Rolling Stones – (I can’t get no) Satisfaction

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Il 6 maggio 1965 i Rolling Stones suonano davanti a circa 3.000 persone al Jack Russell Stadium di Clearwater, in Florida, durante il loro primo tour negli Stati Uniti. O almeno dovrebbero suonare: dopo appena quattro canzoni 200 giovani fan cominciano a litigare con alcuni poliziotti e scoppia il caos. Secondo alcune fonti invece sembra che quando la band arriva con la limousine rallenta, si guarda intorno, vede che la situazione non è tranquilla e semplicemente si allontana, senza nemmeno iniziare il concerto. Comunque sia andata Keith Richards quella notte è al Jack Tar Harrison Hotel ma non dorme bene, turbato da quello che è successo. A un certo punto, durante la notte, si sveglia con in testa un riff di chitarra e una frase “Can’t get no satisfaction” (“Non poss ottenere nessuna soddisfazione”). Prende un registratore portatile, la chitarra e lo incide su un nastro, dopodiché torna a dormire. Nasce così “(I can’t get no) satisfaction”, certamente la più famosa canzone degli Stones e una delle più importanti e influenti nella storia della musica rock, tanto che la rivista Rolling Stones l’ha messa al secondo posto nella “Lista delle 500 migliori canzoni” e VH1 l’ha posizionata in vetta alla classifica delle “100 più grandi canzoni Rock & Roll“. Al mattino Richards riascolta il nastro, dove ci sono circa due minuti di chitarra acustica e 40 minuti di lui che russa. In quei giorni gli Stones stanno registrando ai prestigiosi Chess Studios di Chicago, e Richards pochi giorni dopo porta il nastro in studio per fare ascoltare l’abbozzo di canzone agli altri membri della band. Ricorda Mick Jagger: «Sembrava quasi una canzone folk quando abbiamo iniziato a lavorarci su, e a Keith non gli piaceva molto, non voleva che fosse un singolo, non pensava che sarebbe andato molto bene. Credo che Keith la ritenesse po‘ elementare, ma non penso che l’avesse ascoltata veramente bene». Mick scrive i testi per la canzone tranne la frase “Can’t get no satisfaction“, ispirato da quello che ha visto in America, le contraddizioni, l’esasperato consumismo, e la canzone parla di un uomo che cerca l’autenticità ma non riesce a trovarla. “Satisfaction” viene registrata il 10 maggio del 1965 con Brian Jones all’armonica, ma questa versione non soddisfa la band, così due giorni dopo la canzone viene registrata nuovamente agli RCA Studios di Hollywood, con un ritmo differente e con un effetto distorsione sul riff di chitarra principale ottenuto da Richards con il Gibson Fuzz Box. In realtà Richards ha in mente una sezione di fiati per il riff principale, visto che immagina la canzone come un omaggio alla musica soul di Otis Redding, però ha appena ricevuto dalla Gibson questo apparecchio e pensa che possa aiutarlo a ottenere un certo sostegno del suono per delineare quella che sarà la linea dei fiati. Per fortuna gli altri membri della band, il produttore e il tecnico del suono riescono a farlo desistere dalle sue idee e convincono il chitarrista a utilizzare la chitarra distorta per il riff della canzone, che diventerà un’icona della musica rock. Il 6 giugno del 1965, un mese dopo il sogno di Richards, la canzone viene pubblicata come singolo negli Stati Uniti e diventa subito un grande successo successo, portando il gruppo per la prima volta in vetta alla Billboard Hot 100 per quattro settimane e alla UK Singles Chart per due settimane, oltre a entrare nella Top 10 di tutta Europa. Durante la sua ottava settimana di permanenza nelle classifiche americane, il singolo è stato certificato disco d’oro per aver venduto oltre un milione di copie negli Stati Uniti, dando alla band il primo dei molti disco d’oro in America. Così, anni dopo, Mick Jagger ha commentato il successo della canzone: «È stata la canzone che ha davvero creato i Rolling Stones, ci ha trasformato da “giusto un’altra band” in un grande gruppo. Hai sempre bisogno di una canzone e “Satisfaction” ha un titolo accattivante, ha un riff molto orecchiabile, ha un grande suono di chitarra, che era originale in quel momento. Cattura lo spirito dei tempi, che è molto importante in quel tipo di canzoni… che era l’alienazione». La canzone ha avuto moltissime cover, tra cui ricordiamo quella di Otis Redding (a cui si era ispirato Richards, come a chiudere il cerchio), e poi Aretha Franklin, Grateful Dead, Tom Jones, Jose Feliciano, Britney Spears e gli italiani Tritons. Qualche parola va spesa per la cover degli americani Devo che pubblicarono nel 1977 una versione stravolta di “(I can’t get no) satisfaction”, talmente diversa dall’originale che i membri del gruppo si incontrarono con Mick Jagger e i suoi avvocati per raggiungere un accordo e il benestare degli Stones alla pubblicazione della cover. Per loro fortuna a Jagger piacque la loro versione della canzone e l’accordo fu raggiunto.

Autori: Jagger / Richard
Anno di pubblicazione: 1965

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