Beatles – All You Need is Love

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All’inizio del 1967, la BBC iniziò a pubblicizzare un imminente evento televisivo dal vivo che avrebbe «per la prima volta in assoluto, collegato cinque continenti e portato l’uomo faccia a faccia con l’umanità, in luoghi distanti come Canberra e Cape kennedy, Mosca e Montreal, Samarcanda e Soderfors, Takamatsu e Tunisi». Questo ambizioso programma si sarebbe intitolato “Our World” (“Il nostro mondo”), il primo programma televisivo al mondo che si proponeva di collegare cinque continenti contemporaneamente via satellite. Diciotto paesi accettarono di fornire contributi dal vivo, e tredici paesi aggiuntivi accettarono di trasmettere l’evento. Si prevedeva un’audience di 500 milioni di spettatori, cosa che avrebbe reso questo il programma televisivo più ambizioso e storico del suo tempo. Il programma sarebbe andato in onda il 25 giugno del 1967, per 6 ore di durata, in diretta in cinque continenti (in Italia lo trasmise l’unica rete allora esistente, quella che oggi sarebbe Rai 1). In pratica il programma si proponeva di presentare le eccellenze del mondo intero, e furono invitati a contribuire artisti del calibro di Pablo Picasso, Maria Callas e Franco Zeffirelli. L’Inghilterra, organizzatrice dello spettacolo, giocò la sua briscola e annunciò che i Beatles si sarebbero esibiti dal vivo con una canzone scritta apposta per l’occasione.

