OutKast – Hey Ya!

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Per alcuni critici è una delle migliori canzoni pop di tutti i tempi, la rivista “Rolling Stones” l’ha inserita al 18o° posto nella sua Lista delle 500 migliori canzoni di sempre, prima per intenderci di “Stayin Alive” dei Bee Gees (189ª) e di “Come together” dei Beatles (202ª), e sulla piattaforma I-Tunes è diventato il primo brano della storia a raggiungere un milione di download. Credenziali di tutto rispetto per “Hey Ya!” degli americani OutKast, pubblicata il 9 settembre del 2003, come estratto dal quinto album della band “Speakerboxxx/The Love Below“, che porta la band, fino a questo momento famosa solo per i cultori dell’hip hop, a un enorme successo sui due lati dell’Atlantico, sdoganandoli di fatto anche presso il più vasto pubblico pop-rock. Gli OutKast, formati dai rapper e produttori André 3000 (all’anagrafe André Lauren Benjamin) e Big Boi (Antwan André Patton), nel 2003 sono già al quinto album; il loro primo disco dal titolo impronunciabile “Southernplayalisticadillacmuzik”, uscito nel 1995, aveva vinto il disco di platino, cosa che hanno fatto anche i dischi successivi e ora, a tre anni dal precedente album “Stankonia“, il gruppo si presenta con un disco doppio, la cui particolarità sta nel fatto che “Speakerboxxx” è affidato a Big Boi, mentre “The Love Below” ad André 3000. André 3000 compone la prima versione di “Hey Ya!” nel 1999, suonando con la chitarra acustica i pochi accordi che conosce e ispirandosi a gruppi come Ramones, Buzzcock e Smiths. In questa prima versione la canzone si intitola “Thank God for Mom and Dad” e per poco resta fuori dalla tracklist finale dell’album “Stankonia“, che esce nel 2000. Ma nella musica si sa che non si butta via niente, così un paio di anni dopo André si presenta agli Stankonia Studios di Atlanta, in Georgia, con alcune canzoni, tra cui “Hey Ya!” che nel frattempo è passata attraverso vari cambi di testo. Il musicista registra le basi suonando tutti gli strumenti – chitarre, tastiere, programmazione della batteria – aiutato da Kevin Kendricks che esegue al sintetizzatore la linea di basso. Le parti vocali richiedono però molto più tempo, e vengono realizzate ai Larrabee Sound Studios di Los Angeles. Il tecnico del suono Pete Novak, ha raccontato che alla fine delle dozzine di registrazioni fatte c’erano diverse versioni del brano: «Abbiamo registrato molte voci e altrettante ne abbiamo scartate. Se avessi i file, potrei farvi sentire 20 diverse versioni di quella canzone. C’erano molte idee interessanti, ma sono contento del risultato finale». Alla fine la canzone è pronta proprio sul filo di lana: quando già la casa discografica sta per pubblicare “She Lives In My Lap” come primo singolo dell’album, André chiama per dire che “Hey Ya!” è finita e che deve essere pubblicata per prima. Appena pubblicata la canzone riscuote subito un enorme successo sia di pubblico che di critica. Grazie al suo stile decisamente crossover con influenze funky, rock e pop, “Hey Ya!” conquista le classifiche di mezzo mondo e viene trasmessa sia dalle radio rock che da quelle hop-hop o R&B. Il 13 dicembre 2003 in USA il singolo arriva al n° 1 della classifica di Billboard restandoci per 9 settimane, ma si comporta bene anche nel resto del mondo: arriva al primo posto in Canada, Australia – dove conquista il doppio platino – Norvegia e Svezia, ed entra nella Top 10 in Inghilterra – dove arriva al 3° posto – Nuova Zelanda, Irlanda, Germania, Francia, Svizzera e Italia, dove conquista la terza posizione. Riflettendo sul successo della canzone, André 3000 ha dichiarato: «So che “Hey Ya!“non si ripeterà mai più. Me ne rendo perfettamente conto». Nonostante il ritmo e l’aria allegra, in realtà la canzone parla delle difficoltà per una coppia di mantenere insieme un rapporto. Ha raccontato lo stesso André 3000: «Penso che sia più importante essere felici che soddisfare le aspettative del mondo su come dovrebbe essere una relazione. La mia canzone racconta come uomini e donne si relazionano tra loro negli anni 2000». Anche la critica musicale non si risparmia in quanto a lodi: il settimanale New York azzarda paragoni coi Beatles e lo definisce una delle migliori canzoni del 2003, AllMusic la descrive «un mix incandescente di musica elettronica, funk e soul», il New Musical Express la colloca al 18° posto nella sua lista delle 500 migliori canzoni di tutti i tempi e la rivista online Pitchfork Media la mette al secondo posto dei 100 migliori singoli 2000–2004. Il video che accompagna “Hey Ya!” merita un discorso a parte. Il regista Bryan Barber, dopo aver ascoltato la canzone, ha l’idea di ricreare la famosa apparizione dei Beatles all’Ed Sullivan Show il 9 febbraio 1964, col pubblico pieno di ragazzine urlanti che letteralmente impazzivano per i 4 inglesi. André 3000 però suggerisce di invertire le situazioni: invece di una band inglese che conquista il pubblico americano, mostrare la band fittizia dei Love Below ospite in un programma televisivo britannico. Il video viene girato in due giorni nell’agosto del 2003 presso gli Universal Studios di Los Angeles, e il cantante interpreta tutti gli otto diversi membri della band (inclusi i coristi), per cui ognuna delle parti di André 3000 viene girata più volte da angolazioni diverse: alla fine il cantante esegue la canzone 23 volte durante le riprese. Poiché la decisione di pubblicare “Hey Ya!” come singolo era arrivata all’ultimo minuto, André non ha il tempo di coreografare le parti e tutti i movimenti di ballo vengono improvvisati. Le sequenze di Ice Cold 3000 sono le prime a essere filmate, e quelle di Johnny Vulture sono le ultime, e il personaggio appare seduto su uno sgabello perché André è letteralmente sfinito dalle riprese precedenti; vengono inoltre ingaggiate un centinaio di ragazze per interpretare le fan urlanti. Una delle frasi del testo che più colpiscono l’immaginario del pubblico è “Shake it like a Polaroid picture” (“Scuotila come una foto Polaroid“), verso che contribuisce a riportare di moda le macchine fotografiche a sviluppo istantaneo Polaroid, ormai in declino con la crescente popolarità delle fotocamere digitali. Nel video infatti le ragazze scuotono alcune foto per asciugarle più velocemente, ma la Polaroid stessa interviene spiegando che agitare vigorosamente la pellicola potrebbe invece distorcere l’immagine e causare macchie. Bisogna dire che André 3000 non è però il primo a interpretare tutti i membri della band in un video: lo aveva già fatto Phil Collins nel video di “Two Hearts“.  Agli MTV Video Music Awards del 2004, il video  vince quattro premi come video dell’anno, miglior video hip-hop, migliori effetti speciali e migliore direzione artistica. Nel 2006, la rivista Stylus elenca il video al numero 72 nei suoi “100 migliori video musicali di tutti i tempi”, paragonando  il ballo di André 3000 alle esibizioni di James Brown nei primi anni ’70.
Tra le cover della canzone ricordiamo quella acustica cantata in un episodio dell’ottava stagione di “Scrubs” da Sam Lloyd (il “Ted” del telefilm) che per qualcuo è addirittura migliore dell’originale e che potete ascoltare qui.

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Autore: André 3000
Anno di pubblicazione: 2003

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