Ray Parker Jr. – Ghostbusters

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Ghostbusters – Acchiappafantasmi” è certamente un classico del cinema degli anni ’80. Diretto nel 1984 da Ivan Reitman e interpretato da Bill Murray, Dan Aykroyd e Harold Ramis, un gruppo di attori provenienti dalla celebre trasmissione Tv “Saturday Night Live“, oltre che da Sigourney Weaver e Rick Moranis, è stata inserita alla posizione numero 28 nella lista delle migliori cento commedie statunitensi di sempre, secondo un sondaggio effettuato dall’American Film Institute, e nel 2015 è stato scelto per essere conservato nel National Film Registry della Biblioteca del Congresso degli Stati Uniti. Come spesso accade, un film di così grande successo ha una colonna sonora di altrettanto successo, e infatti così accadde.

Il cantante e chitarrista Ray Parker Jr. nel 1983, dopo lo scioglimento dei Raydio, la band con cui ha fatto 4 album di successo, sta proseguendo una onesta carriera solista, ma certo non immagina il successo che gli capiterà addosso di lì a poco. La storia del suo più grande successo inizia con il regista Ivan Reitman che è molto agitato: il film è già in fase di montaggio e ancora manca una canzone portante. Sono state già presentate qualcosa come 60 canzoni, ma nessuna soddisfa appieno il regista e i produttori, tra cui una anche di Lindsay Buckingham, chitarrista e cantante dei Fleetwood Mac, che però si ritira perché ha appena scritto una canzone per il film “National Lampoon’s Vacation” e non vuole essere conosciuto come un autore di colonne sonore. Il destino vuole che in quei giorni Parker si trovi a Los Angeles per collaborare alla canzone “Mr. Telephone Man” dei New Edition, e viene contattato da un amico, che lavora alla  Columbia Pictures, che gli propone di provare a comporre una canzone per il film “Ghostbusters“. Benché il produttore Clive Davis non sia d’accordo sulla scelta, in quanto fino a quel momento Ray Parker è noto soprattutto per delle canzoni d’amore, Reitman lo invita a vedere il film ancora in un montaggio provvisorio. Tutto Ok, dice Parker, lo farò volentieri, ma c’è un “piccolo” problema: la canzone deve essere pronta in 2/3 giorni al massimo. Non solo: nel testo ci deve essere assolutamente la parola “Ghostbuster“. Ha detto lo stesso Parker in un’intervista «Sembra facile ora che ascolti la canzone, ma se qualcuno ti dicesse di scrivere una canzone con dentro la parola “Ghostbusters”, che non hai mai sentito né tanto meno usato in vita tua… quella è stata la parte più difficile, inserire il titolo nella canzone». La musica nasce piuttosto velocemente ma Parker si incaglia sul testo e già teme di non riuscire a tenere fede all’impegno preso, finché alle 4 di notte alla Tv non vede uno spot pubblicitario e nella sua mente si accende una scintilla: scrive il testo come se si trattasse di uno slogan pubblicitario: “Who you gonna call? Ghostbusters!” (“Chi chiamerai? Gli Acchiappafantasmi!“). A questo punto si pone un altro problema: l’accordo iniziale è che Parker avrebbe dovuto comporre un tema lungo 20/25 secondi, solo per accompagnare la scena nella Biblioteca, e difatti questo è quello che presenta a Reitman, che però adesso chiede di trasformare quello che è poco più di un jingle in una vera e propria canzone. Parker non si scompone più di tanto, è uno che in sala di registrazione ci sa fare – del resto ha suonato quasi tutti gli strumenti nella canzone –  così si arma di pazienza e con un ingegnoso lavoro di taglia-e-cuci riesce a trasformarla in una canzone di 4 minuti. Pubblicato nel maggio del 1984 il singolo raggiunge in agosto la prima posizione della classifica di Billboard dove resta al comando per tre settimane; arriva primo anche in Canada, Spagna, Francia, Belgio e Sudafrica ed entra nella Top 10 in tutto il mondo, Italia compresa dove però si ferma all’ottava posizione. Ottiene una nomination agli Oscar come “Miglior canzone originale” ma viene battuta da “I just called to say I love you” composta da Stevie Wonder per il film “La signora in rosso“. Nel video clip, diretto dallo stesso regista del film Ivan Reitman, appaiono in brevi cameo numerose star tra cui Carly Simon, Peter Falk, John Candy, Danny De Vito, Irene Cara e Chevy Chase.
Non tutto però fila liscio. Poco dopo l’uscita del film – e del disco di Parker – il cantante Huey Lewis denuncia il compositore per plagio, in quanto “Ghostbusters” presenterebbe molte – troppe secondo Lewis – somiglianze col suo successo “I Want a New Drug“, che era stata pubblicata l’anno prima. In effetti il tempo, la linea di basso e l’atmosfera stessa della canzone hanno molto in comune. Il regista Ivan Reitman ha ammesso ad Esquire nel 2014 che era un grande fan di Lewis, per cui le scene del film erano state originariamente montate proprio sulla sua canzone. Può darsi quindi che quando Parker fu invitato ad assistere al montaggio provvisorio abbia visto quelle scene con la canzone di Lewis in sottofondo, ma Reitman ha specificato «Ghostbusters” ha praticamente lo stesso tipo di riff, ma è una canzone totalmente originale, testi originali, tutto originale». In ogni caso la causa è stata risolta in via extragiudiziale, ma nel 2001, Lewis ha rivelato in un’intervista a Behind the Music di VH1 che la Columbia Pictures aveva pagato a Lewis una cifra come rimborso, violando in tal modo un accordo di riservatezza che era stato firmato dalle parti. Parker comunque ha sempre minimizzato tutta la questione: «Prima di tutto non so molto della polemica di Huey Lewis. C’erano circa 10-15 persone coinvolte nella causa, tutti dicevano di aver scritto quella canzone – ha detto nel 2016 – Avevo un avvocato meraviglioso che non mi ha detto nulla su nessuna delle cause legali, quindi non ne so molto. So che c’era un ordine di riservatezza che è stato violato, e non nego che da questo ho anche guadagnato molti soldi, ma della causa in sé dopo 30 anni ancora non ne so molto». Comunque Lewis si consolerà l’anno dopo realizzando “The power of love” per la colonna sonora del film “Ritorno al futuro“.
Dopo questo grande successo, per la verità, la fama di Ray Parker si è un po’ offuscata, almeno a livello internazionale, ma in un’intervista, alla domanda se fosse stanco di essere avvicinato da persone che gridavano “Who you gonna call?” (“Chi chiamerai?” citando il testo della canzone), Parker ha risposto: «Sarebbe come dire “sono stanco di tenere in tasca il biglietto vincente della lotteria?” No certo. Nelle scuole dei miei figli, mi rende famoso tra i bambini piccoli».

Autore: Ray Parker Jr.
Anno di pubblicazione: 1984

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