Supertramp – The Logical Song

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Nel 1979 fu chiesto a sir Paul McCartney di dire quale fosse la sua canzone preferita dell’anno. Macca ci pensò un attimo e poi scelse “The Logical Song” dei Supertramp. Mica poco eh? Per Roger Hodgson, l’autore della canzone, è stato il più grande dei complimenti. «Essendo cresciuto coi Beatles – ha detto – è stato meraviglioso sentire che Paul McCartney amava la mia canzone». Ma vediamo come è nato questo piccolo classico del pop-rock.
Nel 1977 i Supertramp sono una band dal successo consolidato in Europa grazie al alcuni album considerati dei classici del panorama pop-rock inglese, ma non hanno ancora agguantato il successo negli Stati Uniti, così decidono di prendere armi e bagagli e di trasferirsi oltreoceano. Qui nell’aprile del 1978 iniziano a comporre e preparare le canzoni che faranno parte del fortunatissimo album “Breakfast in America“, un disco che si allontana in parte dalle atmosfere quasi-progressive dei loro album inglesi per avvicinarsi a un pop-rock orecchiabile, sia pure di grande raffinatezza, e che nei soli Stati Uniti vende qualcosa come 4 milioni di copie. Nella band ci sono due leader, ambedue compositori, pianisti e cantanti, sia pure con caratteristiche molto diverse: Richard Davies e Roger Hodgson. In pratica ognuno compone e suona le proprie canzoni, anche se poi – come per la coppia Lennon/McCartney- vengono tutte firmate da ambedue. “The Logical Song” nasce agli inizi appunto del 1978. La band è a Los Angeles e sta per registrare il nuovo album e un giorno Roger si siede al piano elettrico Wurlitzer e comincia a suonare una progressione di accordi con cui stava giocherellando da un paio di mesi. «Ho scritto questi accordi – ha detto Hodgson – ma non ci avevo più pensato molto, a dire il vero, finché un giorno, mentre stavo suonando gli accordi, ho sentito la melodia e mentre iniziavo a cantare la melodia , la prima parola che mi è arrivata è stata “liberale” … ».  Immediatamente Hodgson mette in fila parole che fanno rima con “liberal“: “intellectual, “radical” e ovviamente “logical“, e in questo momento, mette a fuoco l’intero concetto per la canzone. «Subito, sapevo cosa volevo dire. La canzone nacque dalle mie domande su ciò che contava davvero nella vita, ci insegnano come comportarci durante tutta l’infanzia, ma raramente ci viene detto qualcosa sullo scopo più profondo della vita Passiamo dall’innocenza e dalla meraviglia dell’infanzia alla confusione dell’adolescenza, che spesso finisce nella disillusione nell’età adulta e molti di noi passano la vita cercando di tornare a quell’innocenza. Penso che sia ancora attuale oggi: quello che ci insegnano a scuola è tutto molto bello, ma che dire di quello che non ci insegnano, e che crea così tanta confusione nel nostro essere? Voglio dire, non ci preparano davvero per la vita in termini di insegnarci chi siamo davvero dentro». Si tratta quindi di una canzone molto personale, e Roger la completa pian piano durante le pause della registrazione dell’album e tra un concerto e l’altro. Il testo, narrato in prima persona, fa riferimento ai suoi anni in collegio, un ragazzo “timido e sensibile“, profondamente colpito dal divorzio dei suoi genitori quando lui aveva 12 anni: “Mi hanno mandato via per insegnarmi come essere ragionevole, logico, responsabile, pratico / E mi hanno mostrato un mondo in cui potrei essere così affidabile, clinico, intellettuale, cinico … ” Hodgson ha anche ammesso che per la prima volta ha dovuto consultare un dizionario per trovare più parole possibile che finissero in “al”. Musicalmente il brano si sorregge sul riff di piano suonato in modo molto percussivo e ritmico, caratteristica che si può trovare in molte canzoni composte da Hodgson per i Supertamp. A causa del perfezionismo del cantante passano sei mesi prima che la presenti al resto della band praticamente già completa. Il collega Rick Davies si limita ad aggiungere qualche frase per il controcanto, ma la canzone è assolutamente tutta farina del sacco di Roger. La canzone esce come singolo di punta dell’album nel marzo del 1979, e ottiene subito un enorme successo consacrando il gruppo al rango di superstar a tutti gli effetti, da tutte e due le parti dell’Atlantico: il disco entra nella Top 10 sia negli Stati Uniti che nella natìa Inghilterra. Addirittura la rivista “Rolling Stone” la definisce «un piccolo capolavoro», e abbiamo già detto che ha un fan illustre come Paul McCartney. In un’intervista del 2012 Hodgson ha detto «Avevo 29 anni quando ho scritto “The Logical Song“. Cercavo risposte. La domanda scottante in quella canzone era: “Per favore dimmi chi sono”… ora ho 62 anni, e ancora non ho tutte le risposte, ma sapevo che c’era qualcosa di più profondo là fuori, un luogo di pace, e alla fine l’ho trovato».

Autori: Rick Davies / Roger Hodgson
Anno di pubblicazione: 1979

2 Commenti

  1. Quante volte mi hai chiesto di suggerirti una canzone di cui scrivere la storia e non mi è venuto in mente niente. (Come quando vorresti raccontare una barzelletta… Eppure ne sapevo tante…!)
    Quante volte, non appena hai pubblicato una nuova storia, mi sono detto: “Ma dai! Come ho fatto a non pensarci? Questa non poteva mancare nella collezione!”
    Stavolta però mi darei pugni in testa perché questa è “LA” canzone, quella che avrei dovuto chiederti per prima, è quella canzone che, la prima volta che l’ho sentita, mi ha fatto quasi piangere fino alle lacrime per quanto mi ha emozionato. Credo sia la canzone che mi è piaciuta di più in assoluto , non so perché, mi ha colpito dal primo ascolto in un modo che raramente, o forse mai, mi era successo in precedenza. E da lì in poi la passione per i Supertramp è continuata immutata fino a quando Roger Hodgson ha lasciato il gruppo, a me piacevano le sue… che posso farci? Dopo non è stata più la stessa cosa.
    Per fortuna c’è Davide che riesce a cogliere anche i desideri inespressi del suo fedele pubblico, grazie ancora una volta: questa proprio mi ci voleva!

    • Ti ringrazio. In effetti anche io ho sempre amato di più le canzoni di Hodgson, per quanto alcune di Davies siano delle grandi canzoni, per carità. Meno male che ho ancora delle doti telepatiche… 🙂

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