Louis Armstrong – What a wonderful world

Fai sapere che ti piace!

1967: gli Stati Uniti sono un paese lacerato dalle lotte per i diritti civili, la guerra in Vietnam accende gli animi dei pacifisti, l’assassinio di Martin Luther King fa scoppiare rivolte razziali in tutto il paese, il razzismo peggiore rialza la testa… in questa atmosfera non proprio idilliaca Bob Thiele e George Weiss scrivono “What a wonderful world“, e il punto centrale della canzone è:  prendiamo tutti un bel respiro, questo è ancora un mondo meraviglioso, ma dobbiamo lavorare insieme, non perdiamoci di vista. Thiele è un produttore discografico della ABC e Weiss è un cantautore con alle spalle successi come “The lions sleeps tonight” dei Tokens e “Can’t help falling in love” di Elvis Presley, due insomma che sanno come confezionare una canzone di successo. Inizialmente per “What a wonderful world” si pensa a Tony Bennett, cantante confidenziale all’epoca molto famoso, ma poi la scelta cade sul jazzista Louis Armstrong, per la sua immagine rassicurante e per la sua capacità di raggiungere un pubblico sia bianco che nero. “Satchmo” qualche anno prima, nel 1964, aveva registrato una versione di “Hello Dolly“, ancora prima dell’apertura dello spettacolo a Broadway, che si era rivelata un enorme successo arrivando subito al numero 1 delle classifiche americane, scalzando addirittura i Beatles. I Fab Four erano in vetta alle classifiche da 14 settimane quando il 62enne Armstrong arrivò a interrompere il loro monopolio; nel corso degli anni successivi Satchmo realizzerà altre canzoni sulla falsariga di quel grande successo, avvicinandosi quindi al pop rispetto al jazz che aveva contraddistinto la maggior parte della sua carriera. Quando Armstrong ascolta per la prima volta la melodia, sembra che abbia detto “Cos’è questa merda?”. Poi però  legge il testo e trova l’ispirazione per cantarla. Poiché sta suonando al Tropicana Hotel di Las Vegas, Armstrong registra la canzone nella città dei casino, nello studio di registrazione United di Bill Porter. La sessione è prevista al termine dello spettacolo di mezzanotte di Armstrong, così alle 2 del mattino i musicisti si sistemano e si comincia a registrare. Ma non tutto fila liscio… Il musicista  ha appena firmato per la ABC Records e il presidente dell’etichetta, Larry Newton, a un certo punto si presenta in studio per fotografare Armstrong. Newton vorrebbe un’altra canzone pop come “Hello, Dolly!” e quando sente il ritmo lento di “What a Wonderful World“, cerca di interrompere la registrazione. Arriva quasi alle mani con gli autori e con l’arrangiatore e viene a forza chiuso fuori dallo studio. Ma si presenta un altro problema: i fischi dei treni merci nelle vicinanze costringono a interrompere la sessione due volte… Armstrong scuote la testa e ride di tutte queste distrazioni, mantenendo la calma.  Quando la sofferta seduta di registrazione si conclude, fuori è quasi giorno, sono circa le 6 del mattino, e per assicurarsi che i membri dell’orchestra siano regolarmente pagati per i loro straordinari, Armstrong accetta per lui solo la paga sindacale di 250 dollari. Quando viene pubblicato il singolo Newton, che non ha certo digerito di essere stato letteralmente sbattuto fuori dallo studio e che continua a detestare quella canzone, non fa nessuna promozione per il disco e negli Stati Uniti ne vengono vendute solo un migliaio di copie, fermandosi alla posizione n. 116 nelle classifiche! Però il produttore non ha tenuto conto del resto del mondo. Nell’aprile del 1968 “What a Wonderful World” arriva al primo posto in Inghilterra, battendo ancora una volta i Beatles, i Rolling Stones e altri grandi nomi del rock inglese, risultando poi il singolo più venduto dell’anno in Gran Bretagna. Coi suoi 66 anni Armstrong diventa il cantante uomo più anziano in testa alla classifica dei singoli nel Regno Unito. La canzone ha un enorme successo anche in Australia, Irlanda, Sud Africa, Austria, Norvegia, Italia – dove arriva al n. 11 – e praticamente in tutto il mondo. Il distributore europeo EMI della ABC Records nel 1968 costringe l’etichetta americana a pubblicare un album intitolato “What a Wonderful World“, che raggiunge la posizione n. 37 nelle classifiche, ma che non viene però pubblicato negli Stati Uniti a causa dell’ostinazione d Newton nel non voler promuovere quella canzone. Un tipetto rancoroso non c’è che dire… La canzone diviene però rapidamente uno standard della musica easy listening, reinterpretata da numerosi artisti, e finalmente entra nelle classifiche USA ben 20 anni dopo la sua uscita, quando viene inserita nella colonna sonora del film “Good Morning Vietnam” con Robin Williams – nonostante il film sia ambientato nel 1965, due anni prima della registrazione della canzone – arrivando alla posizione n.32 della classifica Billboard Hot 100 nel febbraio del 1988. È anche la canzone di chiusura del film del 1995 “L’esercito delle 12 scimmie“, diretto da Terry Gilliam. Tra le tante versioni della canzone da notare quella, in medley con “Over the rainbow“, del cantante hawaiano Israel Kamakawiwo’ole, col solo accompagnamento dell’ukulele, e quella punk di Joey Ramone nel suo album del 2002 “Don’t Worry About Me“, che è stato pubblicato quasi un anno dopo la sua morte. Ad aprile 2014, la registrazione di Louis Armstrong del 1967, dopo la sua uscita digitale aveva avuto 2.173.000 download nei soli Stati Uniti.

Autori: Bob Thiele / George David Weiss
Anno di pubblicazione: 1967

Be the first to comment

Leave a Reply

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*