Frank Sinatra – My Way

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Da 50 anni questa è la canzone per antonomasia che rappresenta Frank Sinatra. Il testo si adatta così bene alla situazione che il cantante viveva nel 1969 che molti spesso hanno ritenuto che l’avesse scritta lui stesso, mentre così non è.
La storia di questo vero e proprio evergreen della canzone pop – se ne contano circa duemila incisioni – inizia in Francia, dove il compositore e cantante
Jacques Revaux a metà degli anni 60 compone una melodia su cui appiccica un testo in inglese maccheronico, che intitola “For me“. La canzone inizialmente viene proposta al cantante all’ora in voga in Francia Hervé Vilard, a cui però non piace, e viene accantonata. Nel 1967 arriva alle orecchie di Claude François, un cantante italo-francese che dominava le classifiche francesi da alcuni anni. François è appena stato lasciato da France Gall dopo una relazione durata 3 anni, e insieme al paroliere Gilles Thibaut scrive un testo che racconta la storia di un uomo che vive la fine del suo matrimonio, l’amore ucciso dalla noia della vita quotidiana. Col titolo “Comme d’habitude” la canzone viene pubblicata come singolo nel novembre del 1967 arrivando al numero uno della classifica francese. È a questo punto della storia che entra in scena Paul Anka. L’ex-ragazzo prodigio, interprete di grandi successi degli anni ’50 come “Diana” e “You are my destiny“, adesso ha 27 anni e si trova in vacanza nella sua casa nel sud della Francia, quando alla radio sente la canzone di François, e ne intuisce il potenziale. Dirà con molta schiettezza molti anni dopo: «Era una canzone di merda, ma sentivo che aveva qualcosa di diverso». Anka pensa che quella melodia merita un testo migliore piuttosto che la solita storia d’amore finita, così contatta l’editore della canzone e, con un semplice contratto di due pagine, acquisisce i diritti della canzone per la cifra simbolica di un dollaro. Tornato negli Stati Uniti il cantautore cerca di scrivere un nuovo testo per la canzone, ma dopo vari tentativi si arrende e chiude la canzone in un cassetto, in attesa di un’ispirazione. Una sera riceve un invito a cena da Frank Sinatra, che si trova a Miami per girare un film poliziesco. I due sono amici da tempo, nonostante la differenza d’età, e durante la cena il cantante, con aria un po’ depressa, manifesta all’amico la sua intenzione di lasciare le scene e di ritirarsi. «Sto pensando di ritirarmi. Sono stufo di tutto questo, mi sta mandando fuori di testa – dice The Voice – Devi scrivermi qualcosa. Mi hai promesso per anni di scrivermi una canzone». A Paul Anka torna in mente quella melodia, così torna in albergo finalmente con l’idea per la canzone. Il desiderio dell’amico di ritirarsi dallo showbiz gli dà lo stimolo per sedersi all’una del mattino alla sua vecchia macchina per scrivere elettrica IBM. Ha raccontato lui stesso: «Mi sono detto “Se Frank stesse scrivendo, cosa direbbe?’ Volevo assicurarmi di catturare lo spirito di Frank anche nel modo in cui parlava. Ho usato parole che non avrei mai usato: “L’ho mangiato e sputato “, ma è così che lui si esprimeva. Ai ragazzi del Rat Pack (il gruppo di artisti formato da Frank Sinatra, Dean Martin, Sammy Davis Jr. e Peter Lawford, ndr) piaceva parlare come mafiosi. Così ho iniziato a digitare: “E ora la fine è vicina … ” e da lì è arrivato poi tutto il testo. Alle cinque del mattino ho chiamato Frank e gli ho detto “Ho qualcosa di speciale per il tuo prossimo album”». Anka vola a Las Vegas, dove Sinatra si esibisce al celebre Caesar Palace, e gli fa ascoltare la canzone, ma sulle prime il cantante non ne sembra particolarmente colpito, limitandosi a strizzare l’occhio all’amico. Eppure a Paul la canzone sembra perfetta per il particolare momento di Frank,  un uomo che traccia un bilancio della sua vita e non ha rimorsi poiché ha sempre vissuto a modo suo. Passano un paio di mesi e un giorno Anka riceve una telefonata da Sinatra che gli dice “Ragazzo ascolta questo”, dopodiché mette il ricevitore davanti a un altoparlante e sarà la prima volta che Paul ascolta la canzone cantata dal celebre amico. Sinatra registra “My Way”  a Los Angeles il 30 dicembre 1968, poche ore prima di festeggiare il Capodanno al Sand Casino di Las Vegas, e il disco viene pubblicato agli inizi del 1969. Inizialmente l’accoglienza del singolo è piuttosto tiepida: negli Stati Uniti raggiunge solo la posizione n. 27 della classifica di Billboard, ma col passare del tempo diventa un cosiddetto “long seller“, cioè un successo non immediato ma destinato a durare