Eric Clapton – Cocaine

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John Weldon Cale, noto come J.J. Cale, non è certo un nome che brilla fra le stelle più luminose del firmamento rock, almeno fra il pubblico meno attento, ma il chitarrista e cantante dell’Oklahoma – scomparso nel 2013 – è sempre stato indicato da artisti del calibro di Mark Knopfler (Dire Straits), Eric Clapton o Neil Young come uno dei più importanti artisti nella storia del rock. Prova ne sia che tante sue canzoni sono state poi riprese e reinterpretate da artisti di ogni genere. Quando J.J. Cale compone “Cocaine” nel 1976 per il suo quarto album “Troubadour” immagina la canzone con uno stile jazz, ma il suo produttore, Audie Ashworth, lo convince a farlo diventare un blues-rock. La canzone esce sul lato B del singolo “Hey Baby”, che arriva solo fino alla posizione 96 della classifica americana. Non esattamente quel che si direbbe un successo… Nel 1977 Eric Clapton sta ultimando il suo album “Slowhand” e gli occorre qualche canzone per ultimarlo, così pensa di andare a pescare nel repertorio di J.J. Cale, di cui già nel 1970 aveva inciso “After Midnight” e sceglie “Cocaine“. La versione di Clapton è molto più rock e incisiva di quella di Cale, ed è considerata una delle prove migliori del chitarrista. Parte del merito delle sonorità della canzone, e dell’intero album, va indubbiamente al produttore Glyn Johns, che prima di Clapton aveva già collaborato con artisti rock come Led Zeppelin, Rolling Stones, Who e addirittura i Beatles. “Cocaine” viene posta in apertura del disco, ma questa versione di studio non viene mai pubblicata come singolo. Clapton la includerà nel suo album live “Just One Night” del 1980 (Live At Budokhan), e la versione di questo spettacolo verrà pubblicata come lato B di “Tulsa Time“, anch’essa tratta dal concerto, che arriverà alla posizione n.30 delle classifiche americane. Nella versione dell’album “Slowhand” uscito in Argentina, “Cocaine” viene censurata e tolta dall’album. La giunta militare all’epoca al governo dichiarò che la canzone incisa da Clapton era dannosa per i giovani in quanto incitamento ad assumere droghe e sballarsi. La messa al bando venne ritirata solo nel 1984. In realtà la canzone non è affatto un’incitazione a fare uso di droghe, anzi, esattamente il contrario. I testi parlano della tossicodipendenza, qualcosa che Clapton negli anni 70 conosce abbastanza bene. Come ha spiegato nella sua autobiografia, quando ha registrato questa canzone era appena uscito dalla dipendenza dall’eroina, ma stava riempiendo il suo corpo di cocaina e alcool. Quando alla fine si è liberato dalla droga e dall’alcool, ha dovuto imparare a fare musica da sobrio e senza alcun aiuto “esterno”, il che non sarà facile,  perché tutto gli sembrava molto più difficile. Si renderà anche conto di quanto la sua dipendenza fosse dannosa per se stesso e per gli altri a livello personale, e diverrà molto attivo nell’aiutare gli altri a superare le loro dipendenze. Lo stesso Clapton ha spiegato il reale significato della canzone. «Non è bene e neanche utile scrivere una canzone anti-droga e sperare che arrivi a segno. Perché tutto quello che otterrai è di indispettire chi la ascolterà. La cosa migliore da fare è offrire qualcosa che sembra ambiguo… “Cocaine” è in realtà una canzone anti-cocaina, ma in modo intelligente. Se la ascolti distrattamente può sembrare solo una canzone sulla cocaina, col ritornello che dice “She don’t lie, she don’t lie, cocaine” (“lei non mente, la cocaina”), ma dice anche “‘If you wanna get down, down on the ground, cocaine” (“Se vuoi stramazzare a terra, cocaina”). È triste come i giovani si distruggono con le droghe. Odio riascoltare i miei vecchi dischi, che ho inciso quando ero fatto o ubriaco».  Ad un certo punto, tuttavia, Clapton rimuoverà la canzone dalla scaletta dei concerti pensando che possa dare un messaggio sbagliato sull’uso di cocaina. Ha iniziato a suonarla di nuovo dopo aver riarrangiato la canzone per includere la frase “That dirty cocaine” (“Quella sporca cocaina”) nel ritornello.

Autore: J.J. Cale
Anno di pubblicazione: 1977

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