David Bowie – “Heroes”

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Una canzone che raggiunge solo la posizione N°24 della classifica inglese, e che negli USA non riesce neanche a entrare nella Billboard Hot 100 non è certo quello che si defnirebbe un successo, meno che mai una canzone storica. Eppure i tempi hanno dato ragione a David Bowie, visto che oggi “Heroes” è in assoluto una delle canzoni più celebri dell’artista, arrivando a vendere nel mondo 7,6 milioni di copie e diventando uno dei singoli più venduti del Duca Bianco, nonché la sua canzone più oggetto di cover da parte di altri artisti dopo “Rebel Rebel“.
Nel 1977 Bowie non sta molto bene. Vive ormai a Los Angeles e la sua dipendenza dalle droghe e dall’alcool è diventata preoccupante, così verso la primavera decide che ha bisogno di un cambiamento netto, radicale, ma per farlo deve anche cambiare ambiente, e smettere di trascinare un’esistenza da rockstar annoiata. Berlino gli sembra la scelta giusta, anche per il fascino della decadente mitteleuropa, così si trasferisce in un piccolo appartamento sopra un’auto-officina, dove può vivere una vita lontano dai lustrini della fama, e soprattutto ricominciare a scrivere musica. Ed è qui che scrive la maggior parte delle canzoni dell’album “Heroes“, il punto più alto della cosiddetta “trilogia berlinese” nata con “Low” e proseguita con “Lodger“. In questa avventura Bowie non è solo ma con due collaboratori d’eccezione: uno è l’amico di lunga data Tony Visconti, e l’altro è un altro genio “caduto sulla terra” da chissà dove, come lui, Brian Eno. La canzone è stata scritta da Bowie ed Eno, ed è una delle prime a essere incisa durante le sessioni per l’album, ma rimase allo stadio strumentale fin verso la fine delle sedute. Brian Eno ha detto che musicalmente il pezzo ha sempre «suonato grandioso ed eroico» e che aveva «la stessa parola – eroi – nella mia mente» ancor prima che Bowie scrivesse i testi. Le registrazioni si svolgono agli studi Hansa che si trovano in un famoso edificio del 1913 di Köthener Straße, a pochi metri dalla linea divisoria tracciata dal Muro, un luogo perfetto per infiammare l’immaginazione di Bowie. L’ispirazione per il testo gli viene osservando dalla finestra dello studio un uomo e una donna che si abbracciano e si baciano “by the wall” (“sotto il muro“); i due sono Tony Visconti e la vocalist Antonia Maass, anche se per molti anni Bowie ha detto che si trattava di una anonima coppia di ragazzi, in quanto Visconti all’epoca era sposato… e non con la Maass! Il titolo della canzone è un riferimento a un brano del 1975, “Hero“, della band tedesca Neu! che Bowie ed Eno ammiravano, e le virgolette presenti nel titolo furono aggiunte per dare un tono “ironico” al concetto di eroe che altrimenti sarebbe stato troppo romantico e trionfalistico. La base di supporto della registrazione consiste in un arrangiamento convenzionale di pianoforte, basso, chitarra ritmica e batteria. Tuttavia le aggiunte strumentali sono quelle che rendono così unico il sound della canzone: il sintetizzatore di Eno, le sovraincisioni di Visconti, vero mago della produzione, e soprattutto la chitarra di Robert Fripp, fondatore dei King Crimson, che appena arrivato da New York, senza neppure riposarsi, decide di provare a suonare qualcosa. Detto fatto, suona almeno tre linee di chitarra perché non è mai soddisfatto, al che Visconti decide semplicemente di utilizzarle tutte e tre sovrapponendole una all’altra, e anche questo renderà il risultato finale così unico e qualcosa di mai ascoltato fino a quel momento. L’interpretazione vocale di Bowie poi in questa canzone raggiunge una delle sue vette più alte per potenza e drammaticità, anche grazie al sistema di microfoni ideato da Visconti. La canzone viene registrata anche in tedesco e in francese, diventando così una manna per i collezionisti! Il 6 giugno 1987 Bowie si esibisce a Berlino, e in un’intervista ha raccontato: «Non lo dimenticherò mai. Ero in lacrime. Il palco era stato posizionato in modo che il muro stesse facendo da sfondo, e abbiamo sentito dire che alcuni dei berlinesi dell’est avrebbero potuto avere la possibilità di ascoltare, ma non ci siamo resi conto di quanti avrebbero potuto essere. Dall’altra parte c’erano migliaia di persone che si erano avvicinate al muro, quindi è stato come un doppio concerto in cui il muro era la divisione. Li ascoltavo mentre salutavano e cantavano dall’altra parte, Dio, anche adesso mi sento soffocare, mi si spezza il cuore, non ho mai fatto niente del genere nella mia vita, e credo di non poterlo più ripetere. Quando abbiamo fatto “Heroes” è stato quasi come una preghiera». Dopo la morte di Bowie nel gennaio 2016, il governo tedesco ha ringraziato Bowie per “aver contribuito a far cadere il muro”, aggiungendo “ora sei tra gli eroi”.
La prima esecuzione pubblica del brano fu in uno show televisivo ospitato dal suo amico Marc Bolan, che era il cantante della band i glam-rock dei T-Rex. Una settimana dopo, Bolan morì in un iincidente stradale schiantandosi contro un albero insieme alla sua ragazza. Il 20 ottobre 2001 al Madison Square Garden di New York, David Bowie eseguì “Heroes” al “Concert For New York”, organizzato da Paul McCartney, un tributo alla polizia, ai vigili del fuoco e ai soccorritori coinvolti negli attacchi del World Trade Center del 2001.
Heroes” è stata di ispirazione più o meno dichiarata per molti artisti e ha di fatto preparato il terreno per la fusione tra rock ed elettronica portata avanti da molti artisti della new wave di fine anni 70. Tra i musicisti che ne hanno fatto una cover ricordiamo i Blondie, Nico, i King Crimson, gli Oasis, i Wallflowers, Peter Gabriel e i Depeche Mode.

Autori: Bowie / Eno
Anno di pubblicazione: 1977

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