Cranberries – Zombie

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Una delle canzoni simbolo degli anni 90, “Zombie” dei Cranberries, a 24 anni dalla sua uscita è tornata a macinare ascolti e visualizzazioni su Youtube in seguito all’improvvisa morte di Dolores O’Riordan, avvenuta il 18 gennaio del 2018. Questa ballata rock caratterizzata dall’originale e inconfondibile stile vocale della Riordan, e che vinse nell’autunno del 1995 il titolo di miglior canzone dell’anno durante la seconda edizione dei MTV Europe Music Awards, non ha niente a che vedere, come forse alcuni ascoltatori distratti posso essere portati a credere, coi morti viventi di tanti film horror, anche se di orrore si parla in effetti nella canzone. Come altre canzoni per esempio degli U2 o dei Simple Minds, il brano dei Cranberries, irlandesi di Limerick, è una  denuncia della violenza in Irlanda del Nord a causa del conflitto, in inglese The Troubles (termine traducibile in modo riduttivo come “I disordini“), la cosiddetta “guerra a bassa intensità” che si è svolta tra la fine degli anni 60 e la fine degli anni 90 del 1900 in Irlanda del Nord e i cui effetti si sono allargati anche all’Inghilterra e alla Repubblica d’Irlanda e che ha causato oltre 3000 morti. Il 20 marzo 1993 a Warrington, una cittadina del Cheshire nel nordovest dell’Inghilterra, ci fu un attentato in cui persero la vita due bambini Johnathan Ball, di 3 anni e Tim Parry di 12. Le bombe furono piazzate dall’Ira, l’Irish Republican Army, il gruppo terroristico che rivendicava la fine della presenza britannica in Irlanda del Nord. Dopo l’uscita del loro primo album “Everybody Else Is Doing It, Why Can’t We?” i Cranberries iniziarono un lungo tour per promuoverlo. Durante il tour cominciarono a scrivere le canzoni per il loro secondo disco, e l’atmosfera dei concerti si riversò sulla composizione, come ha detto la stessa Riordan: «Sulla strada, scrivere le cose è diventato più vitale. Il primo album era più intimo e riservato, poi abbiamo iniziato a suonare un po’ di più dal vivo, così abbiamo cominciato a scrivere canzoni più rock». Profondamente colpita dalla vicenda dei due bambini morti a Warrington, Dolores compone “Zombie” di getto, in circa 20 minuti. «Zombie non riguarda veramente l’Irlanda del Nord, è stata ispirata dalla morte di un bambino. La vita gli è stata presa dalle braccia di sua madre. Qualcuno aveva infilato una bomba in un cestino di rifiuti e il bimbo si è trovato al posto sbagliato al momento sbagliato, ed è morto. La ragione per cui era stata messa la bomba aveva a che fare con la lotta irlandese per l’indipendenza che sembra durare per sempre» affermò la O’Riordan. Nel testo della canzone c’è un esplicito riferimento alla canzone The Town I Loved So Well del 1973 scritta dal musicista irlandese Phil Coulter e dedicata alla sua città, Derry, nell’Ulster, uno dei luoghi simbolo del conflitto dove avvenne la Bloody Sunday, il 30 gennaio 1972, in cui 14 persone furono uccise dall’esercito britannico, ricordata dal classico degli U2Sunday Bloody Sunday” del 1983. In un verso c’è un riferimento al 1916 “It’s the same old theme / Since nineteen-sixteen / In your head, in your head, they’re still fighting” “E’ la solita vecchia storia / così dal 1916 / nella tua testa, nella tua testa / stanno ancora combattendo”; nel 1916 avvenne al cosiddetta “Rivolta di Pasqua” che diede il via al lungo processo verso l’indipendenza dell’Irlanda dal Regno Unito. Ha ricordato ancora la Riordan «L’allusione alla data del 1916 serve a ricordare che in quell’anno fu firmato un accordo che sanciva la cessione di sei contee irlandesi all’Inghilterra. Da allora non è cambiato niente: guerra, morte ed ingiustizia». Ecco quindi che gli “zombie” del titolo simboleggiano tutti coloro – vittime e carnefici – ormai assuefatti come morti viventi, incapaci di capire l’inaudita e insensata violenza della guerra. Il singolo, pubblicato una decina di giorni prima dell’album “No Need to Argue“, arrivò al primo delle classifiche di Belgio, Danimarca, Francia, Australia, Germania, Spagna, Stati Uniti e Finlandia ed entrò nella Top 10 di tutta Europa, tranne in Inghilterra dove si fermò alla 14esima posizione. Il video è stato girato da Samuel Bayer, che è volato a Belfast poco prima del cessate il fuoco per ottenere riprese della zona, e quelli che appaiono nel video sono veri soldati britannici e bambini locali. Bayer alternò queste scene con immagini di Dolores O’Riordan, in piedi accanto a una croce e ricoperta di vernice dorata. Per i canali televisivi inglesi ne fu distribuita anche una versione meno esplicita, senza le immagini dei militari. La band metal dei Bad Wolves ha pubblicato una cover di questa canzone il 19 gennaio 2018. La band ha affermato che Dolores O’Riordan avrebbe dovuto registrare la sua voce sulla canzone proprio il giorno in cui è morta. Ha detto il cantante Tommy Vext: «Dolores era davvero entusiasta, perché le nazioni potrebbero cambiare, ma stiamo ancora combattendo le stesse battaglie oggi. L’umanità sta ancora combattendo per affermarsi nonostante tutti i conflitti». Un video, diretto da Wayne Isham, è stato girato con un’attrice che ricreava il look placcato oro di O’Riordan dall’originale. Quando Dolores O’Riordan morì il giorno in cui avrebbe dovuto registrare la sua voce, il gruppo, il manager della band e l’etichetta discografica si interrogarono a lungo sull’opportunità o meno di pubblicare il disco. Alla fine il gruppo decise che il modo migliore era pubblicare la cover e donare i proventi ai tre figli della cantante.

Autore: Dolores O’Riordan
Anno di pubblicazione: 1994

2 Commenti

  1. Grazie Daddy, sempre appassionante il tuo racconto, come tenesse per mano due compagni di viaggio senza mai perderli di vista: la storia e la musica

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