Whitney Houston – I will always love you

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Guardia del corpo” (“The Bodyguard“, film del 1992 diretto da Mick Jackson e interpretato da Kevin Costner e Whitney Houston (al suo vero e proprio esordio cinematografico), è un film gradevole e di discreto successo; sorprendentemente la sua soundtrack è la colonna sonora in assoluto più venduta di tutti i tempi, certificata disco di diamante negli Stati Uniti, e cioè con almeno 10 milioni di dischi venduti, mentre nel mondo le vendite hanno superato i 45 milioni di copie. Molto del merito di questo eccezionale e incredibile risultato è della canzone portante “I will always love you“, una delle più belle e famose interpretazioni della compianta Whitney Houston, singolo che da solo vendette oltre 16 milioni di copie. Anche se il successo planetario della versione della Houston è del 1992, la canzone in realtà è stata scritta nel 1973 dalla cantautrice country Dolly Parton. Ma raccontiamo la storia come si deve.

È il 13 giugno 1973 quando Dolly Parton entra negli studi RCA di Nashville – la patria del country americano – per incidere questa canzone, scritta per il suo ex-partner e mentore Porter Wagoner, dal quale si separa professionalmente dopo una collaborazione durata sette anni. Non è quindi una canzone d’amore in senso convenzionale, ma un’attestazione di amicizia e di stima per un amico e collega dal quale aveva deciso di separarsi. Ha detto la stessa Parton: «Ho scritto quella canzone per dire: “Ecco come mi sento, ti amerò sempre, ma devo andare”». “I Will Always Love You” è stato pubblicato il 6 giugno 1974, come secondo singolo dal tredicesimo album in studio solista di Dolly Parton, “Jolene“. Nel 1982, la Parton ha ri-registrato la canzone, quando è stata inclusa nella colonna sonora del film “Il più bel casino del Texas“. Inoltre la registrazione originale della canzone del 1974 è apparsa anche nel famoso film di Martin ScorseseAlice non abita più qui” del 1974. Poco dopo la pubblicazione del singolo Dolly riceve una di quelle richieste che ti possono sconvolgere: viene contattata nientemeno che da Elvis Presley che ha intenzione di registrarne una cover, e ha intenzione di avere anche lei in studio durante la registrazione. Alla cantautrice sembra di toccare il cielo con un dito ma ha una doccia fredda quando viene informata che Elvis pretende la metà dei diritti, un’idea istigata dal suo manager, il Colonnello Tom Parker. Dolly rifiuta anche se a malincuore. «Le mie canzoni erano ciò che stavo lasciando per la mia famiglia e non volevo rinunciarvi – ha detto a Mojo nel 2004 – La gente diceva che ero stupida, ho pianto tutta la notte, avrei ucciso per sentirlo cantare la mia canzone. Alla fine, quando Whitney l’ha registrata, sono stata contenta di aver resistito». Come si vede una canzone dalla vita lunga, e ovviamente non è finita qui…

Arriviamo dunque al 1992, e al film “Guardia del corpo“. Il progetto iniziale prevede che la Houston nel finale del film canti “What Becomes of the Brokenhearted“, un vecchio classico di Jimmy Ruffin che dovrà diventare la canzone portante della pellicola. Whitney è entusiasta della scelta, ma Costner – che è anche co-produttore del film – scopre che quella canzone è stata usata solo l’anno prima in “Pomodori verdi fritti alla stazione del treno“, e suggerisce di usare una canzone incisa da Linda Ronstadt nel 1975, una cover di “I will always love you”, ed è questa versione che porta alla Houston e al produttore del film David Foster. Whitney approva la scelta, anche se Clive Davis, il capo della Arista Records, rimane perplesso dalla scelta dell’attore, ma Costner insiste e si mostra irremovibile. «Non mi importava quante volte fosse già passata alla radio, non me ne fregava niente. Era la canzone perfetta per il film e non ho ceduto» dirà più avanti. Anche l’idea dell’inizio a cappella è dello stesso Costner (che, ricordiamolo, è anche un cantante e chitarrista), e non bisogna stupirsi del potere che all’epoca l’attore aveva nell’ambiente del cinema, visto che l’anno prima “Balla coi lupi” aveva vinto ben 7 Premi Oscar! Come previsto da Kevin la canzone si rivela inaspettatamente perfetta per la voce della Houston e intercetta i gusti del pubblico pop, soul e  R&B, diventando in breve una delle canzoni più trasmesse dalle radio. Ed è proprio alla radio che Dolly Parton ascolta per la prima volta la nuova versione della sua canzone. Ha raccontato lei stessa: «Ho acceso la radio e all’improvviso ho sentito la parte a cappella. Sentivo che era qualcosa di familiare, e poi quando mi sono resa conto di quello che stavo ascoltando, quando Whitney è arrivata al ritornello… ho dovuto fermare la macchina perché mi sentii il cuore quasi balzare fuori dal mio corpo. Il modo in cui ha preso quella mia semplice canzone e ne ha fatto una cosa così potente… è diventata quasi la sua canzone!». Oltre a vendere, come abbiamo detto, oltre 16 milioni di copie nel mondo, “I will always love you” ha fatto incetta di premi, tra cui 2 Grammy Awards, 2 American Music Awards, 4 Billboard Music Awards, 1 World Music Awards e 1 MTV Movie Awards. Nel febbraio del 2012, dopo la morte di Whitney Houston, il brano è tornato nelle classifiche internazionali vendendo 872.000 copie negli Stati Uniti durante i primi sei mesi dell’anno.
Infine una curiosità. Nel 2002, il leader iracheno Saddam Hussein ha indetto un finto “referendum” sulla sua leadership, facendo trasmettere trasmissioni elettorali sulle tre stazioni televisive controllate dal Governo, usando come colonna sonora proprio “I Will Always Love You“, nella versione araba della stella siriana Mayyada Bselees. Come si sa né Whitney Houston, né Dolly Parton né Linda Ronstadt hanno avuto però l’onore di aiutare Saddam a mantenere il suo potere.

Autore: Dolly Parton
Anno di pubblicazione: 1992 (versione di W. Houston) / 1974 (versione di D. Parton)

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