Giuni Russo – Un’estate al mare

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Le strade del pop sono davvero infinite, e spesso imprevedibili: tra gli indiscussi protagonisti di quell’estate italiana del 1982, accanto a cantanti da classifica usa-e-getta, ci sono due artisti provenienti da ben diverse esperienze musicali, uniti dal destino per dimostrare che – quando c’è la classe – anche la musica pop può diventare arte: Franco Battiato e Giuni Russo. La cantante siciliana (all’anagrafe Giuseppa Romeo), agli inizi degli anni 80, ha già una lunga e dura gavetta alle spalle, qualche collaborazione come autrice e addirittura la partecipazione al Festival di Sanremo nel 1968 col nome Giusy Romeo. Ma è nel 1981 che, grazie al chitarrista e produttore Alberto Radius, avviene l’incontro umano e artistico che darà una svolta decisa alla sua carriera, quello con Franco Battiato. Il musicista catanese, approdato con successo alla musica pop dopo la sperimentazione degli anni 70, in questi anni si occupa anche del rilancio – come produttore e autore – di alcune signore della musica italiana come Milva e Alice. Insieme al suo fido collaboratore, il violinista e direttore d’orchestra Giusto Pio, Battiato aiuta Giuni Russo a confezionare nel 1981 “Energie“, un album all’avanguardia, all’insegna della sperimentazione, caratterizzato da un utilizzo della voce, da parte di Giuni, audace e rivoluzionario. Il disco ottiene buone recensioni ma non quel successo commerciale che la CGD forse si aspettava. Agli inizi del 1982, mentre Battiato si appresta a festeggiare il milione di copie del suo album “La voce del padrone“, Radius chiama Giuni, le consegna una cassetta dicendole: «Ascoltala con attenzione, questa la devi proprio cantare». Si tratta di una canzone composta da Battiato e Pio, una cosa completamente diversa da quelle dell’album “Energie”, molto più semplice e per certi versi un passo indietro. La sua collaboratrice (e compagna di vita) Antonella Sisini cerca di scoraggiarla: la sua voce è sprecata per una canzoncina così, ma Giuni dice: «Aspetta, proviamo a riascoltarla… è simpatica, mi ricorda gli anni 60». Il testo però non le piace proprio, a partire dalla frase iniziale “Questa è l’era della distruzione“… se la canzone dovrà piacere alla gente deve avere un messaggio positivo. Battiato accetta quindi di scrivere un altro testo, insieme alla stessa Giuni e ad Antonella, e pensano all’estate con tutti i luoghi comuni di una tipica vacanza balneare: gli ombrelloni, i bikini, il salvagente, l’olio solare ecc. Però la canzone non può solo essere solo l’ennesima canzone da juke box estivo, ci vuole qualcosa che la renda diversa e che inquadri tutte le banalità di una vacanza estiva in una diversa cornice. Ecco allora che quell’immagine patinata da vacanza da agenzia di viaggi diventa il miraggio di donne costrette a consumarsi “nelle strade mercenarie del sesso“, prostitute che vivono una quotidianità fredda e squallida che sognano una spiaggia assolata ricordando che “nelle sere quando c’era freddo Si bruciavano le gomme di automobili“. Musicalmente questa dicotomia tra il mondo reale e quello sognato viene espressa da Giuni cantando a un’ottava bassa la parte iniziale, ma nel ritornello la sua voce si libera da ogni peso e sulle ali della brezza marina sale alle ottave più alte, sfruttando l’eccezionale estensione della sua voce, fino ai sovracuti che riproducono il verso dei gabbiani senza nessun “aiutino” tecnologico. Il semplice demo registrato nello studio di Radius risulta già perfetto: alla CGD ne sono tutti entusiasti, tranne Piero Sugar – presidente dell’etichetta e marito di Caterina Caselli – che pronostica per la canzone un colossale flop, e che sarà poi ben felice di ricredersi. Il singolo esce nel giugno del 1982 ed entra in classifica il  7 agosto, rimanendo nella Top Ten sino al 20 novembre, nonostante l’argomento prettamente estivo. Sulle pagine del “Corriere della Sera” il giornalista Mario Luzzato Fegiz scrive: «la cantante trova il giusto equilibrio tra la canzone leggera e un modello interpretativo originale, personalissimo». Quando esce il disco Giuni è in tour insieme ad Antonella e ogni settimana ascoltano alla radio il programma “Hit Parade” per vedere come si comporta la canzone. Finalmente un giorno la sentono nominare tra i dischi più venduti, in sedicesima posizione. La settimana dopo però trovano che quella posizione e quelle vicine sono occupate da altri titoli, e pensano rassegnate che “Un’estate al mare” sia già uscita di scena, ma continuando l’ascolto scoprono che è salita al sesto posto, la settimana seguente al secondo e prestissimo arriva in vetta rimanendoci per tutta l’estate e oltre. «Quando vedevo la canzone salire in hit parade non credevo ai miei occhi – ha confessato la cantante in un’intervista – Non mi aspettavo che riscuotesse un successo così strepitoso. Per fortuna ho un carattere solido, non mi sono fatta inebriare. Ancora oggi la considero una parentesi felice e niente di più. Io avevo voglia, e ho ancora voglia, di proseguire la mia ricerca vocale, di spaziare in musicalità nuove, diverse e così ho fatto. Certo non ho avuto le stesse spinte, la stessa promozione avuta per “Un’estate al mare». Ogni giorno dai magazzini escono 25.000 copie del disco destinate ai negozi, Giuni viene riconosciuta per strada, invitata ai programmi radiofonici e televisivi, vince il Festivalbar e addirittura un Telegatto… troppo forse per un’artista sensibile e raffinata, che vede di colpo la sua carriera condizionata da questo grande e inaspettato successo. Dopo qualche tentativo di proseguire nel connubio tra musica colta e pop (“Alghero“) nel 1988 con “A casa di Ida Rubinstein‘, album impegnativo nel quale esegue arie e romanze di Bellini, Donizetti e Verdi, si riconcilia con la critica, ma chiude definitivamente la sua fase “leggera”. Solo anni dopo Giuni Russo ha fatto la pace con “Un’estate al mare” dichiarando in un’intervista: «Ora sono diventata più ironica e umile. Che male c’è in una canzonetta divertente?». Giuni muore nella sua casa a Milano, all’età di 53 anni, nella notte tra il 13 e il 14 settembre 2004, ma la sua incredibile voce continua a incantare.

Autori: Battiato/Pio
Anno di pubblicazione: 1982

 

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