Stevie Wonder – I just called to say I love you

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La scena è in un negozio di dischi, di quelli di una volta con gli scaffali pieni di vinili. Un uomo di mezza età si rivolge al commesso (Jack Black):
– Cerco un disco per mia figlia, per il suo compleanno, si intitola “I just call say i love you”. Ce l’avete?
– Sì.
– Bene!
– Ce l’abbiamo.
– Bene, posso averlo?
– No, no, non può!
– Perché?
– Perché è troppo melenso, troppo sdolcinato. Non si entra in un negozio così per una lagna del genere: vada al centro commerciale!
– Ma che modi sono?!
– Ma lei la conosce sua figlia? Non può piacerle quella canzone! Oh, oh, oh…non sarà mica in coma?!

È una delle scene di culto del film “Alta Fedeltà“, diretto nel 2000 da Stephen Frears, con protagonista John Cusack e con Jack Black nei panni di un intollerante commesso. Certo si tratta di una scena paradossale, ma è indubbio che quando uscì “I just called to say I love you” di Stevie Wonder, tratta dalla colonna sonora del film “La Signora in rosso” del 1984, furono in molti, tra i vecchi estimatori del genio di Wonder, a storcere la bocca. Col suo sound tipicamente da pop elettronico anni ’80 e la sua melodia leggera leggera (ma di quelle che ti si piantano in testa per un giorno intero) questa canzone è certo lontana da capolavori come “Superstition” o “Isn’t she lovely“, ma rappresenta comunque il singolo di maggior successo della Motown in Inghilterra e il singolo in assoluto più venduto del cantante americano. Wonder fu coinvolto nella colonna sonora del film dall’amica Dionne Warwick, e sebbene inizialmente dovesse comporre solo una canzone, alla fine ne ha scritte sette, fra cui quella intitolata “Woman In Red“. La canzone ebbe un immediato successo, senz’altro superiore a quello del film, e arrivò al N°1 delle classifiche di tutto il mondo, Italia compresa, restando in vetta in America per 3 settimane e in Inghilterra per 6; ha inoltre vinto un Golden Globe e l’ambito Oscar per miglior canzone originale, “soffiando” il titolo a grandi successi come “Footloose” e “Ghostbusters“. In realtà la genesi del brano risale addirittura al 1976. Il cantante americano è sempre stato molto prolifico e spesso ha composto canzoni – o parte di esse – da rielaborare e riutilizzare più tardi, ma questa volta si sono messi in mezzo due autori, Lloyd Chiate e Lee Garrett, che nell’ottobre del 1985 hanno sostenuto di avere proposto a Wonder una canzone intitolata “Hello It’s Me / I Just Called to Say” nel settembre 1976, e che il cantante avrebbe loro rubato il ritornello e l’idea per il titolo. In realtà Wonder ha detto di aver scritto il ritornello di “I Just Called to Say I Love You” il 16 luglio 1976 mentre tornava a casa da una visita a sua madre. Garrett, amico d’infanzia di Steve e co-autore del suo successo “Signed, Sealed, Delivered I’m Yours” si ritirerà dalla causa quasi subito, ma Chiate ha proseguito fino a perdere la causa nel 1990, e l’appello nel 1992. Questa causa legale però ha creato qualche problema per l’aggiudicazione del premio Oscar, in quanto sono premiabili solo le canzoni scritte appositamente per i film. Wonder ha dichiarato che comunque solo una parte della musica era stata già composta, e che è stata modernizzata, e inoltre che il testo è stato scritto apposta per il film, così la cosa si è fermata lì e il cantante si è potuto tenere il premio. Sebbene questa sia certo una delle canzoni meno politicamente impegnate in assoluto,  ha dato a Wonder un’occasione per aiutare a porre fine all’apartheid in Sud Africa. Quando la canzone ha vinto l’Oscar, Wonder ha detto nel suo discorso: «Vorrei accettare questo premio nel nome di Nelson Mandela». Il giorno dopo il governo sudafricano ha vietato la sua musica, poiché Mandela era un nemico dello stato, chiuso in carcere dal 1962. La cosa ha attirato molta attenzione dei media internazionali su Mandela e sulla sua lotta contro l’apartheid e, nel 1985, un collettivo di musicisti chiamato Artists United Against Apartheid ha pubblicato la canzone “Sun City“, prendendo posizione contro gli artisti che si esibivano nella famosa località in Sud Africa. Wonder, orgoglioso del divieto, ne ha parlato nelle interviste e ha incluso la canzone “It’s Wrong (Apartheid)” nel suo album “In Square Circle” del 1985. Il movimento è culminato nel Free Nelson Mandela Concert del 1988 al Wembley Stadium di Londra, dove Sting, Peter Gabriel, Whitney Houston e diverse altre star si sono esibite. Wonder ha aperto il suo set proprio con “I Just Called To Say I Love You“, divenuta quindi in qualche modo una canzone “politica” al di là dei suoi reali contenuti.

Autore: Stevie Wonder
Anno di pubblicazione: 1984

 

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