Bing Crosby – White Christmas

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Pur se uscito prima dell’avvento delle moderne classifiche di vendita, “White Christmas” viene indicato dal Guinnes World of Record come il singolo più venduto in assoluto di tutti i tempi, con almeno 50 milioni di copie in tutto il mondo. Quante siano in effetti le copie vendute poco importa comunque, perché se c’è una canzone capace, come poche altre, di evocare l’atmosfera natalizia è proprio questa, sia nella versione originale di Bing Crosby che nelle innumerevoli versioni che si sono succedute nell’arco dei quasi 80 di vita della canzone.
L’autore di questo classico senza tempo è il grande Irving Berlin, autore di tantissime canzoni di successo (tanto per dirne una “God bless America“, considerato il secondo inno nazionale americano) e di alcuni dei più famosi musical dell’epoca d’oro di Broadway (e in seguito di Hollywood). La melodia di “White Christmas” viene in mente a Berlin nel 1935, durante le riprese di “Cappello a cilindro“, un grande classico con Fred Astaire e Ginger Rogers. Il compositore propone la canzone appena abbozzata al regista Mark Sandrich, per un futuro film della coppia Astaire-Rogers, ma il regista rifiuta, nonostante Fred Astaire adori quella canzone. Prima di proseguire con la storia occorre fare un inciso: Irving Berlin è ebreo, arrivato negli Stati Uniti all’età di 5 anni insieme alla famiglia dalla natìa Bielorussia, per cui può sembrare strano che abbia composto una delle più famose canzoni natalizie. In realtà fin da piccolo sgattaiola a casa del vicino per godersi i festeggiamenti e, come ha raccontato la figlia Mary Ellin: «Mio padre era convinto che ci debba essere, oltre alla celebrazione cristiana della nascita di Gesù Cristo, una celebrazione festiva generale con cui chiunque può unirsi». Ma torniamo alla storia della canzone. Come spesso capita ai compositori, tempo dopo la loro prima idea le melodie tornano in mente e l’8 gennaio 1942 – secondo “A Song for the Season” di Mark Steyn – Berlin di prima mattina arriva nel suo ufficio e grida alla sua collaboratrice Helmy Kresa: «Prendi la tua penna e scrivi questa canzone. È la migliore canzone che abbia mai scritto. Diavolo, è la migliore canzone che qualcuno abbia mai scritto!» (Va detto infatti che Berlin, completamente autodidatta, non imparò mai a leggere e scrivere la musica). La canzone viene completata per la colonna sonora del film musicale “La taverna dell’allegria” (“Holiday Inn”), interpretato da Bing Crosby, Fred Astaire e Marjorie Reynolds, che racconta di un albergo aperto unicamente nei giorni di festa chiamato Holiday Inn. Per la pellicola Berlin scrive una canzone per ogni festività, e “Be Careful, It’s My Heart“, la canzone di San Valentino cantata da Bing e la Reynold,s nei piani della produzione dovrebbe essere la canzone portante, ma si sa che spesso nel campo della musica le cose vanno diversamente da come erano state programmate a tavolino. Nel film Crosby interpreta un newyorkese bloccato nella soleggiata California durante il periodo natalizio, e la versione che si ascolta nella pellicola inizia con questi versi: “Il sole splende, l’erba è verde / Le arance e le palme ondeggiano / A Beverly Hills, LA / Ma è il 24 dicembre / E desidero ardentemente essere a nord“. Quando il cantante la incide per l’uscita come singolo con la John Scott Trotter Orchestra, il 29 maggio 1942 – pochi mesi prima che il film arrivi sugli schermi – su consiglio del produttore Jack Kapp questo primo verso viene eliminato poiché non avrebbe senso al di fuori del contesto del film. “La taverna dell’allegria” ha un grande successo, e “White Christmas” vince il premio Oscar per la miglior canzone, imponendosi da subito come perfetta canzone natalizia. Viene pubblicato il 30 luglio come parte di un album di sei dischi a 78 giri con le canzoni del film, e alla fine di ottobre arriva al primo posto delle classifiche dove rimane per 11 settimane, fino a metà gennaio del 1943. Curiosità: la catena alberghiera Holiday Inn prende il nome proprio dal film, non è stata fondata infatti che dieci anni dopo. È stato sottolineato che probabilmente “White Christmas” deve gran parte del suo successo alla Seconda Guerra Mondiale: il 7 dicembre i giapponesi attaccano la base navale di Pearl Harbor, alle Hawaii, determinando l’entrata in guerra degli Stati Uniti, e qualche settimana dopo Crosby canta “White Christmas” in una trasmissione televisiva del giorno di Natale. È stato spesso notato che il mix di malinconia – “proprio come quelli che conoscevo” – con immagini confortanti di casa – “dove brillano le cime degli alberi” – doveva risuonare in modo particolarmente forte per i soldati americani costretti a passare il Natale lontano, nel Pacifico, sotto il sole e nel caldo umido. Il singolo torna al primo posto durante le festività natalizie del 1945 e 1946, diventando così l’unico singolo ad arrivare in cima alle classifiche statunitensi in tre uscite distinte. Le innumerevoli ristampe logorano talmente i master originali da costringere Bing Crosby a registrare nuovamente la canzone il 19 marzo 1947, sempre con la John Scott Trotter Orchestra, facendo ogni sforzo per riprodurre la sessione di registrazione originale. Questa è la versione che ascoltiamo oggi. Ma la carriera di “White Christmas” non si ferma qui: nel 1954 appare in un altro film con Bing Crosby e Danny Kaye, “Bianco Natale” (“White Christmas”), diretto da Michael Curtiz, che diventa il film con il maggior incasso del 1954. La canzone è stata interpretata davvero da tutti, ieri come oggi: Louis Armstrong, Ella Fitzgerald, Roberto Murolo, Frank Sinatra, Dean Martin, Neil Diamond, Otis Redding, Beach Boys, Barbra Streisand, Boney M., Elton John, Destiny’s Child, Michael Bublé, Cristina D’Avena, Andrea Bocelli, Marco Mengoni, Zucchero, Dalida, Enrico Ruggeri, Irene Grandi, Laura Pausini sono solo alcuni degli artisti che hanno reso omaggio alla canzone per eccellenza delle festività natalizie. Anche Elvis Presley ne incide una versione nel 1957 insieme ad altri standard per il suo disco “Elvis’ Christmas Album“, ma stranamente Irving Berlin ha sempre odiato la versione del Re, definendola «una parodia profana del mio amato standard natalizio».
Ancora un ricordo legato alla guerra e alla potenza della musica è raccontato dal nipote di Crosby, Howard Crosby: «Una volta ho chiesto allo zio Bing la cosa più difficile che avesse mai dovuto fare durante la sua carriera. Ha detto che nel dicembre 1944, era in uno spettacolo per le truppe di stanza in Europa con Bob Hope e le Andrews Sisters all’aperto, nel nord della Francia. Ha dovuto stare lì e cantare “White Christmas” con 100.000 soldati in lacrime, cercando di non abbattersi. Naturalmente, molti di questi ragazzi sono stati uccisi nella Battaglia del Bulge pochi giorni dopo».

Autore: Irving Berlin
Anno di pubblicazione: 1942

 

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