Village People – Y.M.C.A.

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Indiscutibilmente un inno dell’epoca della disco-music. Una canzone che ancora oggi, a distanza di 40 anni, riempie le piste da ballo e non può mancare in una festa come si deve. Y.M.C.A. è la sigla di Young Men’s Christian Association (Associazione Cristiana dei Giovani), un’organizzazione fondata a Londra nel 1844 in ambiente cristiano-evangelico per fornire sostegno ai giovani e alle loro attività. Prima della legalizzazione dell’omosessualità, molti uomini usavano spesso le YMCA locali come luoghi dove poter incontrare senza pericoli altri uomini. Nel 1977 i produttori Jacques Morali e Henri Belolo assemblano un gruppo progettato per attirare il pubblico gay parodiando in un certo senso gli stereotipi stessi dell’immaginario legato al mondo americano dell’omosessualità. Nascono così i Village People, con ruoli e costumi accuratamente selezionati: il cowboy, il motociclista, il soldato, il poliziotto, il pellerossa e l’operaio edile con tanto di elmetto, e vengono ingaggiati due autori di canzoni, Phil Hurtt e Peter Whitehead, assoldati per comporre delle canzoni che possano avere riferimenti gay, anche se mai espliciti. Tuttavia, contrariamente a quanto tutti hanno sempre creduto, i Village People non erano un gruppo composto esclusivamente da gay: solo il cowboy Dave Forrest e l’indiano Felipe Rose lo erano. Gli altri erano etero, ma tutti hanno interpretato stereotipi gay perché il gruppo è stato commercializzato dalla comunità GLBT che all’epoca era in qualche modo associata alle discoteche. Nel 1978 il gruppo sta ultimando le registrazioni del terzo album “Cruisin” ma ha bisogno di una canzone come riempitivo per raggiungere il minutaggio minimo di un LP. A Jacques Morali torna in mente quando aveva conosciuto Randy Jones (il cowboy) al McBurney YMCA sulla 23esima Strada, un luogo dove i giovani gay potevano allenarsi in palestra, giocare a basket, nuotare, mangiare e anche affittare una stanza. Così in meno di 20 minuti scrive la canzone – melodia, ritornello e struttura – e la passa a Victor Willis (il poliziotto) che è il cantante solista del gruppo e autore di molti testi, perché la rifinisca. Ha raccontato David Hodo (l’operaio edile): «Ero un po’ scettico riguardo ad alcuni dei nostri successi, ma nel momento in cui ho sentito “Y.M.C.A.“, ho capito che aveva qualcosa di speciale. Perché suonava come una pubblicità. E a tutti piacciono gli spot pubblicitari. “Y.M.C.A.” ha certamente un’origine gay. Questo è quello che stava pensando Jacques quando l’ha scritta, perché il nostro primo album (del 1977) è stato probabilmente l’album più gay di sempre. Voglio dire, guardaci. Eravamo un gruppo gay. La canzone è stata scritta per celebrare gli omosessuali all’YMCA? Sì. Assolutamente. E i gay la adorano». Pubblicato il 13 novembre 1978, il singolo raggiunge il numero 2 nelle classifiche americane all’inizio del 1979 e il primo posto nelle classifiche di Gran Bretagna, Austria, Germania, Canada, Australia, Finlandia, Olanda, Svezia, arrivando anche al n° 1 in Italia, diventando il più grande successo della band ed entrando nel numero dei 40 singoli che hanno venduto 10 (o più) milioni di copie in tutto il mondo. Ancora oggi la canzone è usata in molti eventi sportivi negli Stati Uniti e in Europa; VH1 ha inserito  nel 2000 “Y.M.C.A.” al numero 7 nella sua lista delle 100 Greatest Dance Songs (100 più grandi canzoni dance), e Paste Magazine ha classificato il brano numero 1 nella lista dei 60 Best Dancefloor Classics (60 migliori classici da ballo) nel febbraio 2017. Nel 2009, “Y.M.C.A.” è stata inserita nel Guinness World Book of Records quando quasi 44.000 persone hanno ballato la canzone con il gruppo che cantava dal vivo alla partita di football del Sun Bowl tra Oregon State e Pittsburgh a El Paso.

Autori: Morali / Willis
Anno di pubblicazione: 1978

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