Pooh – Pensiero

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Alla fine degli anni 60 i Pooh, dopo diversi cambiamenti di organico, sono diventati un quartetto: Valerio Negrini alla batteria, Mario Goretti alla chitarra, Roby Facchinetti alle tastiere e Riccardo Fogli al basso e alla voce solista. Dopo il successo di “Piccola Katy” (1968) – che era in realtà il Lato B di “In silenzio” – Dodi Battaglia prende il posto di Mario Goretti alle chitarre, ma nonostante l’effimero successo della canzone i primi 33 giri del gruppo vengono quasi ignorati, e il gruppo rischia lo scioglimento. Nel 1971 i Pooh, delusi e amareggiati, rompono il contratto con la Vedette e approdano alla Cbs, e iniziano la collaborazione col produttore Riccardo Lucariello che darà un contributo essenziale alla loro carriera. Coetaneo dei membri del gruppo, Lucariello ha l’importante idea di ricercare sonorità suggestive facendo suonare i Pooh insieme ad una grande orchestra sinfonica diretta da Gianfranco Monaldi (anche di sessanta elementi) e di concentrare i loro testi sulle tematiche amorose. Nasce così il grande successo di “Tanta voglia di lei“, che esce nell’aprile del 1971 e riporta i Pooh in classifica, da cui mancavano dal 1968, dopo il discreto successo di “Piccola Katy“. Pochi mesi dopo, in settembre, con “Tanta voglia di lei” ancora al n.1 in classifica, i Pooh fanno una mossa a sorpresa, pubblicando un nuovo 45 giri, “Pensiero“. Ha raccontato il produttore Giancarlo Lucariello: «La precedente esperienza negativa dei Pooh con “Piccola Katy” e il silenzio che le aveva fatto seguito mi spaventava, cosi quando mi trovai di fronte a “Pensiero“, un autentico colpo di genio di Valerio Negrini, decisi che doveva uscire subito e riuscii ad imporre questa decisione, che credo sia stata una delle ragioni che impose all’attenzione del grande pubblico il valore del gruppo. Era un pezzo vincente, ma molto diverso nella struttura da “Tanta voglia di lei”. C’era la stessa orchestra, ma stavolta non per dare un’atmosfera ma per dare ritmo. Avevamo creato un tipo di suono riconoscibile, con il quale eravamo in grado di spiazzare per la diversità delle canzoni». “Pensiero” arriva al n 1 della hit-parade nel mese di dicembre, e ci rimane per un mese, vendendo in totale più di 850.000 copie, e finendo per superare il successo di “Tanta voglia di lei“, insieme alla quale costituirà la base per l’album “Opera prima“. Il testo, nonostante tutti abbiano sempre pensato che raccontasse una storia d’amore, è narrato in prima persona da un carcerato. Ha detto Roby Facchinetti: «È dedicato a una persona che viene ingiustamente accusata di qualcosa, ma non c’è un riferimento a qualcuno in particolare. Comunque, chi lo sa, forse è stata una fortuna che l’allusione non sia stata capita, se no ci avrebbero accusato di essere solidali con qualche brigatista in carcere… Anzi, Lucariello intervenne per cancellare dal testo di Negrini la parola “prigione” a favore di una libera interpretazione. Col senno di poi, se dovessimo riscriverla oggi forse saremmo più espliciti». Il gruppo, ricordiamolo, viene dall’epoca beat e non sa bene cosa aspettarsi da un uso così imponente dell’orchestra, ma Lucariello, che pur giovanissimo ha già le idee molto chiare, capisce che potrebbe essere proprio quello il valore aggiunto che può distinguere i Pooh dagli altri gruppi dell’epoca: usare l’orchestra senza esserne schiacciati o condizionati, ma lasciando emergere lo stesso la forza del gruppo. Ricorda ancora Facchinetti: «La cosa bellissima è il contrappunto dell’orchestra: un organico consistente, una sessantina di elementi. Oggi a pensarci sembra una cosa enorme, ma in quegli anni non c’era nemmeno bisogno di un budget particolarmente elevato, era una possibilità perfettamente