The Doors – Light my Fire

Fai sapere che ti piace!

Nel 1966, dopo un contratto non portato a termine con la Columbia Records e una gavetta nei club e concerti procurati dalla schiera di amici, i Doors vengono ingaggiati nel celebre Whisky a Go Go come band di casa, per aprire gli spettacoli di band già note nell’area di Los Angeles e non solo. Qui vengono notati dalla Elektra Records, grazie alle raccomandazioni e alle pressioni di Arthur Lee cantante dei Love, e finalmente ottengono un contratto discografico e la possibilità di incidere un album. Il gruppo ha già un certo numero di buone canzoni, per lo più composte da Jim Morrison – anche se democraticamente firmate da tutti i componenti della band – ma non sono abbastanza per riempire un disco. Allora Jim invita il chitarrista, Robbie Krieger, a comporre qualcosa, ma Krieger che non ha mai scritto una canzone fino a quel momento, gli chiede “Di cosa dovrei scrivere?” Al che Morrison gli risponde “Qualcosa di universale, che non scomparirà tra due anni. Qualcosa che le persone possono interpretare da sé”. Il giovane chitarrista – che all’epoca ha 20 anni – decide di provarci e pochi giorni dopo si presenta con due canzoni, “Light my Fire” e “Love Me Two Times” (che sarà poi inclusa nel loro secondo album “Strange Days“). “Light my Fire” è già pressoché completa, Krieger ha composto la melodia e il testo, che parla di lasciare le inibizioni dietro le fiamme della passione, ma la forma musicale è un po’ acerba e ha un certo un sapore folk, ma qualcosa cambia quando Morrison scrive la seconda strofa “”il nostro amore diventa una pira funebre …”. Ray Manzarek inventa la famosa introduzione di organo, piena di reminiscenze barocche dovute alla sua formazione classica, e il batterista John Densmore si occupa di aggiungere il ritmo giusto, cosicché, come per tutte le canzoni dei Doors di quell’epoca, la canzone viene accreditata a tutti e 4 i musicisti. Come si sa i Doors non avevano un bassista in formazione, e Manzarek eseguiva le parti di basso su una tastiera con la mano sinistra, ma in studio spesso si servivano di session men che solitamente rimanevano anonimi. Per irrobustire la struttura di “Light my Fire” il produttore Paul Rothchild convince la band a utilizzare un bassista, secondo alcune fonti Larry Knetchel, un polistrumentista che aveva suonato con tanti artisti, da Elvis Presley a Simon & Garfunkel ai Monkees, ma in un’intervista la bassista e chitarrista Carol Kaye – anch’essa con un ricchissimo curriculum, avendo partecipato a circa diecimila sessioni di registrazione in oltre cinquant’anni di carriera – ha affermato di essere stata lei a suonare il basso. Comunque sia, il risultato finale è una canzone che arriva a durare quasi 7 minuti, grazie anche alla parte centrale dove ci sono gli assoli prima di Manzarek, e poi di Krieger, ambedue ispirati, per ammissione dei musicisti, a due opere del sassofonista John Coltrane: il suo brano “Ole” del 1961 e la sua versione jazz della canzone “My Favorite Things” dal film The Sound of Music (“Tutti insieme appassionatamente“). Nel settembre del 1967 la canzone viene pubblicata come singolo, ma si pone il problema della durata: all’epoca la durata massima di un brano passato in radio è di 3 minuti, per cui il produttore “taglia” gli assoli della parte centrale e pubblica una versione di 2 minuti e 52 secondi, perfetta per le radio ma che fa infuriare ovviamente i componenti della band. Il precedente singolo dei Doors, “Break On Through (To The Other Side)“, non era arrivato più in alto della posizione n. 126 nelle classifiche americane, ma “Light my Fire” diventa subito un successo e resta tre settimane in vetta alla classifica Billboard Hot 100 imponendo il gruppo all’attenzione di un pubblico molto più vasto, vendendo oltre un milione di copie e regalando alla Eelektra il loro primo numero uno. Il 17 settembre 1967 i Doors vengono invitati al prestigioso Ed Sullivan Show, ma il produttore dello show, Bob Precht, dice alla band di cambiare il verso “Girl we couldn’t get much higher” (“Ragazza non potremmo sballare di più”). Del resto Sullivan ero solito censurare i suoi ospiti. Morrison dice va bene, ma poi la sera, in diretta, canta il verso così com’è suscitando le ire dei produttoi e di Sullivan. In seguito si scuserà dicendo che era nervoso e che si era semplicemente scordato di cambiare il testo, ma la cosa non convinse e i Doors non furono mai più invitati. Nel 1968 la canzone è così popolare che  la Buick offre ai Doors 75.000 dollari per usare il brano in uno spot pubblicitario come “Come on Buick, light my fire”. Con Morrison assente, Krieger, Densmore e Manzarek accettano e firmano il contratto, ma quando Morrison lo scopre va su tutte le furie, e con un coltello fa a pezzi il contratto rifiutandosi di vendere la musica dei Doors per promuovere un bene di consumo. Coerenza d’altri tempi, decisamente… A dispetto del successo e dell’importanza della canzone, uno dei più lampanti esempi di rock psichedelico, Morrison non ha mai amato “Light my Fire” e odiava eseguirla dal vivo: sembrava risentirsi del fatto che la popolarità della band derivasse così tanto da questa canzone, di cui aveva avuto solo una piccola parte nella scrittura. Nel 1968 la canzone torna alla ribalta grazie al cantante portoricano José Feliciano, un artista cieco virtuoso della chitarra acustica, che con una versione in chiave latina del brano vince un Grammy Award come “miglior performance maschile pop” e “miglior nuovo artista” del 1968. Lo stesso Robbie Krieger lodò l’arrangiamento di Feliciano, che sarà ripreso da molti artisti, da Stevie Wonder a Shirley Bassey fino ad arrivare a quella recente di Will Young del 2002.
Light my Fire” è stata l’ultima canzone che Jim Morrison ha eseguito dal vivo, al concerto dei Doors al The Warehouse di New Orleans il 12 dicembre 1970. A metà della canzone, Morrison si è innervosito e ha fracassato il microfono sul pavimento, concludendo lo spettacolo.

Autori: Morrison / Krieger / Manzarek / Densmore
Anno di pubblicazione: 1967

2 Commenti

  1. nella loro interpretazione non credo sia la loro migliore canzone. Hanno fatto di meglio, da “Raiders on the storm” a “Love Me Two Times”. Giusto che Krieger abbia elogiato il gran Jose Feliciano per la sua totale riscrizione dell’arrangiamento che infatti all’epoca fu ripreso piu dell’originale da molti artisti di grande calibro

    • Concordo con te Marco, questa non è certo la loro canzone più bella, ma considera che era il 1966 e si trattava del loro primo album. Grazie del commento

Leave a Reply

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*