Bob Marley – No Woman, No Cry

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Un classico del reggae, e una delle canzoni più famose di Bob Marley (1945-1981), inserita dalla rivista Rolling Stones al 37° posto nella Lista delle 500 migliori canzoni di tutti tempi. La prima versione della canzone era inserita nell’album “Natty Dread“, uscito nel 1974,  il primo album pubblicato con il nome “Bob Marley & The Wailers”, invece che solamente “The Wailers”, ed il primo registrato senza Peter Tosh e Bunny Livingston. Per promuovere il disco Marley e la sua band intraprendono un tour che toccherà anche l’Europa, ma che si rivela un fiasco clamoroso: il pubblico al di fuori della Giamaica non apprezza il puro reggae della band. Il cantante non si arrende, capisce che per suonare nelle grandi arene deve cambiare qualcosa, rendere il sound più morbido e curare maggiormente gli arrangiamenti, così inserisce nella band il chitarrista Al Anderson, il bassista e produttore Family Man Barrett e alle backing vocale le I-Threes, composte da Judy Mowatt, Marcia Griffiths, e dalla moglie di Bob, Rita Marley. Con una diversa formazione live, più numerosa e robusta, la band intraprende un nuovo tour e stavolta il successo negli Stati Uniti è enorme, le recensioni sono entusiastiche e questo porta a un nuovo tour in Inghilterra, che vede ovunque il tutto esaurito con una eccezionale risposta di pubblico. È proprio durante una tappa del tour, al Lyceum di Londra, che viene registrata la versione di “No Woman, No Cry” come la conosciamo oggi, inclusa nell’album “Live!del 1975 e pubblicata anche come singolo. La versione live è molto differente da quella pubblicata precedentemente, più corta e più veloce, dove la batteria era sostituita da una fredda drum machine. La versione originale del testo era “No, Woman, Nuh cry“; “nuh” in creolo giamaicano sta per “dont” (non), per cui il significato del testo è “No, Donna, Non piangere“. Sebbene la canzone sia stata composta da Bob Marley, i diritti d’autore vengono intestati a Vincent Ford, un amico d’infanzia di Marley e proprietario di un locale che rischiava la chiusura situato a Trenchtown, il ghetto di Kingston in Jamaica dove Marley era cresciuto. L’attività, sul punto di fallire, era luogo di ristoro della povera gente e del cantante stesso; i diritti di “No Woman, No Cry” hanno assicurato la sopravvivenza e l’efficienza del luogo fino ai giorni nostri.  In ogni caso la questione dei diritti del brano ha portato ad una disputa giudiziaria fra l’etichetta e gli eredi di Marley: la casa discografica, infatti, accusa il cantante di aver ceduto i diritti con l’intenzione di non onorare il contratto stipulato. La questione rimane tuttavia controversa poiché non solo Ford appare come autore di altri testi di Marley, ma anche i diritti di altri brani del cantante fanno capo a suoi amici e conoscenti. La canzone è diventata in brevissimo tempo un classico della musica reggae – che influenzerà gran parte del rock degli anni 70/80 (basti pensare ai Police) – ed è stata oggetto di numerose cover, tra le quali ricordiamo quelle di Nina Simone, Billy Ocean, Joan Baez, Pearl Jam, Jimmy Cliff, addirittura i Linkin Park e in versione disco dai Boney M.

Autore: Vincent Ford (Bob Marley, non ufficialmente)
Anno di pubblicazione: 1974

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