Sebbene la canzone sia stata scritta e registrata in poco tempo, in realtà già un paio di mesi prima, mentre il gruppo era in studio per completare le registrazioni di “Sgt. Pepper“, Brian Epstein, lo storico manager dei Fab Four, aveva fatto una delle sue rare visite in studio annunciando con enfasi: «Ragazzi, ho una notizia fantastica. Siete stati selezionati per rappresentare l’Inghilterra in un programma televisivo che, per la prima volta, verrà trasmesso in diretta in tutto il mondo via satellite!». La reazione dei 4 ragazzi però lo raggelò: Ringo riprese la sua partita a scacchi, George si mise ad accordare la sua chitarra, e John e Paul sembravano più interessati a finire le registrazioni. Alla fine John, piuttosto annoiato, disse qualcosa come «Ok ok, vedrò di preparare qualcosa». La cosa fu dimenticata finché tempo dopo Paul chiese a John «Come stai andando con la canzone per quel programma TV?». John chiese quanto tempo mancasse ancora: due settimane. «Oh, così presto? – disse – Allora suppongo che sarà meglio che scriva qualcosa!». Paul e John si misero al lavoro contemporaneamente su due canzoni, ma appena lo stesso Paul sentì l’abbozzo della canzone di John apparve subito chiaro che quella sarebbe stata la canzone da presentare allo show. “All you need is Love“, infatti, sebbene accreditata come d’uso alla coppia Lennon/McCartney, è in realtà una creazione di John Lennon. Composta tra il 7 e il 14 giugno, quindi proprio a ridosso della trasmissione televisiva, la canzone è per certi versi una continuazione dell’idea che Lennon aveva cercato di esprimere nella sua canzone del 1965 “The Word“. John era affascinato dal modo in cui gli slogan influivano sulle masse e cercava di catturare l’essenza di canzoni come “We Shall Overcome“. Una volta ha dichiarato: «Mi piacciono gli slogan, mi piace la pubblicità, amo la televisione». In un’intervista del 1971 sulla sua canzone “Power To The People“, gli fu chiesto se quella canzone fosse propaganda. Disse: «Certo, così come lo fu “All You Need Is Love “. Sono un artista rivoluzionario, la mia arte è dedicata al cambiamento». «Era una canzone molto ispirata e volevano veramente dare un messaggio al mondo – ha detto Brian Epstein – Il bello della canzone è che non può essere mal interpretata. È un messaggio chiaro che dice che l’amore è tutto». Sebbene appaia semplice e orecchiabile, in realtà la struttura di “All you need is love” è molto particolare:  il ritornello è su una sola nota e la canzone è in un raro ritmo di 7/4. I Beatles iniziarono a registrare la base per la canzone agli Olympic Sound Studios di Londra il 14 giugno 1967. I produttori di “Our World” erano inizialmente scontenti dell’uso di una base musicale, ma George Martin, il produttore della band, rispose: «Non possiamo andare davanti a 350 milioni di persone senza niente di pronto!». In studio il gruppo si divertì a sperimentare: John Lennon suonò il clavicembalo, Paul McCartney il contrabbasso e George Harrison il violino, il solo Ringo Starr suonò il suo strumento abituale, la batteria. Furono fatte 33 registrazioni della canzone, e alla fine venne scelta la n. 10. Nei giorni seguenti furono fatte le sovraincisioni tra cui voci, pianoforte (suonato da Martin), banjo, chitarra e le parti dell’orchestra. La canzone comprende citazioni esplicite di diversi altri brani: inizia con un estratto de La Marsigliese, l’inno nazionale francese, e poi l’Invenzione a due parti n. 8 in Fa maggiore, BWV 779 di Bach, la melodia tradizionale inglese GreensleevesIn the Mood, fino al finale in cui Lennon cita Yesterday, canzone composta da McCartney, che subito dopo ricambia il favore cantando She loves you, composta invece da Lennon.  Il 25 giugno, la trasmissione dal vivo si trasferì agli studi di Abbey Road alle 20:54, circa 40 secondi prima del previsto. I Beatles (ad eccezione di Starr, dietro la sua batteria) erano seduti su alti sgabelli, accompagnati da un’orchestra di tredici elementi. La band era circondata da amici e conoscenti seduti sul pavimento, che cantavano insieme al ritornello. Tra gli ospiti c’erano Mick Jagger, Eric Clapton, Marianne Faithfull, Keith Richards, Keith Moon, Graham Nash, Patti Boyd e Jane Asher (queste ultime moglie e fidanzata di Harrison e McCartney). L’ambientazione dello studio, la coreografia, l’abbigliamento stesso dei partecipanti erano stati preparati minuziosamente per trasmettere al mondo un messaggio di pace, di speranza, di amore, di anticonformismo e di protesta. I Beatles, l’orchestra e gli ospiti hanno sovrainciso sulla traccia ritmica pre-registrata. Oltre alla voce principale, di Lennon, e di accompagnamento e all’orchestra, gli elementi registrati dal vivo erano la parte di basso di McCartney, l’assolo di chitarra di Harrison e la batteria di Starr. Il giorno prima della trasmissione il gruppo aveva deciso che “All you need is love” sarebbe stato il loro prossimo singolo, e che non sarebbe stato incluso in nessun album (in realtà fu incluso nella versione statunitense dell’LP del 1967 “Magical Mystery Tour“). Pubblicato nel Regno Unito il 7 luglio 1967, è entrato nella classifica nazionale dei singoli direttamente al numero 2 prima di restare in cima per tre settimane; arrivò al numero 1 anche in Olanda, Norvegia, Germania, Austria, Francia, Canada, Irlanda e Svezia. In Italia il disco uscì il 4 luglio 1967, ma non andò oltre il nono posto della Hit Parade, restando però in classifica per ben otto settimane. In un anno in cui sembrava che tutto il mondo stesse aspettando qualcosa di nuovo, e quando il potere politico e sociale della musica era fuori dubbio, “All you need is love” divenne un inno per i pacifisti e per il movimento dei “figli dei fiori”. Oggi quegli anni appartengono alla storia, e forse certi loro aspetti possono fare sorridere i ragazzi di oggi, ma è bello sapere che c’è stato un momento in cui si era convinti che l’amore avrebbe potuto cambiare le cose. Un ultimo dato: nella canzone la parola “Love” (“amore”) è cantata 111 volte.

Autori: Lennon / McCartney
Anno di pubblicazione: 1967

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