Premiata Forneria Marconi – Impressioni di settembre

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Gli anni ’60 sono stati un periodo esaltante per la musica pop-rock, non solo in Inghilterra e in America, ma anche in Italia dove si vide la nascita di innumerevoli formazioni musicali (i cosiddetti, all’epoca, “complessi”) che ispirandosi ai grandi artisti internazionali cercavano di traghettare la musica leggera italiana verso lidi più moderni. La maggior parte di questi gruppi sono formati da musicisti improvvisati, ma ce n’è uno che spicca per la qualità, la preparazione e la tecnica strumentale dei suoi componenti. Si chiamano Quelli, e sono costituiti dal batterista Franz Di Cioccio, dal chitarrista Franco Mussida, dal tastierista Flavio Premoli, dal bassista Giorgio “Fico” Piazza e dal cantante Teo Teocoli, che li abbandonerà nel 1967. I Quelli si fanno subito notare come eccellenti musicisti da studio e suonano per Mina, Lucio Battisti, Fabrizio De André e tanti altri, fino a che sentono la necessità di dedicarsi a qualcosa di personale, affascinati anche dalle nuove sonorità del neonato rock progressivo, che sta muovendo i primi passi soprattutto in Inghilterra, e che richiede grandi doti strumentali e tecniche. L’ideale per musicisti preparati come i 4 giovani componenti del gruppo. Detto fatto cambiano nome in Krel (dal nome di un pianeta presente nel racconto Il verdetto di Arthur J. Cochran) e incidono un paio di 45 giri prima di fare un incontro fondamentale per la loro carriera. Durante le registrazioni dell’album “La buona novella” di Fabrizio De Andrè conoscono il violinista e flautista Mauro Pagani, perfetto per avvicinarsi ancora di più alle sonorità che venivano oltremanica di gruppi come King Crimson, Genesis o Jethro Tull. Insoddisfatti della loro casa discografica, decidono di seguire Lucio Battisti e Mogol che hanno appena fondato una etichetta indipendente, la Numero Uno. Il gruppo decide di cambiare nome e alla fine, dopo molte proposte, la scelta si riduce a Isotta Fraschini e a Forneria Marconi, dal nome di una forneria frequentata da Pagani, a cui aggiungono Premiata. Nasce così la Premiata Forneria Marconi, spesso abbreviata in PFM,  che darà di fatto l’avvio al prolifico movimento del progressive italiano. Dopo avere suonato come gruppo di supporto di band come Procol Harum, Yes e Deep Purple, nel 1971 partecipano alla prima edizione del “Festival di avanguardia e nuove tendenze” di Viareggio con la canzone La carrozza di Hans, vincendo l’edizione a pari merito con Mia Martini e gli Osanna. I tempi sono maturi per la prima uscita discografica del nuovo gruppo, e nell’ottobre del 1971 esce finalmente un 45 giri con Impressioni di settembre come Lato B di La carrozza di Hans. Il testo è scritto da Pagani con la collaborazione di Mogol e la composizione della musica è affidata al chitarrista Franco Mussida, che ha raccontato di averlo scritto di getto: «Un momento di ispirazione vissuto sul divano dei miei genitori, con lo sguardo sognante, le dita che trovavano da sole gli accordi che servivano ad accompagnare una melodia che usciva da sola». Per la prima volta in un brano italiano compare uno strumento dalle sonorità nuove simili a quelle di una tastiera e di un flauto, e destinato a diventare uno dei simboli del nuovo genere musicale, il sintetizzatore Moog, che il gruppo aveva sentito nel brano “Lucky Man” degli Emerson Lake & Palmer. Il problema è che in quel momento Keith Emerson sembra l’unico a possederne uno, così il gruppo riesce ad avere in prestito l’unico esemplare in possesso dell’importatore italiano, Monzino, e la musica in Italia da quel momento cambia davvero. Inoltre la canzone ha la particolarità di essere l’unica, o una delle poche, il cui ritornello sia in effetti costituito dal famoso riff strumentale eseguito col Moog. Il brano diventa subito uno dei cavalli di battaglia del gruppo e un classico della musica italiana, e la band lo inserisce nel primo storico album “Storia di un minuto” che esce nel 1972, in una versione leggermente diversa, e ha avuto diverse interpretazioni nel corso degli anni tra cui ricordiamoi almeno Franco Battiato, i  Marlene Kuntz e Francesco Renga.

Autori: Mogol / Pagani / Mussida
Anno di pubblicazione: 1971

1 Commento

  1. Questo brano è straordinario, l’ho sentito centinaia di volte e sempre provo le stesse sensazioni della prima volta

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  1. Ivan Graziani – Agnese | |

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