Bruce Springsteen – Born in the U.S.A.

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Una delle canzoni più fraintese di sempre. La maggior parte della gente pensa che questa sia una canzone patriottica sull’orgoglio americano, quando in realtà getta uno sguardo critico su come l’America ha trattato i suoi veterani di ritorno dal Vietnam, ed è  un commento ironico e un po’ caustico sull’ipocrisia del patriottismo. Bruce Springsteen l’ha sempre considerata una delle sue migliori canzoni, ma è sempre stato infastidito dal fatto che spesso sia stata interpretata in modo così superficiale (tra l’altro anche da Ronald Reagan, che durante la sua campagna presidenziale del 1984 cercò di appropriarsi della canzone, fermandosi al titolo e senza approfondirne il testo completo). La canzone uscì come singolo il 30 ottobre del 1984, tratta dall’album omonimo che rimane uno dei più grandi successi del Boss, con oltre 18 milioni di copie vendute (numeri che oggi, nell’epoca del download digitale fanno rabbrividire). Il singolo arrivò rapidamente al 9° posto nelle classifiche americane e al 5° in quelle inglesi, entrò nella Top 10 in diversi paesi ed è stata inserita alla posizione numero 275 nella lista delle 500 migliori canzoni secondo la rivista Rolling Stone, ma la sua storia inizia qualche anno prima, esattamente nel 1981, quando il regista Paul Schrader invia a Springsteen la sceneggiatura di un film che sta progettando perché scriva una canzone . La storia parla di due fratelli che suonano in una band e dei problemi che si trovano ad affrontare a causa del travagliato rapporto con la madre, una donna profondamente religiosa, e si sta anche considerando l’idea di inserire il Boss nel cast. Il film dovrà intitolarsi, guarda caso, “Born in the U.S.A.“. Springsteen ha in effetti alcune canzoni pronte, tra cui una che si intitola “Vietnam“, ma il titolo del film che Schrader gli ha proposto gli piace molto, così lo usa come nuovo titolo per la canzone. La prima versione è totalmente acustica, solo la voce di Bruce e la chitarra, e  viene registrata il 3 gennaio 1982 a casa di Springsteen a Colts Neck, nel New Jersey, durante la lunga session che costituirà la maggior parte dell’album “Nebraska” pubblicato più tardi quell’anno. Tuttavia al produttore di Springsteen, Jon Landau, sembra che la canzone non abbia la giusta melodia in abbinamento ai testi, e che non si adatti bene al resto del materiale dell’album “Nebraska“, così la canzone viene accantonata. Un paio di mesi dopo Springsteen tira fuori la canzone dal cassetto e decide di rivitalizzarla con una diversa linea melodica e un nuovo arrangiamento. Il primo tentativo è di farla in trio in stile rockabilly e un ritmo country, ma la versione viene scartata quasi subito, così la session in studio va avanti a lungo. Durante una pausa, mentre sono tutti nella cabina di controllo dello studio, alcuni componenti della E Street Band tornano nella sala di registrazione e iniziano a improvvisare un arrangiamento per la canzone, visto che le varie parti strumentali non sono state scritte. Man mano, uno alla volta, anche gli altri membri della band si uniscono facendo assumere alla canzone praticamente il sound che conosciamo oggi, compreso il riff di sintetizzatore di apertura, a opera di Roy Bittan, e la “batteria esplosiva” – come l’ha descritta il produttore Chuck Plotkin – di Max Weinberg. Alla fine anche Springsteen si unisce e aggiunge la parte cantata. Il risultato è così buono che decidono di registrarlo, poi il Boss dice «Ok, facciamolo un’altra volta» e questa seconda registrazione è quella che finirà poi sul disco, in vinile e anche in CD, in quanto “Born in the U.S.A.” è stato il primo CD prodotto negli Stati Uniti, stampato dalla CBS Records che aveva appena aperto il suo stabilimento di produzione di CD a Terre Haute, Indiana nel 1984.

E il film di Paul Schrader cui Springsteen aveva “scippato” il titolo? Quando nel 1985 il regista è pronto per realizzare la pellicola, il titolo “Born in the U.S.A.” è ormai troppo legato al disco, e il cantante, per farsi perdonare gli fornisce un’altra canzone,  “Light Of Day“, che diventa il titolo del film, uscito in Italia col titolo “La luce del giorno“, interpretato da Michael J. Fox e dalla cantante Joan Jett.

Autore: Bruce Springsteen
Anno di pubblicazione: 1984

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