Michael Jackson – Billie Jean

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Secondo il parere di molti critici musicali la canzone più rappresentativa degli anni 80. A certificarne l’importanza basti dire che, in seguito al successo della canzone, il video fu in assoluto il primo di un artista di colore trasmesso da MTV, che all’epoca aveva una politica un po’ razzista. “Billie Jean“, con 11 milioni di copie vendute in tutto il mondo, è una canzone da record:  raggiunse la prima posizione della classifica di Billboard, dove rimase per sette settimane consecutive e della Hot R&B/Hip Hop Songs, dove rimase per ben nove settimane consecutive, ricevette due Grammy Award nel 1984 come “Miglior interpretazione R&B vocale maschile” e “Miglior canzone R&B”, agli American Music Awards 1984 vinse il premio “Miglior canzone Pop/Rock”, fu inoltre votata come “Miglior singolo dell’anno” dal The Village Voice, venne nominata “Miglior canzone degli anni ’80” dalla rivista Q nel 2006, ed è stata inserita al 58° posto della “Lista dei 500 migliori brani musicali” della rivista Rolling Stones.
La canzone viene pubblicata il 2 gennaio 1983 come secondo singolo dall’album “Thriller” (il primo fu il duetto con Paul McCartneyThe girls is mine“) ma la sua storia inizia qualche anno prima. Dopo il successo dell’album “Off the Wall” del 1979, che aveva venduto oltre 20 milioni di copie, Michael Jackson attende un po’ prima di tornare in studio. Quando insieme al produttore Quincy Jones inizia a lavorare a “Thriller” ha un’idea ben precisa in mente, realizzare un album in cui ogni canzone sia un “killer” (questo è il termine usato dal cantante), cioè un successo. L’idea per “Billie Jean” gli viene mentre è alla guida della sua Rolls Royce lungo la Ventura Freeway col suo collaboratore Nelson Hayes. Michael ha già tutta la canzone in testa ed è così assorto nei suoi pensieri che non si accorge che la sua auto sta andando a fuoco. Un ragazzino su una motocicletta gli si affianca e gli grida: “La tua auto è in fiamme!”. Ha raccontato lo stesso Michael: «Un musicista riconosce un successo. Deve farti sentire bene. Ogni cosa deve essere al suo posto. Sapevo che “Billie Jean” sarebbe stata grande mentre la stavo scrivendo: ero davvero preso da quella canzone. Un giorno durante una pausa delle registrazioni stavo guidando lungo la Ventura Freeway, “Billie Jean” mi girava per la testa ed era tutto ciò a cui stavo pensando. Quel ragazzino probabilmente salvò le nostre vite: se la macchina fosse esplosa, avremmo potuto restare uccisi, ma ero così assorbito da questa melodia che mi galleggiava in testa». Nell’autunno del 1981 Jackson prepara una demo della canzone nella sua casa di Hayvenhurst a Encino, nella parte meridionale della San Fernando Valley, lavorando tre settimane solo per il giro di basso iniziale. Come è noto, per comporre il testo il cantante si ispira a delle vicende personali. In un’intervista lo stesso Jackson ha raccontato: «C’è una ragazza di nome Billie Jean nella canzone, ma non si tratta di una ragazza specifica. Billie Jean rappresenta un sacco di ragazze, le chiamavano groupies negli anni ’60. Si appostavano davanti alla porta dei camerini di qualsiasi band che veniva in città, e con cui avrebbero avuto una relazione. Penso di essermi ispirato all’esperienza con i miei fratelli quando ero piccolo (il gruppo “The Jacksons”, ndr). C’erano un sacco di Billie Jeans là fuori, e ognuna giurava che suo figlio era imparentato con uno dei miei fratelli». In realtà secondo J. Randy Taraborrelli, biografo di Jackson, “Billie Jean” è nata in seguito ad alcune lettere che Jackson ha ricevuto nel 1981 da una donna che sosteneva che lui era il padre di uno dei suoi gemelli (di uno solo, si noti… ndr). Jackson, che riceveva regolarmente lettere di questo tipo, non aveva mai incontrato la donna e la ignorò. Tuttavia, lei ha continuato a inviargli lettere in cui diceva di amarlo, di volere stare con lui, e chiedendo come poteva ignorare la sua stessa carne. Un giorno però Michael riceve un pacco contenente una fotografia della fan, una pistola e una lettera che lo invitava a uccidersi in un particolare momento. Il fan avrebbe fatto lo stesso una volta che avesse ucciso il “loro” bambino, in modo che potessero stare insieme nella prossima vita. Ovviamente una vicenda così non può non preoccupare il sensibile Michael, che forse anche per esorcizzarla compone il testo di “Billie Jean“. Quando Quincy Jones ascolta la canzone non gli piace molto, e non vorrebbe inserirla nell’album “Thriller”. Inoltre trova troppo lunga l’introduzione – «durante l’intro puoi farti la barba» dirà in un’intervista – e odia il giro di basso. Ma Michael stavolta si mostra irremovibile. «Ho detto che dovevamo arrivare alla melodia prima -ha raccontato Jones – Ma Michael ha detto che era proprio quell’introduzione che gli faceva venire voglia di ballare. E quando Michael Jackson dice che qualcosa gli fa venir voglia di ballare, tu non discuti, così ha vinto lui». Una volta arresosi al fatto di dover includere la canzone nel nuovo album, il produttore suggerisce però di intitolarla “Not my lover“, per paura che la gente possa pensare a una relazione del cantante con la nota tennista Billie Jean King, ma anche stavolta alla fine la spunta Michael Jackson… Quando la canzone esce come singolo viene anche girato un videoclip, la cui regia è affidata all’irlandese Steve Barron. Nel video Michael Jackson definisce quello che sarà il suo inconfondibile stile di muoversi e ballare, ma, come detto, MTV si rifiuta inizialmente di trasmettere il video,  dato che, per loro scelta, sono più incentrati verso la musica di artisti bianchi. Walter Yetnikoff, il presidente della CBS Records, si infuria e minaccia di rendere pubblico l’atteggiamento di MTV sulla discriminazione razziale. Inoltre minaccia MTV di non concedere più l’utilizzo dei video di tutti gli artisti della sua etichetta, tra cui Billy Joel, Culture Club, Cyndi Lauper e Wham. Ovviamente la stazione TV cede e il video di “Billie Jean” contribuisce ulteriormente al successo del disco. In un sondaggio del 2005 tra 31 popstar, video director, agenti e giornalisti, il videoclip si è classificato al quinto posto nella “Top 20 Music Videos Ever”. Il 16 maggio 1983 Michael esegue per la prima volta “Billie Jean” dal vivo nello speciale TV “Motown 25: Yesterday, Today, Forever”. Per la prima volta esegue il suo famoso passo di danza “Moonwalk” e indossa il suo famoso guanto bianco sul palco. Lo show viene visto da 50 milioni di persone, permettendo a Jackson di raggiungere così un nuovo pubblico e di aumentare le vendite di “Thriller“, che alla fine diventerà l’album più venduto di tutti i tempi. Il giorno dopo la messa in onda Michael riceve una telefonata dall’84enne Fred Astaire, che era uno dei suoi idoli d’infanzia, che gli dice: «Il tuo modo di muoverti è incredibile. Amico, li hai lasciati tutti col culo per terra ieri sera. Sei una furia di ballerino. Io sono allo stesso modo. Facevo la stessa cosa con il mio bastone». Jackson l’ha sempre descritto come «il più grande complimento della mia vita».

Compositore: Michael Jackson
Anno di pubblicazione: 1983

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