U2 – Pride (In the name of love)

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Nella lunga carriera degli irlandesi U2 questa è probabilmente la loro canzone più famosa, ed è inclusa nell’album “The Unforgettable Fire” del 1984. Raggiunse il 3º posto nella classifica inglese e il 33º posto nella prestigiosa Billboard Hot 100 ed è stata essere inserita al 378º posto nella lista delle 500 migoiri canzoni di tutti i tempi stillata dalla rivista Rolling Stones. Nel novembre del 1983 gli U2 sono alle Hawaii in tour. Durante il soundcheck il chitarrista, The Edge comincia a suonare una serie di accordi, tanto per scaldarsi, e la band gli va dietro. Il tecnico del suono registra quella jam improvvisata che poi verrà tirata fuori al momento di registrare il nuovo album “The Unforgettable Fire“. Incredibilmente la prima versione del testo parlava di Ronald Reagan! Bono aveva scritto dei testi che condannavano Reagan per il suo orgoglio arrogante che aveva portato all’escalation nucleare, ma sentiva che non funzionava. «Mi sono ricordato di un vecchio saggio che mi ha detto, “non cercare di combattere l’oscurità con la luce, basta rendere la luce più luminosa – ha raccontato BonoStavo dando a Reagan troppa importanza, poi ho pensato a Martin Luther King». L’ispirazione per il nuovo testo venne a Bono dalla lettura di un libro di Stephen B. Oates intitolato Let the Trumpet Sound: A Life of Martin Luther King, Jr. che raccontava la storia del Reverendo Martin Luther King, e di una biografia di Malcom X. Il cantante gettò il vecchio testo e trasformò la canzone in un inno dedicato a tutti coloro che nella storia hanno sacrificato la loro vita nelle battaglie per i diritti civili. Quando uscì il disco, Coretta Scott King, la vedova di Martin Luther King, invitò la band al Martin Luther King Center di Atlanta che visitarono durante il loro tour negli Stati Uniti del 1984. Alle registrazioni partecipò anche Chrissie Hynde, la cantante dei Pretenders, che si trovava a Dublino proprio in quei giorni ma che però sui credits appare come Christine Kerr, dal cognome del marito, il cantante dei Simple Minds Jim Kerr.
Curiosamente, il verso del brano che si riferisce all’assassinio di Martin Luther King (“
mattina presto, 4 aprile / si sente uno sparo nel cielo di Memphis“) contiene un errore storico, perché King fu assassinato nel pomeriggio (intorno alle ore 18), ma è un peccatuccio veniale che si può perdonare a una così bella canzone.

Autori: Bono
Data di pubblicazione: 1984

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