Al Stewart – The Year of the Cat

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Un successo può cambiarti la vita, ma non sempre in meglio. Puoi essere un artista in carriera già da quasi 10 anni, avere già inciso sei album e inciderne altri nove dopo, tanto non importa: hai fatto “The Year of the Cat” per cui tanto vale rassegnarsi, sarai sempre e solo ricordato per questo. Non che sia poco, peraltro. Uscita nel 1976 come title-track dell’album omonimo, e pubblicata come singolo, entrerà nella Top 10 di molti paesi, inclusa l’Italia e gli ambitissimi Stati Uniti, diventando una di quelle canzoni che si definiscono “un classico”.
Ma la storia di questa canzone inizia molti anni prima, precisamente nel 1966, quando il 21enne Al Stewart assiste a Bournemouth, in Inghilterra, allo spettacolo del comico Tony Hancock. Il comico è molto depresso, sale sul palco e dice «Non voglio essere qui. Sono completamente incazzato con la mia vita. un perdente completo, questo è stupido, non so perché non finisca tutto qui proprio qui». Tutti ridono convinti che faccia parte dello show, ma il giovane Stewart capisce che quell’uomo sul palcoscenico parla sul serio e ne rimane molto turbato. Va a casa e compone una canzone intitolata The Foot on the Stage, il cui ritornello dice “Your tears fell down like rain / At the foot of the stage”. Due anni dopo Hancock si uccide in Australia con una overdose di droga, e Stewart ne resta turbato, non vuole speculare su quella tragedia e ripone la canzone in un cassetto. Molti anni dopo, durante un tour in America, sente un arpeggio di pianoforte che il tastierista Peter Wood suona di continuo. Dopo averlo ascoltato una dozzina di volte Stewart dice al pianista: “Sai, c’è qualcosa in questi accordi, sembra un po’ inquietante ma anche bello. Posso scriverci sopra qualcosa?” Così il cantautore pensa di rispolverare la sua vecchia canzone su Tony Hancock, si accorge che l’intro di piano di Wood sta benissimo con la melodia del brano e completa la canzone. Ma la casa discografica obbietta che non hanno idea di chi fosse Tony Hancock e che quindi il testo va cambiato. Infastidito Stewart decide di prendere in giro l’etichetta e compone un testo sulla Principessa Anna intitolata “Horse of the Year“. Ovviamente neanche stavolta ottiene il gradimento dei discografici, e inizia a scoraggiarsi. Ha raccontato lo stesso Stewart: «All’epoca avevo una ragazza. A casa sua vidi un libro sull’astrologia vietnamita che era aperto in un capitolo intitolato “L’anno del gatto”, che credo corrisponda all’anno del coniglio nell’astrologia cinese. Non ne sono troppo sicuro. Non so molte cose su un sacco di cose, ma riconosco il titolo di una canzone quando ne vedo una, e quello era il perfetto titolo di una canzone!» Trovato il titolo occorre un testo, e Stewart dopo qualche tentativo si rende conto che non può scrivere una canzone sui gatti, gli sembra ridicolo, quando in Tv passa il vecchio film “Casablanca” e il musicista decide di scrivere un testo basato su Humphrey Bogart e Peter Lorre. Il resto, come si dice, è storia. Entra in studio insieme al produttore Alan Parson, che non ha ancora iniziatola sua fortunata carriera solista ma è già famosissimo per essere stato uno degli artefici del successo di “The Dark Side of the Moon” dei Pink Floyd. Uno che di produzione insomma ne sa qualcosa. La strumentazione utilizzata nella registrazione è molto ricca, e il risultato finale è un brano lungo 6 minuti e 40 secondi, di cui oltre quattro minuti solo strumentali, con una lunga serie di assoli che comprendono violoncello, violino, pianoforte, chitarra acustica, chitarra elettrica , sintetizzatore e sassofono. Per la sua introduzione pianistica Peter Wood è accreditato come co-autore anche se la totalità della canzone è opera di Al Stewart. “The Year of the Cat” è stata utilizzata nel film “Radiofreccia”, debutto alla regia di Luciano Ligabue nel 1998.

Autori: Stewart / Wood
Anno di pubblicazione: 1976

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