abbordabile: in quegli anni la presenza dell’orchestra in un disco non era così inusuale, anzi, per molti cantanti era logico e scontato. Lucariello poi aveva deciso di fare produzioni di questo tipo, cercava un suono pieno, sinfonico. Tutti noi capimmo che dopo i primi anni in sordina durante i quali avevamo cercato la nostra strada, l’avevamo finalmente trovata, e quel tipo di approccio ci avrebbe permesso di esplodere a livello di personalità. In tutto questo devo ringraziare il Maestro Franco Monaldi che è stato uno dei più grandi arrangiatori per orchestra, con il suo modo particolare di mescolare gli strumenti negli arrangiamenti e la sua grande sensibilità». Con questa canzone nasce anche l’idea, sempre di Lucariello, di far cantare alcune canzoni in coro da tutto il gruppo, inaugurando così quegli impasti vocali che diventeranno un tratto caratteristico della band.  Questo fu però anche uno dei motivi che acuirono l’attrito tra Riccardo Fogli, fino a quel momento cantante solista dei Pooh, e il resto della band. Già infastidito dal fatto che “Tanta voglia di lei” era stata cantata da Dodi Battaglia, Fogli comincia a maturare la decisione di lasciare il gruppo. Ha ricordato Lucariello: «Una delle mie paure era che diventassimo Riccardofoglidipendenti… Così dopo aver fatto cantare “Tanta voglia di lei” a Dodi Battaglia, decisi di rinunciare alla sua voce solista anche in “Pensiero”, per farli cantare tutti insieme. Riccardo non la prese bene. E proprio in quel periodo cominciò la sua storia con Patty Pravo, che lo portò sui giornali rosa e causò una piccola frattura all’interno dei Pooh…». Poco dopo l’uscita dell’album “Opera Prima” Valerio Negrini decide di rinunciare al ruolo di batterista, ruolo che verrà assunto da Stefano D’Orazio, per rimanere comunque il quinto Pooh occulto continuando a scrivere i testi di tante canzoni del gruppo. Una delle principali cause di questa defezione è probabilmente da ricercare nei rapporti difficili che intercorrono tra lui e il produttore Giancarlo Lucariello, che come abbiamo visto è uno con le idee molto chiare e che impone ai suoi musicisti delle rigide regole di comportamento e puntualità, regole che comunque hanno fatto dei Pooh il gruppo più duraturo d’Italia.
Nel 1998 “Pensiero” fu al centro di una causa di plagio, nei confronti di Alanis Morrissette colpevole di essersi ispirata un po’ troppo, secondo Facchinetti e Negrini, al loro successo per la canzone “Mary Jane“. Indubbiamente le prime note della strofa iniziale sono molto simili, ma i Pooh persero la causa, in quanto l’esperto consultato dagli avvocati della Morissette  scoprì che c’è un passaggio vagamente simile in un brano di musica classica, e ha stabilito che il pezzo è sì ispirato a qualcosa, ma che è un pezzo precedente, di pubblico dominio, cui potrebbero essersi ispirati anche i Pooh. Ha commentato Facchinetti: «Il mio parere? Beh, io sicuramente non mi permetto di fare il processo alle intenzioni, ma da compositore mi è rimasta la sensazione che chi ha composto “Mary Jane” abbia sentito, almeno una volta, “Pensiero“. L’attacco ha la stessa ripetizione, la stessa cadenza. Comunque il giudice ha deciso altrimenti perché credo che l’idea è che un pezzo possa considerarsi “originale” se sino ad ora nessuno può dire di aver mai fatto qualcosa di simile. Certo che se passa questo principio, sarà praticamente impossibile dire “Nessuno mai al mondo ha fatto qualcosa di simile”, perché dopo tanti anni che vivo di musica ritengo che gira e rigira sia stato inventato tutto o quasi, e tutti noi musicisti abbiamo ricominciato da capo almeno venti volte, finendo per scopiazzarci, anche involontariamente». 

Autori: Facchinetti / Negrini
Anno di pubblicazione: 1971

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