Genesis – Turn it on again

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Nel 1980 i Genesis, dopo una lunga pausa di due anni, decidono che è ora di tornare sulle scene e di completare la metamorfosi accennata col precedente album “And Then There Were Three…“, che li trasformerà da gruppo simbolo del Progressive rock in sofisticata band di pop-rock di successo. Il disco di due anni prima, il primo dopo la defezione del chitarrista Steve Hackett, era in effetti ancora un prodotto ibrido: le canzoni si erano accorciate, mancavano le lunghe e strutturate suite del passato, e in generale le atmosfere erano più “leggere”, ma ancora qua e là si respirava tra i solchi lo stile dei “vecchi” Genesis. Ma adesso è ora di cambiare pagina in maniera decisa. I tre superstiti – Phil Collins, Tony Banks e Mike Rutheford – hanno approfittato della lunga pausa per dedicarsi a progetti solisti: Phil Collins ha ripreso la sua collaborazione col gruppo di jazz-rock Brand X, ha suonato nel terzo album dell’ex-Genesis Peter Gabriel e ha composto gran parte dei pezzi che finiranno poi nel suo primo album solista “Face Value” che uscirà nel 1981; Tony Banks ha pubblicato il suo primo album solista, “A curious Feeling“, e lo stesso ha fatto Mike  Rutheford con “Smallcreep’s Day“. Nell’estate del 1979 è appena terminato il matrimonio del cantante con la moglie Andrea, che è andata a vivere in Canada portando con sé i loro figli, così Collins ha trasformato due delle camere da letto della sua casa a Guildford, nel Surrey, in spazi di prova e invita i suoi compagni a trasferirsi per scrivere il nuovo album, “Duke“. «Stavo sempre da solo … le cose erano un po’ fuori controllo e bevevo troppo – ha detto Collins nel 2007 – Ma ho ricordi molto affettuosi di quei giorni di prove». I tre hanno già alcune canzoni pronte scritte individualmente, ma per completare l’album sviluppano una suite che comprende “Behind the Lines”, “Duchess”, “Guide Vocal“, “Turn it on again“, che altro non è che un breve intervento di Rutherford alla chitarra per poi proseguire con “Duke’s Travels/Duke’s End”, lungo finale strumentale che riprende anche alcuni temi delle sezioni precedenti. «Ma poi pensammo che, per quanto risultasse ottima come suite, avrebbe portato inevitabilmente a paragoni con “Supper’s Ready” o “The Musical Box”, mentre noi sentivamo che non apparteneva a quel mondo – ha raccontato Tony Banks – Così decidemmo di spezzarla e “Turn it on again” in particolare ci sembrò che fosse troppo bella da usare solo come collegamento fra due brani». La canzone nasce in studio in modo composito: Rutheford suona un riff di chitarra che aveva composto per il suo album solista “Smallcreep’s Day” ma che aveva poi, per incomprensibili motivi, scartato; da parte sua Banks aggiunge una parte di canzone che a sua volta ha scartato da “A Curious Feeling“, e i due tronconi di canzone, assemblati insieme, inaspettatamente sembrano funzionare alla grande. Quando i tre si trovano ai Polar Studios, di proprietà degli Abba, per incidere il disco, la canzone risulta però un po’ lenta e pesante. «Fu un’idea di Phil quella di farle più veloci e rock, creando una canzone di gran lunga migliore – ricorda ancora Tony Banks – Grazie a lui i due tronconi suonavano molto meglio rispetto a come li avevamo concepiti noi. Perché non li abbiamo tenuti per i nostri album solisti? In un certo senso, forse, sentivamo il bisogno di sentirli  suonati dal gruppo intero». La canzone è caratterizzata da una struttura ritmica insolitamente complessa per la musica pop, con un ritmo irregolare in 13/8. Ha raccontato Rutheford: «Avevo scritto questo riff di chitarra ma lo suonavo molto più lentamente. Phil mi propose di farlo più veloce, poi mi chiese se mi ero reso conto che era in 13/8. Io gli dissi “Ma che stai dicendo? È un 4/4!”… e invece, ovviamente, aveva ragione lui». «Musicalmente, è un pezzo piuttosto complicato – aggiunge Banks – A livello di armonia, passa attraverso un sacco di accordi. Sembrerebbe molto improbabile come singolo, in effetti. Penso però che funzioni perché sembra semplice, anche se non lo è. I Beach Boys erano bravi in ​​questo, cose che suonano in modo apparentemente semplice, ma a ben vedere, sono davvero piuttosto complicate». In effetti la forza della canzone è di non mostrare quanto sia complicata, grazie alla maestria della band, ma di suonare come una grande “semplice” canzone pop. Il testo è scritto da Mike Rutheford e parla di una persona ossessionata dallo schermo della televisione. Allora era la TV a sostituire il mondo reale con uno virtuale, oggi sono gli smartphone e i social media, il che rende il messaggio della canzone ancora attualissimo. Turn it on again viene pubblicata come singolo in Inghilterra l’8 marzo del 1980, e resta per 10 settimane in classifica arrivando fino alla posizione n° 8, diventando il loro singolo di maggior successo fino a quel momento dopo il 7° posto di “Follow you follow me” dall’album precedente, e l’album da cui è tratta, “Duke“, sarà il primo album del trio a raggiungere il primo posto nelle classifiche.
Un aneddoto conferma quanto ingannevole sia l’apparente semplicità del brano: nel 1982 la formazione “classica” dei Genesis si riunisce per un concerto al Milton Keynes Bowl, per raccogliere fondi per Peter Gabriel, che sta affrontando una grave crisi finanziaria dopo il fallimento del primo festival WOMAD, da lui organizzato. Il programma consiste principalmente di canzoni dei tempi di Gabriel con il gruppo, tuttavia Turn It On Again ha avuto un così grande successo che alla band sembra sgarbato non interpretarlo. Gabriel accetta di scambiarsi di posto con Collins mentre canta il brano. Gabriel un po’ sa suonare la batteria e pensa “Dopo tutto, quanto sarà mai difficile suonare la batteria su una canzoncina pop?”. Come scoprirà presto, molto più difficile di quanto possa immaginare. Ricorda Tony Banks: «Era tipico di Peter: “Oh, posso suonare questo”, Ma una volta che ha iniziato a suonare, ha cominciato a guardarsi intorno preoccupato, non aveva capito che la canzone era in 13/8 e non vedeva l’ora che finisse!».
Il video della canzone è apparso nel primo giorno di trasmissione di MTV.

Autori: Banks / Collins / Rutheford
Anno di pubblicazione: 1980

 

 

 

4 Commenti

  1. Un ringraziamento particolare al grande amico Tonino Zani per l’opera di revisione che mi permette di correggere alcuni refusi dovuti alla fretta!

  2. Siamo noi, tuoi fedeli lettori, che non potremo mai ringraziarti abbastanza per queste perle che elargisci regolarmente.

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