ABBA – Mamma Mia

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Hanno fatto storcere il naso a tanti “puristi” del rock per anni, spesso frettolosamente etichettati come musica-spazzatura, pop da classifica da 4 soldi… eppure 400 milioni di dischi venduti (numero superato solo da Beatles, Elvis Presley, Madonna e Michael Jackson) dimostrano che il successo degli ABBA è stato ben più che effimero. La band dei 4 svedesi non è altro che uno dei tanti esempi di artisti pop che, odiati o snobbati negli anni 70, hanno poi successivamente ottenuto tardivamente il riconoscimento che meritavano. Se poi consideriamo che il gruppo non veniva né dall’Inghilterra né dagli Stati Uniti, ma dalla periferica Svezia, allora dobbiamo ammettere che se hanno conquistato le classifiche di tutto il mondo qualche marcia in più dovevano averla. Ispirati dichiaratamente ai Beatles, ai Mama & Papas e ai Beach Boys (ma anche, come ha detto Benny Andersson in un’intervista a Panorama, alla musica melodica italiana fine anni sessanta ed inizi anni settanta), gli ABBA hanno saputo unire melodie irresistibili e raffinati impasti vocali al nascente ritmo della disco-music, condendo il tutto con un look kitsch e luccicante che esasperava lo stile del glam rock che andava per la maggiore in Inghilterra e in Europa.

Nel 1975 il gruppo è al lavoro per ultimare quello che ufficialmente è il suo terzo album, ma il secondo destinato al mercato internazionale dopo il successo di, “Waterloo“, la cui canzone omonima aveva vinto nel 1974 l’Eurovision Song Contest (all’epoca semplicemente Eurofestival). Il disco è quasi ultimato, manca solo una canzone e, come spesso capitava, un giorno il loro manager Stig Anderson si presenta a casa di Björn UlvaeusAgnetha Fältskog, che si sono sposati nel 1971, con un titolo intorno a cui costruire una canzone, una frase italiana, “Mamma Mia“, che nei paesi anglosassoni si usa per esprimere sorpresa.  Björn e Benny Andersson, l’altro maschietto del gruppo, iniziano a lavorare su quest’idea nella biblioteca di Björn  nel sobborgo di Lidingö a Stoccolma, insieme allo stesso Anderson, responsabile del titolo. Il loro metodo di composizione è quasi sempre lo stesso: Björn e Benny si chiudono in studio a suonare, provare e comporre finché non nasce qualcosa di concreto. Poi si riuniscono con Agnetha e Frida per rifinire la canzone, che di solito ha un testo fittizio, e alla fine Björn si occupa della composizione del testo definitivo. “Mamma Mia” presenta una particolare dissonanza tra la melodia, orecchiabile e allegra, e il testo che invece è piuttosto drammatico e racconta del dolore profondo di lasciare andare qualcuno che invece vorresti ancora con te. Ha raccontato lo stesso autore Björn Ulvaeus: «All’inizio i testi erano una sorta di male necessario per noi, solo qualcosa che dovevi cantare, ma dal terzo album, quando la mia conoscenza dell’inglese era migliorata perché avevamo viaggiato molto, ho iniziato a pensare che sarebbe stato bello anche dire qualcosa e che la gente avrebbe ascoltato con maggiore interesse quello che cantavamo». Il 12 marzo 1975, meno di sei settimane prima della pubblicazione del nuovo album, Björn e Benny iniziano a lavorare su “Mamma Mia” al Metronome Studio di Stoccolma, il luogo di registrazione preferito dagli ABBA prima di aprire il proprio Polar Studio. Con loro in studio il batterista Roger Palm, il bassista Mike Watson e il chitarrista Finn Sjöberg. Successivamente, Agnetha e Frida aggiungono le voci principali alla registrazione, prima che vengano sovraincisi gli archi il 15 marzo. “Mamma Mia“‘ è un buon esempio di come gli ABBA amavano esplorare tutte le possibilità dello studio di registrazione. Ha detto una volta Benny: «Mamma Mia” è uno di quei tipici brani che non funzionano molto bene quando li suoni solo con un pianoforte o una chitarra». Il gruppo era sempre alla ricerca di trucchi e trovate per rendere le registrazioni un po’ più interessanti, e questo ha portato alla sovraincisione di una marimba, il cui particolare timbro è udibile all’inizio della canzone. Ricorda ancora Benny: «C’era questa marimba appoggiata in un angolo dello studio, così, quando la canzone stava andando, e tutti suonavano, abbiamo pensato, “Va abbastanza bene, Ok, ma non vi sembra che manchi qualcosa? È come se quattro o cinque ragazzi provassero a suonare qualcosa insieme”… “Ho iniziato a suonare sulla marimba. Volevo solo vedere come suonava e… ha cambiato il corso della canzone. Ha creato un inizio davvero orecchiabile e inconfondibile». Quando l’album esce non si prevede di fare uscire “Mamma Mia” come singolo, poi accade che in Australia un altro singolo tratto dall’album, “I do, I do, I do, I do, I do“, raggiunge il numero 1 delle classifiche. La Rca australiana chiede che “Mamma Mia” venga pubblicata come singolo, e, pubblicato nell’agosto 1975, il singolo resta in cima alla classifica per 10 settimane. Solo a questo punto si decide di pubblicare la canzone come singolo anche in Europa, dove arriva al primo posto in Inghilterra, Irlanda, Svizzera e Germania. Per uno strano scherzo del destino, la canzone di cui “Mamma Mia” prende il posto in vetta alla classifica inglese è “Bohemian Rhapsody” dei Queen, che contiene la frase “Mamma mia” nel testo. Nel 1999 debutta a Londra il musical “Mamma Mia” basato sulle canzoni degli ABBA, che nel 2008 diventerà un film di grande successo diretto da Phyllida Lloyd, e che diventerà in Gran Bretagna il DVD più venduto di tutti i tempi, con più di 5 milioni di copie al suo attivo.

Autori: B. Andersson / S. Anderson / B. Ulvaeus
Anno di pubblicazione: 1975

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