Lou Reed – Walk on the Wild Side

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Una delle canzoni più famose dell’intero repertorio di Lou Reed, e sua unica incursione nei piani alti delle classifiche. Primo singolo tratto dall’album “Transformer“, uscito nel 1972, si trova al 223º posto nella lista dei 500 migliori brani musicali della rivista Rolling Stone, al 50º in quella di New Musical Express, al 47º nella classifica dei 100 migliori singoli di tutti i tempi del magazine inglese Sounds, ed è stata inclusa tra le “500 canzoni che hanno plasmato il rock and roll” della Rock and Roll Hall of Fame. Ma, successo a parte, è anche la canzone che ha segnato la rinascita artistica e umana di Lou Reed.
Il 1972 non è un bel periodo per Lewis Allan Reed, detto Lou: ha lasciato i Velvet Underground, la band che avea contribuito a fondare insieme a Andy Warhol, e che nonostante l’attenzione della critica più illuminata non è mai riuscita a raggiungere il successo. Disilluso, dopo l’ultima esibizione al Max’s di New York il 23 agosto 1970, Reed ormai sull’orlo di un esaurimento nervoso (all’epoca soffre anche di insonnia) lascia il gruppo prima del termine della registrazione dell’album “Loaded“. Il suo primo album solista però, intitolato semplicemente “Lou Reed“, viene stroncato dalla critica e ignorato dal pubblico, vendendo circa settecento copie, un risultato imbarazzante per un artista della levatura del rocker newyorkese. Reed cade in uno stato di depressione, ha ormai 30 anni, la sua carriera sembra già finita, quando interviene a salvarlo un angelo custode di nome David Bowie. I due cantanti appartengono entrambi alla stessa etichetta, così Lou Reed vola a Londra per incontrare Bowie, che è all’apice del successo grazie a “Ziggy Stardust” e che non ha mai nascosto l’ammirazione che nutre per Lou Reed, che considera, nonostante la poca differenza di età, come suo padre spirituale. Bowie decide di produrre il nuovo disco dell’amico, insieme al fedele Mick Ronson che avrà un ruolo importante proprio nell’arrangiamento inconfondibile di “Walk on the Wild Side“. In questa canzone Lou Reed dipinge un ritratto dell’ambiente bizzarro e trasgressivo che orbitava intorno alla Factory di Andy Warhol, tra cui molti ragazzi arrivati a New York con grandi ambizioni e finiti poi a prostituirsi sul marciapiede. “Fai una passeggiata sul lato selvaggio” è la frase che rivolgono ai potenziali clienti. Nel testo sfilano vari personaggi tutti realmente esistiti e conosciuti da Lou: Little Joe si riferisce a Joe Dalessandro, modello e prostituto prima di recitare in molti dei film prodotti da Warhol; Sugar Plum Fairy è il soprannome dell’attore Joe Campbell, morto nel 2005, e per sei anni compagno del politico militante del movimento di liberazione omosessuale Harvey Milk; “Holly“, “Candy” e “Jackie” sono basati su Holly Woodlawn, Candy Darling e Jackie Curtis, tutte drag queen che sono apparse nel film di Warhol del 1972, Women In Revolt. Woodlawn è apparso anche nel film di Warhol del 1970 Trash, e Curtis era nel film di Warhol del 1968, Flesh. Ha detto «Ho sempre pensato che sarebbe stato divertente presentare questi personaggi a gente che probabilmente non avrebbe mai voluto incontrarli». Il titolo fu ispirato a Lou dall’omonimo romanzo di Nelson Algren del 1956, pubblicato in Italia col titolo Passeggiata selvaggia, da cui Warhol avrebbe voluto trarre un musical, tanto da commissionare a Reed tre canzoni. Il progetto non andò in porto ma Lou si ricordò di questo titolo quando scrisse la canzone. Una curiosità: nel 1962 fu tratto un film dal romanzo, uscito in Italia col titolo “Anime sporche” e la canzone Walk on the Wild Side del titolo fu nominata nella categoria Oscar alla migliore canzone. La nomination andò a Elmer Bernstein, che compose la musica, e a Mack David, che era il paroliere.
Comunque le registrazioni della canzone avvengono nell’agosto del 1972 ai Trident Studios di Londra. Il famoso doppio giro di basso è opera di Herbie Flowers, un session man molto apprezzato, che per il suo lavoro viene pagato 17 sterline e che è sempre stato molto modesto riguardo al suo contributo alla canzone. L’assolo di sax alla fine è interpretato da Ronnie Ross, un musicista jazz che agli inizi degli anni 60 viveva a Orpington, vicino al giovane David Bowie. Quando Bowie aveva 12 anni, voleva imparare a suonare il sassofono e implorò Ross di dargli lezioni, cosa che alla fine fece. Quando si decide di inserire un assolo di sax nella canzone, Bowie si assicura che Ross sia prenotato per la sessione, ma mantiene l’anonimato. Ross, che non ha mai sentito nominare Lou Reed, incide l’assolo in una sola ripresa e solo alla fine Bowie si presenta in studio. «Era molto cambiato, sul momento non riuscii a metterlo a fuoco – disse anni dopo Ross – ero stupefatto». Il singolo esce il 24 novembre 1972 su insistenza di David Bowie, in quanto Reed pensa che i riferimenti a droga, travestitismo e omosessualità potrebbero garantire il bando della canzone da parte delle radio. Invece, prima che i funzionari della BBC si accorgano delle allusioni al sesso orale, alla droga e al mondo degli omosessuali, Walk on the Wild Side hauna notevole diffusione radiofonica e si piazza al 10º posto nella classifica inglese dei singoli. Negli Stati Uniti, dove esce nel febbraio 1973, diventa il disco più gettonato nei juke-box e arriva al 16º posto nella Billboard Hot 100, ma la sua fama precede la canzone, e la censura è piuttosto pesante: il brano viene spesso trasmesso con una serie di bip al posto delle frasi incriminate. Nel 2013, dopo la morte di Lou Reed, il brano ha guadagnato nuova popolarità ed è entrato di nuovo nelle classifiche di molti Paesi.
Le cover di questi classico del rock sono innumerevoli, ed è stata interpretata anche in italiano da Patty Pravo col titolo I giardini di Kensington. Il testo, ovviamente, non c’entra nulla con l’originale.

Autore: Lou Reed
Anno di pubblicazione: 1972

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