Lucio Battisti – Una donna per amico

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Canzone portante dell’album omonimo, Una donna per amico di Lucio Battisti entra nelle classifiche il 14 ottobre 1978 direttamente al terzo posto, e la settimana dopo è già in prima posizione dove rimane fino al 13 gennaio 1979, ma resterà comunque saldamente nella Top 10 fino al 10 febbraio, con un bilancio finale di 18 settimane tra i primi 10 singoli, di cui 12 in prima posizione. Credenziali di tutto rispetto anche per l’album da cui la canzone è tratta, secondo alcune fonti il più venduto tra i dischi del cantautore, e ultimo grande frutto della collaborazione con Mogol (il successivo “Una giornata uggiosa“, ultimo disco firmato Battisti/Mogol non è infatti certo tra i dischi più ispirati della coppia). Ma facciamo qualche passo indietro per vedere come è nata una delle canzoni più amate di Lucio Battisti.
Nella seconda metà degli anni 70 il cantautore decide di tentare la carta internazionale. Nel 1977 vola negli Stati Uniti per realizzare “Io tu noi tutti” con musicisti americani e registra anche l’album “Images“, che ripropone, tradotte in inglese, cinque delle canzoni di quell’album, per utilizzare le basi già pronte, con l’aggiunta delle versioni tradotte di “La canzone del sole” e “Il mio canto libero“. Nonostante gli sforzi promozionali della RCA il disco non viene accolto con particolare favore dal pubblico americano, e neanche dalla critica, e l’auspicato successo oltre oceano resta una chimera. Tutto sommato però l’esperienza di lavorare con musicisti anglosassoni è piaciuta a Lucio, che per il nuovo album decide di trasferirsi in Inghilterra. Come al solito Battisti prepara la parte musicale delle canzoni, e per il nuovo album compone quasi cinquanta melodie che poi propone all’inseparabile Mogol. Fra queste, insieme ne scelgono alcune su cui poi il paroliere lavora per scrivere i testi. «Oggi ho capito che la caratura globale di un brano deve essere decisa prima di entrare in sala – ha dichiarato Battisti in un’intervista a Ciao 2001Non concepisco più quegli artisti che arrivano in sala senza avere neppure un’idea sul da farsi». Il testo della canzone, in cui si analizza il delicato e controverso tema dell’amicizia tra sessi opposti, è ispirato a Mogol da una situazione autentica, l’amicizia con una donna di nome Adriana, come lui stesso ha raccontato: «Era un’amica cara che ora ho perso di vista. Eravamo legati, ero amico anche del marito, e ci vedevamo tutte le mattine al bar perché abitavamo molto vicini. Ricordo che ci scambiavamo informazioni, notizie, c’era un bellissimo rapporto, un rapporto puro. La canzone è nata perché lei mi chiese di dedicarle una canzone che si chiamasse “Adriana”. Di solito questa richiesta me la fanno 100 volte in un anno, ma in questo caso si trattava proprio di un’amica del cuore e dopo tanti mesi, quando si è presentata l’opportunità, ho scritto questa canzone pensando a lei». Il compito di “vestire” le canzoni e di produrre il disco viene affidato a Geoff Westley, già stretto collaboratore dei Bee Gees, che chiama a raccolta alcuni tra i migliori musicisti inglesi dell’epoca, da Gerry Conway, batterista di Cat Stevens, a Frank Ricotti, percussionista che negli anni 80 suonerà praticamente con tutti, al chitarrista Pip Williams, che ha prodotto e suonato con gruppi rock del calibro di Status Quo e Sweet. Westley e  Battisti si incontrano per una cena organizzata dal direttore artistico della RCA inglese, Alan Sizer, e dopo avere parlato di musica e di tante altre cose, alla fine della cena Lucio chiede al musicista semplicemente quando vuole iniziare e dove vuole registrare, a dimostrazione della sintonia che si è creata tra i due. Le registrazioni avvengono a The Manor, uno studio di registrazione allestito in un maniero situato nel villaggio di Shipton-on-Cherwell nell’Oxfordshire, una dimensione particolare in cui gli artisti abitano per tutto il tempo della registrazione. Ricorda il tecnico del suono di “Una donna per amico” Greg Walsh: «Era un posto incredibile: intorno al vecchio castello ci sono la sauna, la piscina, la pista di go-kart… Insomma sembra di andare in vacanza e non di andare a lavorare!». Anche Battisti resta conquistato dall’atmosfera di The Manor come ha raccontato in un’intervista: «Nello staff tecnico c’era l’abitudine di sospendere a un certo punto della giornata il lavoro, per ossigenarsi per un’oretta nei boschi circostanti. All’inizio non riuscivo a capire questa abitudine, in uno studio molto è legato al momento, poi invece col passare dei giorni ho finito per apprezzarla moltissimo. Se ci pensi bene quella passeggiata rappresenta un vero e proprio break per il sistema nervoso, che dentro di studi viene messo a dura prova». Nella versione dell’album la canzone è preceduta da quella che sembra una registrazione casalinga: si sentono le voci di un bambino e di una donna, mentre Battisti sussurra la melodia della canzone suonando la chitarra. Si è sempre pensato che fossero le voci della moglie del cantautore e del figlio Luca, che all’epoca ha 5 anni, ma è stato lo stesso Geoff Westley a smentire questa voce: «Non è un home-recording, la registrammo a The Manor. Mi era venuta l’idea di inserire all’inizio della canzone questa introduzione perché nel tardo pomeriggio, quando il personale del Manor cominciava a preparare la cena, se aprivamo la porta dello studio si sentivano i rumori che venivano dalla finestra della cucina, con le ragazze che preparavano da mangiare, e con loro c’erano sempre un paio di bambini piccoli. A me piaceva questa idea di una cosa familiare, quotidiana, e così mettemmo un microfono davanti alla finestra della cucina, mentre Lucio in studio suonava la chitarra e sussurrava la melodia della canzone». Come abbiamo detto sia il singolo sia l’album hanno un enorme successo, e se “Una donna per amico” non risulta alla fine il singolo più venduto dell’anno – attestandosi in  seconda posizione – è solo perché deve scontrarsi con l’asso pigliatutto “Stayin alive” dei Bee Gees.

Autori: Battisti / Mogol
Anno di pubblicazione: 1978

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