Spencer Davis Group – Gimme some lovin’

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Birmingham, 1963.  Spencer Davis è un giovane chitarrista, viene da Swansee sulla costa del Galles, e decide di formare una band di Rhythm and Blues, questo genere musicale che viene dall’America e che col suo calore può forse scaldare un po’ le grigie giornate inglesi. Recluta quindi il batterista Pete York, il bassista Muff Winwood e il fratellino di quest’ultimo Steve Winwood, che ha solo 15 anni ma è già un bravo organista e un ottimo cantante. Il gruppo sceglie il nome di Rhythm and Blues Quartette, e comincia a esibirsi regolarmente in città finché viene notato dal produttore Chris Blackwell della Island. I 4 ragazzi decidono di cambiare nome e scelgono Spencer Davis Group, perché sono tutti piuttosto pigri, non hanno voglia di sbattersi tanto e Davis è l’unico di loro a cui piaceva fare interviste. Incidono alcuni singoli di cui uno, “Keep On Running“, scritto dal musicista giamaicano Jackie Edwards, raggiunge inaspettatamente il n° 1 della classifica. I successivi singoli però hanno un’accogluienza piuttosto tipida, e Blackwell comincia a pressarli perché sfornino al più presto un altro successo. Il gruppo ascolta e rifiuta altre canzoni scritte da Edwards, finché il produttore perde la pazienza: una mattina li porta a Londra in una sala prove del Marquee Club e ordina loro di uscire di lì solo con una nuova canzone. Il gruppo comincia a cazzeggiare, suonano qualche riff finché qualcuno non suona il riff di (Is not That) A Lot of Love“, un brano soul del 1966 di Homer Banks, e quando Steve ci suona sopra una frase di organo i 4 ragazzi si guardano in faccia e si rendono conto che suona dannatamente bene. In meno di un’ora la canzone è pronta, e visto che Steve ripete spesso la frase “Gimme, gimme some loving” decidono di intitolarla così. Steve Winwood ha appena 18 anni e non immagina certo di avere scritto una canzone che entrerà di diritto nella storia della musica rock. Completata la canzone il gruppo va a mangiare in un pub in fondo alla strada. Ha raccontato Muff Winwood: «Blackwell è andato allo studio e non trovandoci è piombato come una furia nel caffè urlando “Come potete fare una cosa del genere?!?” Ma noi lo tranquillizzammo dicendo che la canzone era pronta». Tornati allo studio la band suona “Gimme some lovin” all’incredulo produttore. La sera dopo il gruppo suona la canzone in un piccolo club nel nord di Londra e quando vede la reazione entusiasta del pubblico capisce di avere per le mani un altro successo. Nel 1966 “Gimme Some Lovin” raggiunge il numero due nel Regno Unito e il numero sette negli Stati Uniti, dove viene scambiata per un brano di musica soul. La versione originale inglese si differenzia per diversi aspetti dalla versione pubblicata negli Stati Uniti: è più lenta, mancano le voci di risposta del coro, alcune percussioni e l’atmosfera fintamente “dal vivo” del singolo americano. La canzone è stata classificata alla posizione 247 lista delle 500 migliori canzoni di tutti i tempi della rivista Rolling Stone, ed è stata oggetto di numerosissime cover: Supremes, Four Tops, Olivia Newton-John, Grateful Dead, i Traffic con Winwood come cantante, che la inclusero nel loro album live Welcome to the Canteen, ma deve indiscutibilmente gran parte della sua fama presso il pubblico di oggi grazie alla versione di John Belushi e Dan Aykroyd nel mitico film “Blues Brothers” del 1980. Oltre che nei “Blues Brothers” la canzone è stata utilizzata in tantissimi film, tra cuiI Love Radio Rock,Giorni di tuono,Svalvolati on the road, Notting Hill,Il grande freddo e Good Morning, Vietnam.

Autori: Winwood / David /Winwood
Anno di pubblicazione: 1966

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