Lucio Dalla – L’anno che verrà

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Conclusasi  l’esperienza col poeta Roberto Roversi, con cui ha realizzato tre album, Lucio Dalla nel 1977 decide di occuparsi totalmente – parole e musica – delle sue canzoni. Il secondo frutto di questa scelta, dopo il fortunato Com’è profondo il mare, è un album fondamentale nella storia della musica italiana, intitolato emblematicamente Lucio Dalla, che, uscito nel febbraio del 1979, resterà un anno e mezzo in classifica con un totale di un milione di copie vendute. L’anno che verrà chiude l’album ed è il vertice di un disco pieno di splendide canzoni, una riflessione in forma epistolare prima scoraggiata e poi speranzosa. La registrazione avviene nel 1978 agli Stone Castle Studios, situati nel castello di Carimate (Como), una struttura in cui artisti, musicisti e tecnici possono vivere a stretto contatto in un ambiente isolato per concentrarsi sulla registrazione senza i vincoli di orario dei normali studi di registrazione. In questa canzone Dalla, supportato dall’orchestra diretta da Giampiero Reverberi (che scrive anche gli arrangiamenti dei pezzi), è accompagnato da Ron al pianoforte, Ricky Portera alla chitarra, Marco Nanni al basso e Giovanni Pezzoli alla batteria, suoi musicisti abituali. È ispirata da un racconto dello scrittore svizzero Robert Walser, La passeggiata, in cui dalla consapevolezza dell’infelicità si passa all’evocazione del mondo come vorremmo che fosse. Dice lo stesso Dalla: «Questa canzone è una canzone importante perché immagina una situazione così, di lontananza fra me e un amico, e al quale faccio un piccolo rapporto dettagliato su come stiamo vivendo oggi. È chiaro che nella prima parte della canzone c’è un meccanismo del gioco che permette di raccontare le cose in un certo modo. Giocare tra il pessimismo che è comunque sempre un atteggiamento rozzo e improduttivo, secondo me è antipatico e l’eccessivo ottimismo che è anche questo un atteggiamento se non altro imbecille. Allora il meccanismo del gioco, nella prima parte della canzone, mi consente di esagerare…». La canzone – musicalmente semplice, ispirata dal fado portoghese, ma assai efficace nell’abbinare il testo e la melodia – staziona in hit-parade per ben 113 settimane ed è indicata come la sua preferita dal cantautore bolognese medesimo.

Autore: Lucio Dalla
Anno di pubblicazione: 1979

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