Deep Purple – Smoke on the Water

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Quattro note. Eppure chi può negare che il riff iniziale di “Smoke on the Water” dei Deep Purple sia il simbolo stesso dell’hard-rock degli anni 70? È nella semplicità che si nasconde il genio, e Ritchie Blackmore di genio ne aveva da vendere. Ma questa storia canzone ha una storia che vale la pena raccontare, e che inizia il 4 dicembre del 1971 in Svizzera, a Montreaux.
In quei primi giorni di dicembre, nella pittoresca cittadina affacciata sul Lago di Ginevra, per uno di quegli strani scherzi del destino ci sono ben due pilastri del rock: Frank Zappa e i Deep Purple. Questi ultimi si trovano lì per registrare l’album “Machine Head” e per farlo hanno preso in affitto dai Rolling Stones uno studio di registrazione mobile, conosciuto come il Rolling Stones Mobile Studio. Le sessioni di registrazioni si devono tenere al Casinò di Montreaux che sta per chiudere per dei lavori di rinnovamento, permettendo così alla band di avere i locali a disposizione. Il 4 dicembre nel teatro del Casinò si tiene un concerto di Frank Zappa & Mothers of Inventions, proprio alla vigilia dell’inizio delle registrazioni previste dei Deep Purple. Durante il concerto però, all’inizio dell’assolo di sintetizzatore di Don Preston su “King Kong“,  uno spettatore un po’ troppo focoso (poi dicono degli Svizzeri…) spara con una pistola lanciarazzi contro il soffitto ricoperto di rattan. Il fuoco divampa immediatamente, il concerto viene interrotto e gli stessi musicisti, Zappa compreso, aiutano il pubblico a defluire dalla sala. Per fortuna non ci sono feriti gravi, ma il fuoco distrugge l’intero complesso del casinò, insieme a tutte le attrezzature della band di Frank Zappa. I membri dei Deep Purple osservano l’incendio dal loro albergo, e il fumo denso che aleggia sul lago diventerà “Smoke on the water” (Fumo sull’acqua), un titolo che venne in mente al bassista Roger Glover al risveglio da un brutto sogno. Ma adesso la band è nei guai: rimasta con una costosa unità di registrazione mobile e nessun luogo dove registrare, è costretta a esplorare la città per trovare un’altra location. Claude Nobs, organizzatore del Montreaux Jazz festival, si mette in moto e trova un teatro abbandonato chiamato The Pavilion. I Deep Purple allestiscono per registrare nel teatro ma appena inizate le prove i vicini si lamentano per il “rumore”. Il gruppo fa appena in tempo a gettare le basi per una canzone basata su un riff di Blackmore, e provvisoriamente intitolata “Title No.1”, prima che la polizia li faccia sgombrare. Dopo circa una settimana di ricerche, la band affitta il Montreux Grand Hotel, quasi vuoto, e trasforma i suoi corridoi e le trombe delle scale in uno studio improvvisato, dove registra la maggior parte dei brani di quello che diventerà il loro album di maggior successo commerciale, Machine Head (che viene dedicato a Claude Nobs). Terminate le registrazioni si rendono conto di avere bisogno di un’altra canzone, così tirano fuori l’abbozzo di canzone registrata al Pavilion, il riff di Blackmore e il testo di Ian Gillan, e mettono su “Smoke on the Water” che racconta proprio la storia di quegli strani eventi pochi giorni dopo il loro verificarsi. Però non sono ancora convinti di mettere una canzone così descrittiva nell’album, come ha raccontato Nobs: «Erano a cena a casa mia e a un certo punto hanno detto “Claude abbiamo una piccola sorpresa per te, ma non sarà nell’album, è una canzone che si chiama” Smoke On The Water”. Così l’ho ascoltata e ho detto: “Siete pazzi, sarà una cosa enorme”. I ragazzi si sono guardati e hanno detto “Ok, se ci credi, lo metteremo nell’album”. In realtà è la descrizione molto precisa dell’incendio nel Casinò, di Frank Zappa che porta i bambini fuori, e ogni dettaglio della canzone è vero. È quello che è successo davvero». La canzone viene inserita nell’album “Machine Head“, che esce nel 1972, ma non viene pubblicata come singolo fino all’anno successivo, perché il gruppo non si aspettava che la canzone si rivelasse un successo. Viene anche eseguita raramente dal vivo, ma le cose cambiano quando il singolo viene pubblicato in America nel maggio del 1973, dove raggiunge il 4º posto nella Billboard Hot 100 nell’estate del 1973, portando l’album nella Top 10. Da questo momento la canzone diventa uno dei momenti più emozionanti dei concerti dei Deep Purple. Una versione live della canzone, estratta dal famoso album Made in Japan diviene una hit nel tardo 1973, ed è probabilmente la versione più nota al grande pubblico.
Per la sua natura iconica la canzone è stata utilizzata in numerosi video-games, ed è stata cantata anche da Homer Simpson in un episodio de “I Simpson“. Nel 1994, a Vancouver, in Canada, 1.322 chitarristi si sono riuniti per suonare il riff insieme per entrare nel Guinness dei primati.


 

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