Céline Dion – My heart will go on

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1997, il compositore James Horner (scomparso in un incidente aereo nel 2015) sta componendo la colonna sonora di “Titanic“, il costosissimo film che James Cameron sta terminando e che a detta di molti sarà un colossale flop che decreterà il fallimento del regista. Horner ha già composto il tema principale, che ritorna in diverse scene del film, e vorrebbe prepararne una versione cantata, da utilizzare nei titoli di coda, così si rivolge a Will Jennings, un paroliere molto prolifico che ha scritto testi per Stevie Winwood, B.B. King, Barry Manilow, Eric Clapton e tanti altri, e che ha già una certa esperienza con le colonne sonore. Lo invita a casa sua, gli racconta in breve la storia del film e gli fa ascoltare il tema che ha composto. Jennings decide di scrivere la canzone dal punto di vista di Rose, una donna che ha vissuto una vita molto lunga e che adesso guarda indietro al suo passato, e gli viene subito alla mente una donna che ha conosciuto anni prima, Beatrice Wood, un’artista a New York prima della prima guerra mondiale che aveva vissuto e lavorato in Francia, ed era finita in California e infine a Ojai, lavorando come ceramista e che alla bella età di 101 anni era ancora vitale. Ha raccontato lo stesso Jennings: «Mia moglie ed io eravamo a Ojai quando è stata presentata la prima di un film intitolato “Mama of Dada”, un documentario sulla vita della Wood. Siamo andati a vederlo e la signora Wood si è presentata, molto viva e vivace – aveva 101 anni- Inoltre, ha parlato del film prima che fosse mostrato e poi ha ricevuto tutte le persone in un hotel di fronte al teatro dove è stato proiettato il film. Quando mi ha stretto la mano ho avuto una tale sensazione di vitalità e forza vitale… non ho mai provato niente di simile nella mia vita prima o dopo. Da quella sensazione ho scritto il testo per “My heart will go on” (“Il mio cuore andrà avanti”)». Una volta completata la canzone si pensa subito di farla cantare alla canadese Céline Dion, ma sorgono due problemi: il primo è che Cameron non ne vuole sapere di includere una versione cantata nel film, e anche  Glen Brunman, produttore della colonna sonora, dichiara che questa dovrebbe essere «No song, no Céline (“Niente canzoni, niente Céline)». Horner aspetta che Cameron sia dell’umore adatto per fargli ascoltare la canzone e alla fine, dopo alcuni ascolti, il regista accetta – però non convinto al 100% – a includere la canzone nel film. Adesso però si pone il problema più grande, e cioè che a Céline Dion la canzone non piace proprio e non la vuole incidere. Alla fine suo marito Rene Angélil, che è anche il suo manager, la convince a registrare una demo su una base realizzata appositamente da Simon Franglen utilizzando quasi esclusivamente strumenti elettronici. Su questa base piuttosto spartana la Dion registra, una sola volta, la sua parte ignorando Horner che vuole spiegarle la storia del film e il significato della canzone. Vuole solo finire e andare a casa in fretta «Volevo soffocare mio marito – dirà a Billboard – Perché non volevo farlo!». Questa unica registrazione “di prova” sarà poi quella che finirà nella colonna sonora del film.

La soundtrack del film esce il 7 novembre 1997 e vende circa 15 milioni di copie in tutto il mondo. Nel frattempo la Dion deve avere cambiato idea, perché una settimana dopo la pubblicazione della colonna sonora, include la canzone nel suo album “Let’s Talk About Love“, che diventa numero 1 nella maggior parte delle classifiche e vende circa 30 milioni di copie in tutto il mondo. Nel 1998 la canzone vince il premio Oscar come migliore canzone ed il Golden Globe come migliore canzone originale. Trionfa inoltre all’edizione dei Grammy Awards del 1999, vincendo il titolo di disco dell’anno, miglior performance pop femminile e miglior canzone scritta per un film. Il singolo raggiunge la prima posizione nelle classifiche di 25 paesi, inclusa l’Italia e praticamente tutta l’Europa, e tempo dopo la cantante dovrà ammettere che «il brano è immortale», e che gli deve molto del suo successo. Ma non tutti hanno apprezzato la canzone: la rivista Rolling  Stones la etichetta come la settima peggior canzone degli anni Novanta in una recensione del 2011, con la motivazione: «La canzone della Dion e il film sono invecchiati male»; secondo Vulture è diventato di moda odiare la canzone, in quanto «racchiude l’essenza di quello che gli appassionati di cinema di allora ora odiano di Titanic: è superato, zuccheroso e melenso»; ma tra coloro che soprattutto detestano la canzone c’è Kate Winslet, la protagonista del film, che  se ne è detta nauseata in quanto veniva continuamente associata al brano.

Autori: Horner / Jennings
Anno di pubblicazione: 1997

 

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