Orchestral Manoeuvres in the Dark – Enola Gay

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Andy McCluskey e Paul Humphreys hanno due grandi passioni: gli aerei della II Guerra Mondiale e la musica dei Kraftwerk. Vivono ai confini del Galles, nella penisola del Wirral, non esattamente quel che si dice un luogo elettrizzante, e sono amici fin dai tempi della scuola. Hanno formato e sciolto alcuni gruppi prima di formare gli Orchestral Manoeuvres in the Dark nel settembre del 1978, anche questo, nelle loro intenzioni, destinato a durare poco. Invece la storia andrà diversamente, e il duo arriva a incidere un primo omonimo album agli inizi del 1980, grazie al momento di elettricità che sta attraversando il pop inglese (non a caso il loro primo singolo di intitola “Electricity“). I due ragazzi, come abbiamo detto, amano gli aeroplani da guerra e la nuova musica elettronica che viene dalla Germania, Kraftwerk in testa, e vogliono scrivere un pezzo che parli della loro passione. «La musica viene sempre prima, di solito ispirata da un rumore o da una linea di batteria, o da un campionamento o qualcosa del genere – ha detto il bassista e cantante Andy McCluskey – Ma ho già idee sulle canzoni che voglio scrivere, a livello lirico o tematico. Avevo un raccoglitore pieno di titoli di canzoni proposti e idee che cercavo poi di sposare con la musica che facevamo. Quindi la musica viene sempre prima e le parole arrivano alla fine». Un primo riff viene quindi abbozzato su un sintetizzatore e al momento di scrivere un testo a Andy viene in mente il più famoso bombardiere della storia, l’Enola Gay, che lanciò la bomba atomica su Hiroshima il 6 agosto 1945. Espone la sua idea al resto della band e al produttore, che però restano piuttosto shoccati: una canzone pop su una pagina di storia così tragica? Ma Andy non si scoraggia: «Ho studiato l’argomento in biblioteca – ha detto ancora McCluskey – non è il modo in cui la maggior parte delle persone scrive canzoni, ma ha inserito i testi con delle metafore e con un linguaggio emotivo». I testi fanno diverse allusioni ai fatti relativi al bombardamento. Ad esempio, la frase “Enola gay, is mother proud of little boy today” (“Enola gay, è la madre orgogliosa del ragazzino oggi”) si riferisce, sia, al nome in codice dato alla bomba – “little boy/ragazzino”, sia al fatto che l’aeroplano prendeva il nome da Enola Gay Tibbets – la madre del pilota, il colonnello Paul Tibbets. Inoltre, “It’s 8:15, and that’s the time that it’s always been” (“Sono le 8:15, ed è l’ora che che è sempre stata”), si riferisce al momento esatto della detonazione su Hiroshima in cui gli orologi della città si fermarono per effetto dell’esplosione. I due, insieme al tastierista Martin Cooper e al batterista Malcolm Holmes, vengono affiancati al produttore Mike Howlett, ex bassista con la band di space-rock Gong. «Ci ha portato in questo delizioso studio, alla Ridge Farm di Dorking, la nostra prima avventura in un vero studio di registrazione, e ci ha aiutato a migliorare la canzone – ha raccontato il tastierista Paul Humphreys – A quei tempi, non avevi sequencer, dove puoi semplicemente inserire qualcosa e modificarlo, tutto doveva essere fatto manualmente. Oggi ho circa un miliardo di sintetizzatori e le possibilità sono infinite, ma allora, i sintetizzatori professionali costavano migliaia di sterline. I nostri erano davvero modesti. La maggior parte delle parti melodiche di Enola Gay sono state registrate con un micro-preset Korg acquistato su un catalogo per corrispondenza, il più economico che si potesse acquistare!». Anche per questo, nonostante l’inizio basato sulla drum machine e l’inconfondibile riff di sintetizzatore, l’arrangiamento della canzone è contraddistinto da un uso tutto sommato limitato dell’elettronica, con un vero basso e una vera batteria a sostenere il  ritmo e la parte vocale piena di pathos di Andy. Il singolo viene pubblicato il 26 settembre 1980 e ottiene subito entusiastiche recensioni sulla stampa inglese: entra in classifica in Inghilterra al 32° posto, ma in sole 3 settimane scala 27 posizioni arrivando all’8° posto. Entra nella Top 10 anche in Francia e in Svizzera, e in Italia, Spagna e Portogallo arriva al primo posto nell’estate del 1981, diventando nel nostro paese il secondo singolo più venduto dell’anno. Le vendite mondiali raggiungeranno complessivamente i 5 milioni di copie. Nonostante il testo sia molto esplicito sull’argomento trattato, da alcuni la canzone viene fraintesa e considerata come una canzone d’amore omosessuale, e come tale, viene bandita dal famoso programma per bambini della BBC1 “Swap Shop“. L’enorme successo della canzone lascia stupiti gli stessi Andy e Paul. Ha detto il bassista e cantante: «La gente non riusciva a capire come questa strana canzone su un aereo che lanciava una bomba potesse essere un successo, ma divenne un mostro assoluto, vendendo cinque milioni di copie in tutta Europa. Chiudiamo ancora i concerti con Enola Gay, lasciando il palco con la drum machine che suona. Non capirò mai le band che si stancano di suonare il loro più grande successo, la canzone che è stata la chiave di tutta la loro vita». «Sono sempre stato a disagio per il fatto che Enola Gay fosse una canzone pop vivace e brillante su un olocausto nucleare – gli fa eco Paul – ma era così follemente accattivante». Per la tematica trattata Enola Gay è stata inserita in diversi elenchi di canzoni contro la guerra, e nel 2012 la rivista New Musical Express l’ha nominata tra le “100 migliori canzoni degli anni 80”. Nello stesso anno è stata selezionata dal regista Danny Boyle (“Trainspotting“) per essere utilizzata durante la cerimonia di apertura delle Olimpiadi di Londra.

Autore: Andy McCluskey
Anno di pubblicazione: 1980

1 Commento

  1. Come sempre un grande ringraziamento all’amico Tonino, instancabile lettore e soprattutto revisore dei miei scritti. Se ci sono pochi refusi il merito è in gran parte suo! 🙂

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