Beatles – Hey Jude

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Una delle più famose canzoni dei Beatles, scritta dal solo Paul McCartney anche se accreditata come sempre alla coppia Lennon/McCartney, e primo disco a uscire con la nuova etichetta Apple fondata dal gruppo.  In un primo momento era stata composta per l’album The Beatles, meglio conosciuto come White Album, ma fu poi pubblicato come singolo nel 1968, nonostante la lunghezza di oltre 7 minuti che ne fa la canzone più lunga mai pubblicata come singolo a quei tempi.
Siamo nel 1968, un anno decisamente difficile per i rapporti sentimentali all’interno della cerchia dei Beatles: John Lennon ha appena iniziato la sua relazione con Yoko Ono e ha lasciato la sua prima moglie, Cynthia, e Paul McCartney ha interrotto il fidanzamento con la sua fidanzata di lunga data, Jane Asher. Paul è molto legato a Cynthia e al figlio Julian, e si reca spesso a trovarli nella loro casa nel Surrey. Un pomeriggio, durante uno di questi viaggi pensa a quanto possa essere difficile un divorzio per un bambino e gli viene in mente la frase “Don’t make it bad, take a sad song and make it better” (“Non farti male, prendi una canzone triste e rendila migliore“) pensando che potrebbe essere di incoraggiamento a Julian. Nasce così il primo embrione di “Hey Jude”, che inizialmente Paul pensa di intitolare “Hey Jules”, la modifica in “Jude” è stata ispirata dal personaggio “Jud” del musical Oklahoma! che McCartney adora. Tornato a Londra, nello studio che ha nell’attico fa ascoltare la canzone a John, che si è presentato con l’ormai inseparabile Yoko. A un certo punto si ferma, guarda verso John e gli dice “Qui se vuoi possiamo sistemarla diversamente” ma John risponde “Non lo farai, sai, questa è una grande frase, non toccarlo, va benissimo così”. Le registrazioni vengono fatte in parte negli studi di Abbey Road e in parte ai Trident Studios, dove viene svolto il lavoro di rifinitura e di perfezionamento tecnico. Per la parte finale della canzone viene utilizzata un’orchestra di 36 elementi e anche gli orchestrali vengono invitati a unirsi al coro e al battito di mani. Si verifica anche uno screzio tra George Harrison, che vorrebbe suonare un riff di chitarra dopo la parte cantata e Paul che invece glielo vieta risolutamente. Si crea da questo momento un periodo di tensioni tra Harrison e McCartney, che diventa molto critico su come George debba suonare la chitarra nelle sue canzoni. Comunque il risultato è un capolavoro, e quando il singolo esce, nonostante la lunghezza che un po’ preoccupa i disc jockey radiofonici, diventa subito un successo rimanendo nelle classifiche britanniche e statunitensi per ben 16 settimane. Il disco vende in sei mesi oltre cinque milioni di copie in tutto il mondo, e dopo quattro anni il numero complessivo salirà a sette milioni e mezzo. Il brano arriva primo anche in Germania, Svizzera, Austria, Danimarca, Francia, Irlanda, Nuova Zelanda, Spagna, Svezia e Yugoslavia. Anche in Italia fu accolto con entusiasmo, e restò per quindici settimane nelle Hit Parade ma fermandosi alla quarta posizione.
E Julian Lennon, il vero ispiratore della canzone? Nel 1987 incontrò Paul a New York quando si trovavano nello stesso albergo e finalmente sentì Paul raccontargli la storia della canzone in prima persona e ammise che, crescendo, si era sempre sentito più vicino a lui che a suo padre. Nel libro di Steve Turner The Stories Behind Every Beatles Song, Julian ha detto: «Paul mi ha detto che stava pensando a me, a quello che stavo passando e a cosa avrei dovuto passare. Sembra che ci siano molte più foto di me e Paul che giochiamo quando ero piccolo rispetto a me e papà. Mi sorprende ogni volta che ascolto la canzone, è strano pensare che qualcuno abbia scritto una canzone su di te, mi tocca ancora».
La rivista Rolling Stone la colloca all’ottavo posto nella classifica delle 500 migliori canzoni di tutti i tempi.

Autori: Lennon / McCartney
Anno di pubblicazione: 1968

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