Police – Every Breath you Take

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La primavera del 1983 non è un periodo sereno per Gordon Matthew Thomas Sumner, in arte Sting: sta per separarsi dalla prima moglie (l’attrice irlandese Frances Tomelty) e sta iniziando la sua relazione con Trudie Styler, che è appena diventata la migliore amica della moglie, e sta per separarsi anche dagli altri due componenti dei Police. Malgrado l’imminente rottura, i tre musicisti si mettono al lavoro nei famosi Air Studios di Montserrat (Caraibi) per realizzare un album che non sarà un semplice adempimento contrattuale né uno scontato congedo dal pubblico, ma un vero e proprio punto d’arrivo nella carriera dei Police, “Synchronicity”. Ha raccontato Sting: «Mi sono svegliato nel mezzo della notte con quella melodia in testa, mi sono seduto al pianoforte e in mezz’ora la canzone era fatta. Il motivo in sé è un insieme di centinaia di altri, ma le parole sono interessanti. Sembra una canzone d’amore, rassicurante. All’epoca non mi rendevo conto di quanto invece potesse essere sinistra. C’è un‘ambiguità intrinseca nella canzone: su un livello è una bella canzone con i classici accordi, ma al di sotto c’è questo personaggio disgustoso che parla di osservare ogni mossa. Penso che stavo pensando a Grande Fratello, sorveglianza e controllo». Così nasce l’embrione di Every Breath You Take. Sting registra una demo della canzone negli Utopia Studios, nel nord di Londra, accompagnanto da un organo Hammond. Pochi mesi dopo presenta la canzone agli altri membri della band quando si riuniscono agli AIR Studios di George Martin a Montserrat per preparare l’album Synchronicity. Durante la registrazione, Sting chiede al chitarrista Andy Summers di mettere la chitarra su una semplice traccia di basso, batteria e una sola voce. Il chitarrista inventa l’inconfondibile giro di chitarra, ispirandosi a Béla Bartók, e la suona direttamente in una sola ripresa, caraterizzando così indelebilmente la canzone. Ricorda Summers: «Sting aveva scritto una canzone molto buona, ma non c’era la chitarra. C’era questo organo Hammond che suonava come Billy Preston, e con certo come i Police. Abbiamo trascorso circa sei settimane a registrare solo i rullanti e il basso. Era una semplice, classica sequenza di accordi, ma non riuscivamo a trovare un accordo su come farlo. In quel periodo stavo lavorando a un disco con Robert Fripp (King Crimson, ndr), e provando a suonare i duetti per violino di Béla Bartók avevo elaborato un nuovo riff. Quando Sting ha detto “vai e falla come ti pare”, ce l’ho suonato sopra, e subito abbiamo capito che avevamo qualcosa di speciale». Comunque, a causa delle tensioni personali tra i membri della band, il processo di registrazione si rivela estremamente difficile. In particolare Sting e il batterista Stewart Copeland, al momento delle sessioni di registrazione, «si odiavano a vicenda» – come ha riferito Il produttore Hugh Padgham – con scontri verbali e anche fisici. Questo clima di tensioni porta quasi alla cancellazione delle sessioni di registrazione fino a quando un incontro con la band e il manager del gruppo, Miles Copeland (fratello di Stewart), riesce a portare a un accordo per continuare. Per dare alla canzone più vivacità, Padgham chiede a Copeland di registrare la sua parte di batteria nella sala da pranzo dello studio al fine di ottenere alcuni “effetti sonori speciali”. La stanza è però così calda, che le bacchette devono essere attaccate alle mani del batterista per evitare che gli volino via. Secondo Stewart Copeland: «A mio modesto parere, questa è la miglior canzone di Sting con il peggiore arrangiamento. Credo che Sting avrebbe dovuto fare questa canzone con un altro gruppo, sarebbe stata migliore della nostra versione,  tranne che per la parte brillante di Andy. È un’opportunità totalmente sprecata per la nostra band. Anche se ne abbiamo vendute migliaia di copie, ed è il più grande successo che abbiamo mai avuto». Every Breath You Take” viene pubblicata come singolo nel 1983, raggiungendo il primo posto in Inghilterra, , Stati Uniti, Canada, Israele, Irlanda e Sud Africa, entrando nella Top 10 in quasi tutto il mondo. Nel sondaggio dei critici e dei lettori della rivista Rolling Stone, nel 1983 viene votata “Canzone dell’Anno” e sembra che frutti ancora a Sting qualcosa come trecentomila euro all’anno di diritti d’autore. Nella lista delle 500 migliori canzoni redatta dalla rivista Rolling Stone, la canzone si posiziona al numero 84. Il 13 luglio 1985 Sting la esegue al concerto benefico Live Aid allo stadio di Wembley, con Phil Collins alla seconda voce.
La canzone fu accompagnata da un video diretto dal duo Godley & Creme, liberamente ispirato al breve film di Gjon Mili del 1944, Jammin ‘the Blues. Girato in bianco e nero, il video mostra la band, accompagnata da una pianista e una sezione di archi, che esegue la canzone in una sala da ballo buia mentre un uomo lava la finestra dal pavimento al soffitto dietro di loro. Sting esegue la sua parte sul contrabbasso invece che sul basso. Sia MTV (nel 1999) che VH1 (nel 2002) lo nominarono come uno dei migliori video musicali di sempre, piazzandolo rispettivamente al sedicesimo e al trentatreesimo posto nelle loro top 100.Diffuso nei primi giorni di MTV, Every Breath You Take è stato uno dei primi video ad entrare in rotazione pesante, fatto che ha contribuito in modo significativo alla popolarità della canzone. Secondo il co-fondatore di A & M, Jeff Ayeroff, «Il video di Every Breath You Take è costato tra i 75.000 e i 100.000 dollari, e abbiamo venduto oltre 5 milioni di album. Con un buon video, il ritorno sull’investimento è stato fenomenale».
Tredici anni più tardi il
riff di chitarra di Andy Summers viene campionato dal rapper Puff Daddy per una nuova versione intitolata I’ll Be Missing You per celebrare la scomparsa per morte violenta dell’artista della scena hip-hop newyorkese Notorious B.I.G. Sembra che nessuno avesse avvisato Summers di questa operazione, e che ne fosse venuto a conoscenza in maniera casuale quando i suoi due figli, richiamarono la sua attenzione un pomeriggio ascoltando alla radio il brano. Andy andò su tutte le furie e, dopo alcune telefonate, riuscì a sapere che Sting, in qualità di autore del brano, aveva concesso il “frammento” musicale e percepiva i diritti anche per la versione di Puff Daddy. Summers ottenne allora solo una modesta liquidazione in denaro, assistendo impotente all’ascesa di I’ll Be Missing You ai vertici delle classifiche inglesi.

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