nel tempo. Quando Sinatra pubblica il disco la casa discografica di Paul Anka è furiosa: come mai ha regalato a Sinatra quel capolavoro e non l’ha incisa lui stesso? «Ho detto hey, posso scriverlo ma non sono il tipo che lo canta – ha raccontato Paul Anka – Era per Frank, per nessun altro». Anka aveva ragione. Il successo di “My Way” non dipende solo dai testi e dalla melodia, dipende dall’uomo che per primo la canta. Solo Sinatra avrebbe potuto tirare fuori la spavalderia necessaria per dare alla canzone tutta la sua potenza. Nonostante questo, poco dopo anche Paul Anka incide la sua versione della canzone, dando il via a una lunghissima serie di cover, la prima delle quali è della cantante gallese Dorothy Squires nel 1970, che esce mentre l’originale è ancora in classifica. Alcuni dei molti artisti che hanno registrato “My Way” includono Aretha Franklin, Tom Jones, Dionne Warwick, Celine Dion, Robbie Williams, Michael Bublé, Luciano Pavarotti, Gabriel Byrne, Shakira e anche alcune versioni in italiano, da Patty Pravo, Fred Bongusto e Bobby Solo. Verso la fine della sua carriera, anche Elvis Presley la aggiunge al suo repertorio live e, dopo la sua morte nel 1977, una versione dal vivo viene pubblicata come singolo, arrivando al numero 22 negli Stati Uniti e al numero 9 nel Regno Unito. Ma la versione più originale è senza dubbio quella punk di Sid Vicious, bassista dei Sex Pistols, trasformata in un grottesco sberleffo e immortalata in una celebre sequenza del film “The Great Rock’n’Roll Swindle” in cui, al termine della sua esibizione di fronte a un pubblico elegante e di mezza età, il cantante estrae una pistola e comincia a sparare sugli spettatori. Dettaglio inquietante: Anton La Vey, fondatore della “Church of Satan” (Chiesa di Satana), si è complimentato con la versione di Sid Vicious nella sua biografia “The Secret Life of a Satanist“. Ma forse la svolta più strana nella storia di “My Way” è che l’uomo che ha immortalato la canzone ha finito per detestarla. Nel 1971 Sinatra si ritira per un breve periodo, ma viene persuaso a fare numerosi altri concerti e cantare in ognuno di essi “My Way” diventa sempre più un peso per lui. Durante un concerto all’Albert Hall nel 1984, Frank viene udito mormorare sotto gli entusiastici applausi che salutano gli accordi finali: “Io stesso non sopporto questa canzone!”. In un’intervista del 2000, la figlia di Sinatra, Tina, ha dichiarato: «Ha sempre pensato che la canzone fosse egoistica e autoindulgente. Non gli piaceva. Quella canzone gli è rimasta incollata e non è riuscito a togliersela di dosso». Nonostante il giudizio del suo interprete, “My Way” ha avuto illustri fan: il cancelliere tedesco Gerhard Schröder è stato visto da oltre sette milioni di telespettatori con le lacrime agli occhi quando si è dimesso nel 2005, mentre una banda militare la suonava; “My Way” era anche una delle preferite dell’ex presidente serbo Slobodan Milosevic, che la suonava spesso nella sua cella ad alto volume, durante il processo per crimini contro l’umanità nel 2002; il 20 gennaio 2017, la notte della sua elezione, Donald Trump ha goffamente ballato questa canzone con sua moglie Melania. Inoltre, nonostante certamente Paul Anka non avesse in mente le tende di velluto di una sala per funerali col termine “the final curtain“, nel 2005 un sondaggio della Co-Operative Funeralcare ha messo “My Way” in cima alle canzoni più richieste ai funerali nel Regno Unito. Il portavoce Phil Edwards ha dichiarato: «Ha un fascino senza tempo: le parole riassumono ciò che così tante persone sentono della propria vita e come vorrebbero che i loro cari si ricordassero di loro». Infine, questa è una delle più popolari canzoni karaoke, ma è meglio evitarla nelle Filippine dove è così popolare nei bar karaoke che è stata dichiarata responsabile di una serie di morti in cui le discussioni sulle esibizioni sono degenerate in violenza. Dopo che un uomo è stato ucciso a colpi di arma da fuoco in un bar vicino Manila nel 2007 per aver cantato “My Way” stonando oltre il lecito, molti bar l’hanno rimossa dalle loro playlist.
Curiosità finale: prima che Paul Anka scrivesse il testo, nel 1968 anche un giovane
David Bowie si cimentò con la melodia di “Comme d’habitude“, componendo una canzone intitolata “Even a fool learns to love“, ma la demo che registrò non convinse né gli autori originali, né il suo editore e probabilmente neanche lui stesso, che la accantonerà.

Autori: Jacques Revaux / Claude François / Gilles Thibaut / Paul Anka
Anno di pubblicazione: 1969

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