Judy Garland – Over the Rainbow

Fai sapere che ti piace!

Se una canzone incanta gli ascoltatori di tutte le età da quasi 80 anni, deve avere qualcosa di speciale. Composta per la colonna sonora del film di culto “Il Mago di Oz” del 1939, diventato poi un musical teatrale a Londra nel 2011, “Over the rainbow” è stata composta, come quasi tutte le canzoni del film, da Harold Arlen per quanto riguarda la musica, e Yip Harburg per i testi, due compositori che avevano già diversi successi popolari alle spalle. Ad Arlen venne in mente la melodia mentre era seduto nella sua auto di fronte allo Schwab’s Drug Store di Hollywood. La sottopose ad Harburg che però all’inizio non ne fu troppo entusiasta, perché pensava che fosse troppo lenta. Arlen si consultò allora col grande compositore Ira Gershwin, che accelerò il ritmo, al che Harburg tirò fuori le parole. Il titolo originale della canzone era “Over the Rainbow is where I want to be“, che fu ben presto accorciato in “Over the Rainbow”. Il testo ha un significato blandamente politico, in quanto Harburg stava esprimendo speranza per l’America sotto il programma del “New Deal” del presidente Franklin Roosevelt, pensato per far uscire gli Stati Uniti dalla Grande Depressione nei primi anni ’30. Per il ruolo di protagonista del film la produzione aveva pensato inizialmente a Shirley Temple, che all’epoca aveva poco più di 10 anni ma era già una star del cinema. Per problemi contrattuali – la Temple apparteneva a un’altra casa di produzione – alla fine fu scelta Judy Garland – che sarà poi la madre di Liza Minnelli – che dovette recitare tutto il film strizzata in un busto per schiacciarle il seno, in quanto aveva 17 anni e un fisico già da donna, mentre doveva interpretare una bambina di 12 anni. Il 7 ottobre 1938, la Garland registrò la canzone sul palcoscenico della MGM con un arrangiamento di Murray Cutter. Nel settembre 1939, una registrazione in studio della canzone, non della colonna sonora del film, fu registrata e pubblicata come singolo per la Decca. La versione presente nel film di “Over the Rainbow” non fu disponibile al pubblico finché la MGM non pubblicò la colonna sonora nel 1956, in concomitanza con la première televisiva de “Il mago di Oz“. Nel film la protagonista Dorothy, dopo un rimprovero della zia che le dice di viaggiare meno con la fantasia, canta questa canzone in cui sogna di trovarsi in un mondo magnifico, dove il cielo e gli uccellini sono azzurri e dove tutti possono vivere felici. Il brano però rischiò di essere tolto dal film dopo un’anteprima a San Luis Obispo perché l’amministratore delegato della MGM Louis B. Mayer e il produttore Mervyn LeRoy pensavano che “rallentasse il film”. Per fortuna ci furono le proteste del produttore associato Arthur Freed e di Roger Edens, coach vocale e mentore di Judy Garland. La canzone finì per vincere il premio Oscar nel 1939 come “Miglior canzone originale”. Il film stesso fu candidato a 6 premi Oscar, ma ebbe la sfortuna di scontrarsi con “Via col vento”, uscito lo stesso anno, e dovette accontentarsi così solo di questo premio, anche se nel corso dei decenni il suo successo non è mai cessato, tanto che l’associazione dei discografici statunitensi l’ha votata al primo posto nella Lista delle Canzoni del Secolo. Dopo l’uscita del film “Over the Rainbow” è diventata la canzone che ha identificato Judy Garland presso il pubblico. L’ha eseguita per trent’anni, cantandola sempre esattamente come aveva fatto per il film, dicendo che voleva rimanere fedele al personaggio di Dorothy e al messaggio di voler essere da qualche parte oltre l’arcobaleno. C’è anche qualcosa di italiano in questa grande canzone. Infatti la canzone presenta una certa somiglianza armonica e melodica con il tema dell’intermezzo (noto come Sogno di Ratcliff) dell’opera Guglielmo Ratcliff di Pietro Mascagni, composto nel 1895, anche se – come abbiamo visto spesso – prendere ispirazione dalla musica classica è sempre stata una prassi comune nel campo della musica popolare. Da allora la canzone è stata interpretata da un numero enorme di cantanti, e farne anche solo una lista parziale sarebbe impossibile; basti pensare che se ne contano oltre 650 versioni.
Una menzione particolare la merita l’emozionante e originale versione del cantante hawaiano Israel Kamakawiwo’ole, che la registrò, accompagnandosi solo con l’ukulele, in un medley con “What A Wonderful World” di Louis Armstrong per il suo album del 1993 “Facing Forward“, versione che è apparsa in tanti film tra cui “Alla ricerca di Forrester“, “Vi presento Joe Black” e “50 volte il primo bacio“, nonché nelle serie TV “E.R. – Medici in prima linea” e “Scrubs“. Nell’ultima parte della sua vita Kamakawiwo’ole a causa di  una grave forma di obesità arrivò a pesare 348 kg . Più volte ricoverato in ospedale morì per problemi respiratori nel 1997, all’età di 38 anni.

Autori: Harold Arlen / Yip Harburg
Anno di pubblicazione: 1939

 

 

1 Trackback / Pingback

  1. "What a wonderful world", il grande successo di Louis Armstrong composto per ritrovare armonia nell'America tormentata degli anni 60 |

Leave a Reply

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*