Isley Brothers / Beatles – Twist and Shout

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È il 15 agosto 1965. Allo Shea Stadium del Queens, New York, ha luogo un evento storico: per la prima volta si tiene un concerto rock in uno stadio, inaugurando una tradizione che durerà fino ai giorni nostri. E chi potrebbe essere a scrivere la storia se non i Beatles? Al loro terzo tour negli USA i Fab Four sono ormai delle star capaci di scatenare scene di isterismo di massa e di riempire appunto uno stadio. Attraversano di corsa il campo accompagnati dalle grida ininterrotte del pubblico (in gran parte femminile), salgono sul palco e aprono il concerto con una canzone che di solito eseguono come chiusura, “Twist and Shout“, scatenando ancora di più, se possibile, il pubblico. La canzone era stata pubblicata nel loro primo album “Please Please Me (1963), ma la sua storia è un po’ più complessa.
Facciamo un piccolo passo indietro: nel 1961 due cantautori emergenti, Bert Berns (con lo pseudonimo di Bert Russell) e Phil Medley, portano alla Atlantic Records una canzone che hanno appena composto, si chiama “Twist and Shout” e viene scelta per lanciare un nuovo gruppo vocale, i Top Notes. Per produrre la canzone viene chiamato il giovane Phil Spector, che non ha ancora però elaborato il suo particolare stile definito “Wall of Sound” che ne farà uno dei produttori più influenti e rivoluzionari della scena pop-rock. La canzone viene registrata il 23 febbraio 1961 ma non verrà pubblicata fino a settembre, nell’indifferenza più totale del pubblico, anche perché Spector l’ha snaturata completamente sbagliando praticamente tutto. Il co-fondatore della Atlantic Records Jerry Wexler ha raccontato: «Io e Phil Spector abbiamo prodotto il disco ed è stato orribile. Bert (Berns) era un nuovo arrivato, stava seduto nello stanzino degli spettatori a guardare sconsolato Phil e io che macellavamo la sua canzone. Phil ha sbagliato tutto: il tempo, l’arrangiamento, l’atmosfera… non abbiamo pensato che avrebbe potuto produrla lo stesso Bert». Alla fine della registrazione Berns si avvicina a Wexler e gli dice: «Complimenti amico, l’avete fottuta!». Per fortuna però Berns non è un tipo che si arrende facilmente, così prende la sua povera creatura e la propone agli Isley Brothers, un gruppo che stenta in quel momento a replicare il grande successo avuto con “Shout” un paio d’anni prima. Ai tre fratelli Isley in effetti la canzone non piace, la considerano un po’ stupida ma accettano, un po’ riluttanti, di registrarla negli ultimi minuti rimasti dopo la session per un’altra canzone. Stavolta è lo stesso Berns a occuparsi di produzione e arrangiamento, per fare sentire a Spector quale doveva essere il sound della canzone. Per fortuna gli isley Brothers si lasciano convincere, perché “Twist and Shout” rilancia la loro carriera, e pur non arrivando più su della posizione n. 17, diventa in breve un piccolo classico del R&B e oggetto di numerose cover. Arriviamo così ai Beatles, che alle 10 della mattina dell’11 febbraio 1963 entrano in studio per registrare le canzoni per il loro primo album “Please Please Me“. Servono almeno 10 canzoni, da aggiungere alle 4 già pubblicate come singoli, per arrivare alle 14 che in questi anni compongono di solito un LP, e i quattro ragazzi di Liverpool le incideranno tutte in meno di 13 ore, uscendo dallo studio alle 22,45! Alla fine delle registrazioni manca giusto una canzone per completare il disco, e qualcuno nello studio suggerisce “Twist and Shout” con John Lennon alla voce solista. Il tecnico Norman Smith ha ricordato: «A quel punto le loro gole erano doloranti, eravamo al lavoro da 12 ore. La voce di John, in particolare, era quasi del tutto andata, quindi abbiamo dovuto farlo bene la prima volta: i Beatles nello studio e noi nella sala di controllo. John ha succhiato un altro paio di Zubes (una marca di pastiglie per la gola), ha fatto qualche gargarismo con latte e via, siamo andati». La tosse di Lennon è udibile nell’album, così come l’effetto del freddo sulla sua voce. Eppure, anche così, ha prodotto una performance vocale memorabile: un rocker rauco e pieno di energia. In seguito John ha detto che la sua voce non è stata la stessa per molto tempo. All’inizio, Lennon si vergogna della sua interpretazione nella canzone: «perché potevo cantare meglio di così, ma ora non mi dà fastidio, puoi sentire che sono solo un ragazzo frenetico che fa del suo meglio». Viene tentata una seconda registrazione, ma ormai John ha dato tutto, così sull’album finisce quella prima spontanea versione. La versione dei Beatles ricalca più o meno quella degli isley Brothers, compresa l’introduzione che ricorda molto da vicino “La Bamba” di Ritchie Valens. La canzone esce come singolo il 22 marzo, in un EP (Extended Play) insieme ad altre tre canzoni, e raggiunge il n° 1 della classifica, così come l’album. Negli Stati Uniti il singolo viene pubblicato il 2 marzo del 1964, e raggiunge il numero 2 il 4 aprile 1964 , in una settimana in cui tutti i primi cinque posti della classifica sono singoli dei Beatles! La canzone non arriva al primo posto solo perché la prima posizione è già occupata da un’altra canzone dei Beatles, “Can’t Buy Me Love“. I Beatles hanno continuato a suonare la canzone dal vivo fino alla fine del loro tour del Nord America nell’agosto del 1965; hanno registrato inoltre “Twist and Shout” in nove occasioni per le trasmissioni radiofoniche e televisive della BBC. Di questo vero classico del rock si conoscono molte cover, ricordiamo almeno quella degli Who che la eseguirono al Festival dell’Isola di Wight nel 1970.

Autori: Phil Medley / Bert Russell (Berns)
Anno di pubblicazione: 1962 (Isley Brothers) / 1963 (Beatles)

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