanno cura di ascoltare e divertirsi». “We are the champions” ha avuto diverse cover: Robbie Williams la cantò nel 2001 per il film Il destino di un cavaliere insieme a Brian May e Roger Taylor, progetto cui il bassista John Deacon non volle partecipare; Gavin DeGraw, Greenday e Anastacia la interpretarono dal vivo o su disco e anche la nostrana Mina, che la cantò come chiusura dei suoi concerti del 1978 a Bussola Domani. Inutile dire che la versione originale cantata dal suo autore resta assolutamente inarrivabile. «L’errore più grande di molti era credere che Freddie si prendesse sul serio – ha detto Brian May – Non hanno mai compreso che, pur prendendo il suo lavoro molto sul serio, in Freddie c’era sempre un grandissimo elemento di autoironia. C’era sempre quel sorrisetto, quell’ammiccamento. Sinceramente credo che il mondo non l’abbia mai capito, ma a Freddie non importava. Per lui o la gente lo capiva o non lo capiva. Amen».

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Autore: Freddie Mercury
Anno di pubblicazione: 1977

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