Elton John – Rocket Man

Fai sapere che ti piace!

Nel 1972 l’esplorazione dello spazio è ormai una realtà: la missione Apollo 16 ha portato per la quinta volta degli uomini sul suolo lunare, e la fantascienza cinematografica ha sfornato capolavori come la saga del “Pianeta delle scimmie” o “Solaris“, e già c’è chi sente troppo stretto il viaggio sulla luna e comincia a pensare a quello su Marte. Tra questi Elton John e il suo inseparabile paroliere Bernie Taupin, che con “Rocket Man” regalano al mondo della musica pop uno dei suoi massimi capolavori. Si potrebbe pensare che l’ispirazione a Taupin possa essere venuta dalla mitica “Space Oddity” di David Bowie, uscita nel 1969 una decina di giorni prima del primo allunaggio. In effetti le due canzoni trattano argomenti per certi versi simili, e Gus Dudgeon, produttore del disco di Elton John, aveva lavorato con David Bowie proprio per “Space Oddity” ma lo stesso Bowie ha sempre glissato con signorilità sulla cosa, anche se pare che in realtà non abbia mai digerito il successo della canzone, uscita proprio mentre lui aveva in circolazione il singolo “Starman“. In realtà l’ispirazione per il testo viene a Bernie Taupin dal racconto “The Rocket Man“, del grande scrittore americano Ray Bradbury. La storia di Bradbury  è ambientata in un futuro in cui i viaggi spaziali sono diventati un lavoro quotidiano, ed è raccontata dal punto di vista di un bambino, il cui padre astronauta ha sentimenti contrastanti all’idea di lasciare la famiglia per svolgere il proprio lavoro. Fu pubblicato nell’antologia “L’Uomo illustrato” nel 1951. La storia di Bradbury è stata la base anche per un’altra canzone intitolata “Rocket Man“, del gruppo folk Pearls Before Swine guidato da Tom Rapp, incisa nel 1970. Taupin ha detto in un’intervista che la canzone gli ha dato l’idea per la sua “Rocket Man“: «È risaputo che i cantautori sono grandi ladri e questo è un esempio perfetto» ha affermato. Come abbiamo visto a proposito di altre canzoni, l’ispirazione è difficile da prevedere. Un giorno il 22 enne Bernie Taupin sta guidando in una strada di campagna del Lincolnshire, diretto alla casa dei suoi genitori, quando nella mente gli si materializzano i primi versi di una canzone. Taupin ha sempre detto che deve scrivere le sue idee non appena si presentano in testa, o potrebbero scomparire, così guida attraverso stradine secondarie il più velocemente possibile per arrivare alla casa dei suoi. «I primi due versi di “Rocket Man” mi sono venuti quando guidavo, e quando sono arrivato a casa, avevo scritto l’intera canzone nella mia testa – ha detto Taupin a “Rolling Stone” nel 1973 – Sono entrato e ho dovuto correre e scrivere tutto prima di dimenticarmene». Come spesso succedeva con Elton John, la parte musicale arriva piuttosto in fretta. Nel gennaio del 1972 Elton, con Bernie, il bassista Dee Murray, il batterista Nigel Olsson e il giovanissimo chitarrista Davey Johnstone, si trova al Chateau d’Herouville in Francia, un maniero del 1749 nella Val d’Oise, a pochi chilometri da Parigi, che fra il 1969 e il 1985 è stato adibito in parte a studio di registrazione, ospitando i più grandi nomi del panorama rock internazionale. In questa fiabesca atmosfera Elton John e il suo gruppo stanno preparando l’abum “Honky Chateau“. Ogni mattina, John organizza una session al pianoforte nella sala della colazione. Nella sua stanza al piano di sopra, Taupin rifinisce il testo, dopodiché le parole passano al piano di sotto e, in meno di mezz’ora, un classico come “Rocket Man” è pronto. Più tardi, nel corso della stessa giornata, John registra la canzone con la band per non perdere l’ispirazione; in questo modo la coppia scrive ben nove canzoni in tre giorni! Quando esce l’album, “Rocket Man” viene subito lanciata come singolo, e  raggiunge la seconda posizione in Inghilterra e la sesta negli Stati Uniti e in Italia, determinando la consacrazione di Elton John come star mondiale. La canzone diventerà uno sei punti fermi dei concerti di Elton, che la eseguirà anche sul luogo di lancio dello Space Shuttle Discovery nel 1998. Molti artisti ne hanno realizzato delle cover, tra cui merita di essere ricordata quella in stile reggae di Kate Bush per l’album tributo “Two Rooms: Celebrating the Songs of Elton John and Bernie Taupin” che raggiungerà il numero 12 nella classifica dei singoli britannici e il numero due in Australia. «Da quando avevo 11 anni, Elton John è stato il mio più grande eroe – ha dichiarato Kate Bush – Ho amato la sua musica, avevo tutti i suoi album e speravo un giorno di poter suonarei il piano come lui (lo faccio ancora). Quando ho chiesto di essere coinvolta in questo progetto e mi è stato detto di scegliere una canzone, è stato come se mi avessero chiesto: “ti piacerebbe realizzare un sogno?».
Nel maggio 2017, un video musicale ufficiale per “Rocket Man” è stato presentato al Festival di Cannes come vincitore di “Elton John: The Cut”, una competizione organizzata in onore del cinquantesimo anniversario del suo rapporto di collaborazione con Bernie Taupin. Il video è stato diretto dal profugo iraniano Majid Adin e dal regista irlandese Stephen McNally, ed  è ispirato alla migrazione di AdiN verso l’Inghilterra.
Infine una curiosità: quando Elton suonò in Unione Sovietica nel 1979, la canzone fu indicata nel programma come “Cosmonaut“.

Autori: Elton John / Bernie Taupin
Anno di pubblicazione: 1972

Be the first to comment

Leave a Reply

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*